giovedì 31 agosto 2017

MONET a Roma



Dal 19 ottobre 2017 il Complesso del Vittoriano - Ala Brasini ospiterà una splendida mostra dedicata a MONET.

L’esposizione, curata da Marianne Mathieu, presenta circa sessanta opere del padre dell’Impressionismo, provenienti dal Musée Marmottan Monet - che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita - testimonianza del suo percorso artistico, ma soprattutto dell’artista medesimo. Si tratta infatti delle opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo.

Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate agli amatissimi fiori del suo giardino (rose, glicini, agapanti) fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali Ninfee e Glicini, la mostra renderà conto delle molteplici sfaccettature del suo lavoro, restituendo la ricchezza artistica di Monet.

E' già possibile pre-acquistare i biglietti della mostra sul sito TicketOne e prenotare le visite per gruppi e scuole telefonando al numero 06 87 15 111.


UFFICIO STAMPA
Arthemisia

Adele Della Sala
ads@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 – int. 288
Anastasia Marsella
am@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 – int. 131
Salvatore Macaluso
sam@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 – int. 332

info e dettagli: www.ilvittoriano.com

martedì 29 agosto 2017

Enjoy. L’Arte incontra il divertimento


Dopo il successo della originale mostra LOVE, l’Arte incontra l’amore, che ha registrato in sei mesi l’afflusso di 150mila spettatori, soprattutto giovani, il Chiostro del Bramante presenta ENJOY. L’arte incontra il divertimento, mostra di arte contemporanea a cura di Danilo Eccher.

Continua l’ innovativo percorso programmatico a cura di DART Chiostro del Bramante proponendo ancora una volta una esposizione unica per la singolarità delle opere, che pone sotto la lente di ingrandimento le diverse possibilità percettive ad esse connesse. Una esperienza che lo spettatore può fare attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’ arte contemporanea.

Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini. Una regolache il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.

L’ARTE INCONTRA IL DIVERTIMENTO
Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro parte da questi presupposti per la mostra che proporrà dal 23 settembre 2017 al 25 febbraio 2018. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite. Tra i grandi nomi allineati troviamo Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, i protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento, assunto nell’accezione etimologica della parola: portare altrove. L’altrove, l’altro da sé, il perdersi nei meandri dell’arte e dell’inconscio è ciò che accomuna il gesto di tutti gli artisti presenti in Enjoy, le cui opere guideranno il visitatore in un percorso invisibile ma fortemente tracciato, che prenderanno vita in un incessante rapporto interattivo e giocoso, dove le diverse percezioni del “fuori da sé” avranno un ruolo fondamentale.
A cura di Danilo Eccher
“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”. 

Ecco allora che in Enjoy, dalle sculture leggere di Alexander Calder, lo spettatore può perdersi nel labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich per poi immergersi e riemergere dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed o nei raffinati giochi di luci illusorie di TeamLab che prendono forma e mutano solo a contatto con il pubblico, o essere inseguiti dagli occhi indiscreti e inquietanti di Tony Oursler e trovarsi a contatto con i corpi deformati di Erwin Wurm e così via, di artista in artista, di sala in sala: il Chiostro del Bramante diventerà luogo elettivo di una realtà tutta da scoprire, che esiste in ogni istallazione (alcune di grandissime dimensioni), a una realtà che, tuttavia, può anche non esserci. D’altra parte è proprio Paul Klee che ci dice: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.
dal 23 settembre 2017 al 25 febbraio 2018

HASHTAG UFFICIALE
#enjoychiostro
INFO e PRENOTAZIONI
T / M +39 06 68809035 (Lunedì – Venerdì 10.00 / 17.00)
Numero attivo dal 3 al 28 luglio 2017
Dal 4 settembre sino a fine mostra

I LATITANTI SONO LORO di Filippo Riniolo


A cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo

Roma, Casa Vuota (via Maia 12, int. 4A)
11 settembre – 31 ottobre 2017
Inaugurazione: lunedi 11 settembre 2017, ore 18.30

Parlare di terrorismo utilizzando i linguaggi dell’arte e della poesia. È questa la sfida che lancia la mostra “I latitanti sono loro”, la personale di Filippo Riniolo che inaugura lunedì 11 settembre 2017 alle ore 19.00 negli spazi di Casa Vuota a Roma (via Maia 12 int. 4A, in zona Quadraro). A partire dalla memoria di alcuni episodi della storia recente del Quadraro, quartiere simbolo della Resistenza capitolina, e della strada stessa in cui Casa Vuota sorge, che ha ospitato a fine anni Novanta un covo delle nuove Brigate Rosse, Filippo Riniolo invita il pubblico a una riflessione sul significato profondo della violenza e sulle sue manifestazioni più estreme, come guerra e terrorismo. Connettendo esperienze locali e scenari globali, conflitti di oggi e memorie di ieri, Riniolo attinge a un repertorio di immagini mediatiche che diventano materia prima per una rielaborazione operata su un piano non solo strettamente visivo, ma anche performativo e installativo, con un coinvolgimento diretto del pubblico. La mostra, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, è visitabile su appuntamento fino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì.


FILIPPO RINIOLO, NOTA BIOGRAFICA
Filippo Riniolo (www.filipporiniolo.it) nasce a Milano nel 1986. Vive e lavora a Roma, dove si è laureato nel 2011 all’Accademia di Belle Arti con una tesi sull’impatto della finanziarizzazione nel sistema dell’arte contemporanea. La sua ricerca spazia tra temi poetici, politici, sociali, storici e d’attualità. Tra i campi di interesse ci sono il rapporto fra corpo e potere, queer studies, gender studies e post-colonial studies. Fra i suoi strumenti di ricerca troviamo la fotografia, l’installazione, la performance, il suono e il video. Numerose le mostre personali, tra le quali “A jouful sens at work” per il Salone del mobile di Milano nel 2016, “Invisible hand” presso MauMau Gallery di Istanbul, conclusione di una residenza d’artista nel 2015, “La sua presenza” a Sponge Arteconteporanea (Pergola) curata da Fabrizio Pizzuto nel 2014, “LifeLong learning” al Museo CIAC di Genazzano, curata nel 2012 da Claudio Libero Pisano. Fra le mostre collettive, nel 2017 “Critic London” alla London South Bank University e “Fabbrica 0” al Teatro India di Roma; nel 2016 “PerFourMance” al Kunsthalle Eurocenter di Merano e “Dynamo Camp” a San Marcello Pistoiese; nel 2015 “Future Rhythms, Jump into the Unknown”, evento collaterale della 56° Biennale di Venezia, “Siderare“ alla Fondazione Volume! di Roma; nel 2014 “Ginnastica della visione” alla Bienal del Fin del Mundo (Mar del Plata, Argentina), “BIO50 }Hotel” alla 24° Biennale del Design (Ljubljana, Slovenia) e il festival “Seminaria sogni in terra” (Maranola); nel 2013 “Azione! seconda” a The Others Art Fair (Torino) e “Così vanno le cose” ad ArtVerona (Verona); nel 2012 “INTELLèGO” al Museo Bilotti (Roma), “Open#4” al SaleDock (Venezia) e Premio Roma Centro Storico (Roma).


INFORMAZIONI TECNICHE:
TITOLO DELLA MOSTRA: I LATITANTI SONO LORO
AUTORE: Filippo Riniolo
A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A
QUANDO: dall’11 settembre al 31 ottobre 2017
ORARI: visitabile su appuntamento
VERNISSAGE: lunedì 11 settembre 2017, ore 19.00
INFORMAZIONI: cell. 328.4615638 | email vuotacasa@gmail.com
INGRESSO GRATUITO

lunedì 28 agosto 2017

SI FEST 26, AD CONFLUENTES




SAVIGNANO SUL RUBICONE | 8-24 SETTEMBRE

8-10 SETTEMBRE FESTIVAL
8.9.10.16.17.23.24 APERTURA MOSTRE

SI FEST 26, AD CONFLUENTES

FARM SECURITY ADMINISTRATION (FSA) | DAVIDE MONTELEONE | MARIO CRESCI COLLEZIONE DONATA PIZZI | KAREN KNORR | STEFANO DE LUIGI | MARTIN ERRICHIELLO & FILIPPO MENICHETTI | MARCO PESARESI | PIER PAOLO ZANI | NICO MINGOZZI | GRAZIANO PANFILI | ALBERT & VERZONE | ETNOGRAFIA DELLE SOCIETÀ COMPLESSE

SCADENZA PREMIO MARCO PESARESI AL 12 AGOSTO
PROROGA SCADENZA BANDO SI FEST OFF AL 13 AGOSTO

Savignano sul Rubicone (FC), 8 agosto 2017 - Un panorama di narrazioni possibili, di molteplici localizzazioni della fotografia contemporanea, un’evocazione degli attraversamenti dialettici della fotografia oggi nel mondo del visuale, che si incontrano alla confluenza di un unico luogo e si incrociano in un festival. Ad Confluentes, letteralmente dal latino alla confluenza e toponimo del primo insediamento di Savignano sul Rubicone in epoca romana, è il titolo di SIFEST26: un’indicazione sulle traiettorie dell’edizione 2017 del festival di Savignano Immagini e una chiave di lettura delle metodologie attuate ai fini della programmazione dell’evento in arrivo a Savignano sul Rubicone dall’8 al 24 settembre, di cui tre giornate intere dedicate al festival (da venerdì 8 a domenica 10 settembre) e il restante periodo espositivo (16, 17, 23 e 24 settembre).

AD CONFLUENTES
Il toponimo Ad Confluentes trae le proprie origini da un itinerarium, la Tabula Peutingeriana, una cartografia figurata creata allo scopo di segnalare la traccia delle vie militari dell’Impero romano. Non si tratta di una rappresentazione realistica dei paesaggi o dei percorsi, ma del tentativo di tenere insieme e osservare punti diversi e lontani nello spazio immenso di un impero.

SIFEST26 è uno sguardo sulle geografie che si configurano a partire dalle possibilità del mezzo fotografico. A una lettura monolitica si è preferita la scoperta di riflessioni inattese e diversificate. Ciascuna mostra raggiunge l’altra, contaminando discorsi, immagini, proiezioni; fa convivere progettualità diverse sulle questioni peculiari della nostra realtà visiva, culturale e sociale. Ad Confluentes perché un insieme di mostre riunite in un unico luogo e in un unico tempo può essere osservato attraverso la guida di un itinerarium, che non segni il percorso esatto da una posizione all’altra, ma offra a ciascuno di vedere uno scorrere insieme di immagini e immaginari a partire dal proprio sguardo e dallo sguardo di chi li ha realizzati. Un flusso di narrazioni e riflessioni non sempre riconducibili a un linguaggio univoco, che possono essere percorse e rimesse in circolo, creando nuovi ambienti di cui cogliamo una temperatura.

Con il titolo Ad confluentes, inoltre, SIFEST26 continua il discorso avviato nell’edizione 2016 Alea Iacta Est, affidando le possibili confluenze dei sentieri di indagine della fotografia agli artisti in mostra in questa ventiseiesima edizione di un festival che dal 1992 è uno dei crocevia obbligatori per fotografi, appassionati, esperti di immagine, galleristi, direttori di festival e musei, giornalisti, photoeditor.

Per il terzo anno, e in virtù di un accordo sottoscritto con l’Amministrazione Comunale, SIFEST26 è promosso dall’Associazione Savignano Immagini, presieduta da Isa Perazzini, con il Patrocinio e il sostegno di Comune di Savignano sul Rubicone, Assessorato alla Cultura e al Turismo e Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Cultura. Il festival ha nominato anche per questa edizione un comitato artistico, formato da autorevoli personalità del mondo della fotografia in parte già componenti del comitato artistico per il 2016: Silvia Camporesi, giovane fotografa romagnola affermata a livello internazionale, vincitrice del Premio Celeste per la fotografia, docente di fotografia e critica dell’immagine; Alessandra Capodacqua, fotografa e docente della Fondazione Studio Marangoni di Firenze, insegna inoltre alla New York University, alla Florida State University, allo IED. Sue fotografie sono conservate in collezioni private e pubbliche, tra le quali la Galleria degli Uffizi a Firenze; Danilo Montanari, editore ravennate specializzato in fotografia e arte contemporanea dal 1980. Ha pubblicato oltre 700 volumi collaborando con i principali artisti sia italiani che internazionali; Fabio Galassi, fotografo savignanese specializzato in wedding photography, ha iniziato a lavorare come fotografo di scena freelance per poi iniziare un’attività in proprio come fotografo professionista, conducendo una ricerca personale.
Entrano da quest’anno a far parte del comitato artistico Giulia Marchi, riminese, artista e curatrice il cui percorso di crescita nell’arte contemporanea si indirizza presto verso il mondo della fotografia. Suoi progetti sono esposti in forma permanente al CAMUSAC – Cassino Museo Arte Contemporanea. Ha esposto alla Matéria Gallery (Roma), alla Tate Liverpool, alla Flowers Gallery di Londra; Francesca Parenti, ricercatrice, critica e curatrice, esperta di fotografia contemporanea in forza all’Archivio-Museo CSAC di Parma.

Ha lavorato a Parigi per Magnum Photos, per la collezione Maramotti di Reggio Emilia, per Luz Photo Agency nel ruolo di cultural project development. Ha inoltre collaborato con il collettivo di fotografi CesuraLab. Nel 2009 ha pubblicato per la casa editrice Mattioli 1885 il volume fotografico Stanze di Luce, con prefazione di Paolo Barbaro e Anna Tedeschi.

LE MOSTRE
Offre il volto a SIFEST26 l’immagine tratta dal progetto In Quarta Persona di Martin Errichiello & Filippo Menichetti, vincitori del Premio Marco Pesaresi per la Fotografia Contemporanea 2016. In Quarta Persona è una ricerca multimediale sulle trasformazioni antropologiche, geopolitiche e ambientali della Calabria, attraverso cinquant’anni di storia rimossa e frammentata. Percorrendo la traiettoria della Salerno-Reggio Calabria, simbolica linea narrativa del progetto, i due giovani fotografi investigano le iconografie e le storie di un paesaggio sospeso tra utopia e tradimento e ne compongono il mosaico di un immaginario fatto di oggetti e documenti.

In mostra anche le origini della fotografia documentaria attraverso le fotografie di Farm Security Administration: le stampe della Library of Congress al CSAC, a cura di Francesca Parenti. Caposaldo della cultura fotografica e seminale documento della società americana sulla soglia della Grande depressione degli anni Trenta, la mostra raccoglie le potentissime fotografie dei protagonisti di una delle prime e più importanti cronache fotografiche della storia: Dorothea Lange, Arthur Rothstein, Marion Post Wolcott, Jack Delano, Ben Shahn, Gordon Parks. Una storia di frammenti e rimozione quella narrata da Spasibo di Davide Monteleone, progetto vincitore del prestigioso Carmignac Gestion Photojournalism Award. Un’esplorazione dell’identità della popolazione cecena, messa in crisi da anni di conflitto, di cui Monteleone restituisce un ritratto sfaccettato e complesso di oppressione e rassegnazione. Durante il periodo trascorso presso l’agenzia Magnum, Davide Monteleone conosce per un breve periodo Marco Pesaresi; per SIFEST26 cura una selezione di fotografie inedite provenienti dal lungo peregrinaggio del celebrato fotografo riminese lungo il percorso della Transiberiana.

SIFEST26 presenta, inoltre, la mostra inedita di Mario Cresci In viaggio con Lauro Messori. Un’esplorazione, quella di Cresci, che non si svolge sul campo, ma nasce da una scoperta, da un ritrovamento, e si realizza sullo stesso supporto fotografico. Dai provini a contatto realizzati in Iran tra il 1958 e il 1960 dal “geologo Agip” Lauro Messori, Cresci inizia un “viaggio nel viaggio” e costruisce una cronistoria narrativa e simbolica, personalissima e una tra le tante possibili, che ripercorre le spedizioni di Messori a distanza di tempo. Cresci suggerisce la possibilità di una narrazione non lineare che sovrappone il passato al presente. Con soluzioni assai diverse, Stefano De Luigi mescola piani temporali diversi e le mitologie del passato con le tecnologie del presente: iDyssey, progetto realizzato attraverso l’utilizzo di un iPhone, traccia l’antico percorso descritto nell’Odissea scoprendo le idiosincrasie della contemporaneità, della crisi economica, dell’identità europea, della ridefinizione del concetto di confine.

In un’unica mostra confluisce la moltitudine di fotografie realizzate da sole donne, dagli anni Trenta a oggi, provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, che si compone di opere realizzate, tra le altre, da Letizia Battaglia, Marina Ballo Charmet, Anna Di Prospero. Molteplici sguardi femminili che raggiungono idealmente le fotografie dalla forte connotazione iconografica e dalla sorprendente capacità di messa in scena di Karen Knorr, fotografa di origine tedesca, dalla storia cosmopolita. Knorr esamina il potere che un patrimonio culturale sottende, sollevando questioni estetiche strettamente legate alla femminilità, alle strutture sociali e alla relazione tra mondo umano e mondo animale. Di convivenza possibile di ambienti diversi ci parla anche Pier Paolo Zani, fotografo e grande maestro del bianco e nero romagnolo, a cui SIFEST26 rende omaggio. Le fotografie di Zani raccontano un mondo primordiale e in via di sparizione, in cui il lavoro dell'uomo può ancora fondersi con le leggi della natura. Ne risulta un’intensa e intima indagine antropologica del mondo contadino nel territorio romagnolo, dove Zani è da sempre riconosciuto come uno dei più interessanti fotografi amatoriali.

Nico Mingozzi, artista visivo, vive e lavora a Borghi (FC). Nel suo lavoro, Mingozzi interviene con china, acrilico, graffio e inserti metallici su immagini del secolo scorso, raccolte pazientemente seguendo il fondamento concettuale del collezionismo fotografico. Corpi e volti di persone scomparse da tempo alterati da un tono poetico dominato da melanconia e ansioso turbamento.

Di padre in figlio di Graziano Panfili, vincitore del Premio Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad e del Premio SI Fest “Lanfranco Colombo” 2016, è un’intima e profonda riflessione autobiografica sul rapporto padre-figlio. A partire dal dato personale, Panfili realizza, con un forte atto di consapevolezza e di possibile cambiamento, un’immagine delle relazioni affettive all’interno degli schemi familiari contemporanei. Compone il programma del festival un’importante restituzione. Attraversa il (tuo) Rubicone è il risultato del censimento fotografico svolto lo scorso anno, durante le giornate di SIFEST25 Alea Iacta Est, da Albert & Verzone. I due fotografi dell’Agenzia hanno dedicato a Savignano sul Rubicone un atelier che ha coinvolto, come soggetti, i suoi abitanti, il pubblico del festival e il fiume che attraversa la città. I ritratti realizzati tornano, un anno dopo, sugli argini del fiume, in un allestimento site specific che racconta e testimonia quell’esperienza.
Sono madrine delle mostre di SIFEST26 le seguenti aziende sponsor: Hera per Spasibo di Davide Monteleone, Ivas per la mostra di Marco Pesaresi, RomagnaBanca Credito Cooperativo per la mostra di Pier Paolo Zani, Linea Sterile per Un viaggio con Mario Messori di Mario Cresci, Ortofrutta Caligari e Babbi per Karen Knorr.

LA NOVITÀ: RADDOPPIANO LE LETTURE PORTFOLIO
Ingrediente fondamentale nella composizione del festival sono le letture dei portfolio. SIFEST26 aggiunge una nuova possibilità: non solo il confronto con un singolo lettore alla volta, ma la possibilità di creare dei piccoli gruppi di lettura, con l’intento di accostare professionalità diverse e innescare un dialogo ancor più stimolante e articolato. Una “doppia lettura” critica, una convergenza di saperi e una sinergia dialettica che fanno eco alle confluenze che in questa edizione segnano le traiettorie di SIFEST26 (l’elenco dei lettori è pubblicato sul sito www.sifest.it).

ETNOGRAFIA DELLE SOCIETÀ COMPLESSE: UNA CAMPAGNA FOTOGRAFICA E UN CONVEGNO SULL’IMPATTO E I MUTAMENTI LEGATI AI FLUSSI MIGRATORI
La campagna fotografica Etnografia delle società complesse, il caso Unione Rubicone e Mare – promossa dall’Associazione “Cultura e Immagine” con il coordinamento di Tomas Maggioli e il patrocinio dei Comuni di Savignano sul Rubicone, Cesenatico e Rimini, dell’Unione Rubicone e mare, della Regione Emilia Romagna e dell’Università degli studi di Urbino – è un progetto a lungo termine volto a condurre un’indagine di carattere etnografico e antropologico sull’impatto e i mutamenti legati ai flussi migratori. Sotto la guida di Aniello Barone, fotografo professionista e curatore del progetto, i dieci fotografi coinvolti hanno realizzato un censimento per immagini del processo di globalizzazione multietnica legato alle difficoltà d’inserimento e integrazione nel tessuto sociale degli immigrati presenti nelle aree attorno Savignano. Presentata a SIFEST26, la mostra fotografica sarà oggetto di un convegno (domenica 10 settembre) e sarà la prima tappa di un progetto allestitivo itinerante, con fotografie di Andrea Angelini, Graziano Bartolini, Michela Benaglia, Daniele Cinciripini, Luca Della Martera, Marianna Leone, Beatrice Lontani, Roberto Masi, Luana Rigolli, Susanna Venturi.

LE STRATEGIE DIALETTICHE DI SI FEST OFF
In crescita e costante evoluzione la sezione indipendente del festival, SI Fest OFF. Viste le numerose richieste di partecipazione il termine per la scadenza del materiale richiesto per la selezione dei progetti è prorogato al 13 agosto. Oltre un centinaio le proposte pervenute fino a oggi. Strategie Dialettiche. Un incontro fissato sulle terre dell'uomo (Michel de Certeau) è il titolo scelto per questa ottava edizione che, per la prima volta, adotta un tema specifico anche per la selezione dei progetti. La dialettica come metodo argomentativo. La strategia, al contrario della tattica, è un piano d'azione a lungo termine finalizzato all'appropriamento di uno spazio autonomo. La strategia crea uno spazio, inventa un nuovo quotidiano, indaga, si dà del tempo e soprattutto si dà nel tempo. La fotografia, le arti visive possono diventare strumento per raccontare, documentare, mettere in scena la dialettica del quotidiano, la vita di tutti i giorni, con il suo ritmo ripetitivo e inconscio. Nella spietata logica della cultura di massa dove tutto sembra prestabilito, emerge l’insospettabile capacità dell’uomo comune di “rompere” questa monotonia grazie a pratiche e tattiche di resistenza. Una creatività latente generatrice di strategiche visioni. All’interno del circuito OFF saranno esposti i due progetti vincitori del secondo OFF Lab & Contest “MERZbau fotografie” a cura di Giulia Marchi e Niccolò Fano.



PREMIO MARCO PESARESI PER LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA, LA SEDICESIMA EDIZIONE
Altro momento qualificante e imprescindibile di SI Fest quello dedicato al fotografo Marco Pesaresi con il Premio giunto quest’anno alla 16ma edizione. Promosso dal Comune di Savignano sul Rubicone, dal Comune di Rimini, dall’Associazione Savignano Immagini e dall’Associazione Il Fanciullino di Isa Perazzini, il Premio è destinato a ricordare la straordinaria figura del fotografo riminese Marco Pesaresi, fotoreporter di fama internazionale, attraverso la promozione di ricerche e produzioni di fotoreportage connotate da aspetti di progettualità e di innovazione nell’ambito della fotografia contemporanea. Ogni anno, in occasione del SI Fest, viene assegnato da una giuria qualificata un premio di 5.000 euro a favore di un giovane autore che avrà il compito di realizzare o di portare a termine nel corso di un anno la propria ricerca fotografica, da esporre poi in mostra l’anno seguente. Possono partecipare fotografi di qualsiasi nazionalità e di età non superiore ai quarant’anni alla data di chiusura del bando (sabato 12 agosto 2017). Maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione sul sito del SI Fest nella sezione dedicata. Oltre alle mostre e il calendario di letture dei portfolio, il festival proporrà il consueto ricchissimo programma di incontri, conversazioni con fotografi, editori, giornalisti; le selezioni di libri fotografici e libri d’autore in piazza; l’intrattenimento e la immancabile Notte per la fotografia.

Per ulteriori informazioni: www.sifest.it

LINK DI DOWNLOAD TESTI E FOTOGRAFIE:


SI Fest
Nato nel 1992 da un'intuizione del Circolo Fotografico di Savignano con la collaborazione di Lanfranco Colombo, all'epoca direttore della Galleria il Diaframma-Kodak Cultura di Milano e guida della manifestazione savignanese dal primo appuntamento per quattro successivi, il SI Fest Savignano Immagini Festival è uno dei più importanti festival di fotografia in Italia, conosciuto a livello internazionale. Si è svolto ininterrottamente per venticinque edizioni, interpretando i percorsi in costante evoluzione della fotografia contemporanea e festeggiando nel 2016 il 25esimo anniversario. Propone mostre fotografiche, atelier, workshop, premi, librerie specializzate, la sezione OFF, video proiezioni, happening e performance, eventi speciali, oltre agli esiti dei progetti fotografici prodotti annualmente in ambito territoriale che documentano aspetti legati al paesaggio umano e sociale. Dal 2002 ha istituito, fra gli altri, il Premio “Marco Pesaresi” dedicato alla figura del noto fotografo riminese che riconosce ogni anno la ricerca originale di un giovane reporter. Significativa la pubblicazione dei cataloghi e collane di libri fotografici. Le attività legate al festival hanno permesso la costituzione di un archivio composto da oltre 90.000 immagini. SI Fest Savignano Immagini Festival, è una produzione dell’Associazione Culturale Savignano Immagini.



Info e contatti:
SIFEST
Corso Vendemini, 67
47039 – Savignano Sul Rubicone (FC)

Mariaelena Forti
Ufficio stampa SIFEST26
Tel. +39 347 8868104; email: ufficiostampa@savignanoimmagini.it

Francesca Bigucci
Comunicazione SIFEST26
Tel. +393339480237; comunicazione@savignanoimmagini.it

sabato 26 agosto 2017

DREAMLAND_SOGNO DI UNA NOTTE NEI SASSI DI MATERA




Sabato 26 Agosto 2017 a Matera, a partire dalle 23,00 fino all'alba, nei vicoli dei Sassi prenderà vita una "notte in bianco" di nuova generazione: 

DREAMLAND: Sogno di una notte nei Sassi di Matera... 


Direzione artistica di Paolo Irene. Cura di testi e sezione arte di Francesco Cascino


Una notte di gioco e omaggio autentico e divertente, in modalità Fellini e Disney, ironia ed evocazione, metafora e rimando alla vita di quegli abitanti che in quei luoghi ci hanno vissuto per secoli e, alla fine dei raccolti, festeggiavano con le arti di strada ispirate al fuoco, agli animali, ai salti mortali che facevano per vivere... 

Un omaggio a una memoria che dobbiamo rinnovare con l'arte di essere e non solo con la celebrazione teorica. 

Performer, musicisti, circensi, giocolieri, trampolieri e teatranti coinvolgeranno i partecipanti in decine di giochi ed esperienze evocativi delle notti di festa dei contadini che hanno vissuto nei Sassi per millenni. Per non smettere mai di vivere le città "vecchie" come un organismo pulsante e non come un museo. Unico modo per dargli un futuro gioioso e luminoso, é il caso di dirlo. 

Cosa succede il 26? C'è scritto tutto (o quasi...) nel comunicato allegato. 
Il resto lo farete voi, il resto è sorpresa e partecipazione attiva. 

Intanto potete immaginare, siete liberi dai format preconfezionati e potete inventarvi quello che succederà. Il ruolo dell'arte é proprio quello di creare immaginazione e inventare nuovi mondi.

Dulcis in fundo l'artista visivo Filippo Riniolo chiuderà la lunga notte con una performance poetica e partecipativa come sempre, curata da me, sempre in dialogo con l'ideatore di Dreamland, Paolo Irene, che ringrazio per avermi affidato i testi del progetto e soprattutto la cura di questa parte finale legata all'arte e ai suoi linguaggi di esperienza relazionale. 

La partecipazione è gratuita. 

Le info sono anche nella locandina.

Vi aspettiamo il 26 a Matera. Sarà una notte mai vista... 




segue---Comunicato Ufficiale

COMUNE DI MATERA SERVIZIO STAMPA 

PRESENTATA “DREAMLAND – SOGNO DI UNA NOTTE NEI SASSI DI MATERA” L’ASSESSORE ACITO: “PUO’ ESSERE NUOVO TASSELLO DEL CONCETTO DI PRODUZIONE CULTURALE” 

“Questa manifestazione puà rappresentare un tassello importante nella concezione di produzione culturale su cui questa amministrazione si è concentrata da sempre. Il concetto ispiratore di questa iniziativa, punta su valorizzazione e sostenibilità dei luoghi oltre all’importanza di un patrimonio come quello della memoria collettiva”. Lo ha sottolineato oggi l’assessore Enzo Acito nel corso della presentazione di “Dreamland – sogno di una notte nei Sassi di Matera” in programma il 26 agosto a partire dalle ore 23 da piazzetta Pascoli. Il programma, per scelta degli organizzatori Paolo Irene e Francesco Cascino non è stato illustrato analiticamente, perché la filosofia ispiratrice della manifestazione è legata alla partecipazione attiva, all’improvvisazione ma anche al recupero di figure centrali nella storia dei Sassi, come i contadini. 

“Gli artisti – ha aggiunto provocatoriamente Paolo Irene – lasceranno i Sassi, al termine dell’iniziativa, volando”.
Gli ha fatto eco Francesco Cascino che ha aggiunto: “Sarà una notte dedicata ai bambini ma anche agli adulti che vogliono tornare piccoli”. Si sa, per certo che l’esibizione di Cesare Dell’Anna con la sua banda composta da 30 elementi sarà accompagnata anche da quella di due esponenti della Polifonica di Albania che canteranno proprio nell’area dei quartieri albanesi nel Sasso Caveoso. Prevista anche una performance dell’artista visivo Filippo Riniolo. Il gruppo dei performer si muoverà su un carro simile a quello che trasportava i contadini nel passato. 

L’iniziativa coinvolgerà, come ha spiegato lo stesso Paolo Irene anche artisti locali che hanno riposto alla call cittadina effettuata in precedenza dagli organizzatori.
Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità dell’iniziative nel corso del quale verranno utilizzati lumi biodegradabili, volontari che raccoglieranno i rifiuti e strumenti che producono decibel molto elevati. 

Illustrando la filosofia ispiratrice del progetto, Cascino ha aggiunto: “Abbiamo concentrato l’intera iniziativa sulla partecipazione attiva e non sulla celebrazione degli artisti, come accade forse troppo spesso. L’omaggio ai contadini e alle loro feste di fine raccolto si svolgerà in termini giocosi ecco perché anche la nostra comunicazione visiva si è mossa su questi temi. L’ironia d’altronde è un codice identitario degli italiani. Vorremmo che anche i materani che hanno vissuto lì e che oggi si trovano in altri quartieri, vengano a vedere quanto ha generato la loro fatica”. 

Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 ha aggiunto: “Il lavoro che stanno svolgendo Paolo Irene e Francesco Cascino che hanno chiesto la nostra adesione, è molto importante. Crediamo da sempre nel fatto che i Sassi non sono un luogo che va reso fruibile solo ai turisti, ma anche un rione nel quale abitare aumentando le attività produttive, di ricerca, di fruizione artistica, scientifica e tecnologica. Condividiamo perciò lo spirito della manifestazione del 26 agosto. Il nostro è un appoggio ideologico e intellettuale, insieme all’interesse per la qualità delle azioni e al coinvolgimento del pubblico. Va salutata l’attività sempre più ampia della città, sia sotto il profilo degli spazi che degli operatori, L’effervescenza va vissuta in maniera positiva – ha concluso – senza recinti per le azioni artistiche. Serve un lavoro di coordinamento sempre più preciso di date, luoghi e comunicazione”.
Facendo riferimento alle polemiche di queste ore, l’assessore Enzo Acito ha tenuto a precisare: “In merito alla capacità di pianificare gli eventi a Matera e in particolare alla contemporaneità fra eventi che si è registrata il 5 agosto scorso, l’amministrazione comunale non entra nel merito delle iniziative che organizzano i privati, ma ci sono strumenti come il sito del Comune e il calendario degli eventi grazie al quale è possibile consultare l’elenco degli eventi a Matera. In quanto all’iniziativa prevista sabato – ha proseguito – ricordo che abbiamo vissuto esperienze pregresse, quando Matera non viveva di questo importante numero di iniziative e le Notti Bianche non hanno sortito un buon effetto. In quanto alla manifestazione che presentiamo oggi, voglio chiarire che non avevamo preventivato che per l’estate già ricca di altri eventi si potesse organizzare questa iniziativa. 

Nell’ambito della pianificazione generale che avevamo immaginato, utilizzando le risorse della tassa di soggiorno, le somme a disposizione non ci consentivano di andare oltre la programmazione di Natale e Pasqua. Con la delibera relativa all’aumento della tassa di soggiorno – ha ancora chiarito l’assessore – abbiamo potuto contare su una maggiore disponibilità che ci ha consentito di programmare anche questo evento estivo. 

Oltre all’aspetto della copertura finanziaria, sottolineo che hanno contato anche alcuni aspetti del progetto presentato, che hanno riguardato tra l’altro il coinvolgimento degli artisti e l’attenzione sui materiali. Uscendo dalla logica del turismo che crea numeri minori ma Pil maggiore, questo rappresenta un progetto che risponde alle nostre esigenze. 

A fronte di una proposta pervenuta a metà luglio, abbiamo autorizzato una manifestazione che viene organizzata dall’amministrazione comunale la quale paga direttamente gli artisti e utilizza una figura intermedia. I 30 mila euro previsti per questo progetto, che hanno provocato tante polemiche, vengono gestiti dall’amministrazione comunale. Le contestazioni suscitate da chi storicamente ha tenuto le redini degli eventi in questi anni devono lasciare spazio alle opportunitò offerte dalla nostra designazione. Apertura garantita a tutti – ha aggiunto l’assessore - nell’ambito del bando ormai in fase di definizione. Il meccanismo di questa manifestazione apre un nuovo approccio rispetto alla produzione culturale della città che sta tumultuosamente crescendo”. 

Infine il dirigente alla Cultura, Giulia Mancino ha concluso: “La proposta presentata di Paolo Irene ci è arrivata a metà luglio. A fine luglio abbiamo registrato una variazione di bilancio con una maggiore entrata proveniente dall’imposta di soggiorno e per questo, dal momento che l’idea progettuale era molto interessante e meritava di essere svolta, l’abbiamo fatta nostra con un affidamento a Paolo Irene per la direzione artistica e il coordinamento degli artisti. 

Non si tratta, dunque, di un contributo perché sarà il Comune a pagare gli artisti ”. 

Matera 24 agosto 2017 

Antonella Ciervo
Servizio stampa – Comune di Matera 3396363053 – 0835.241314


giovedì 17 agosto 2017

LA MEDUSA IMMORTALE: UN PROGETTO DI ARTE E SCIENZA UNA RICERCA CHE PARTE DA UNA SCOPERTA SCIENTIFICA E CHE HA L'OBIETTIVO DI RIFLETTERE SULL' ESISTENZA



UN PROGETTO INTERNAZIONALE DI SCIENZA, FILOSOFIA ED ARTE
Nel 2012, il team del Prof. Ferdinando Boero dell' Università del Salento compie una ricerca sensazionale nel campo della biologia marina, scoprendo un essere dalle dimensioni microscopiche - 4-5 mm circa - che dimostrava l'abilità di ovviare ai processi d'invecchiamento, e di ritornare allo stato fetale. Questo essere, nella forma di una medusa - la turritopsis nutricula - ha pertanto assunto il nome di 'Medusa Immortale', uno cnidare quasi totalmente formato da acqua - il 99% della composizione totale - che ha tenuto silente, nel relativo 1% di composizione organica, il sofisticato complesso dell'immortalità.
Ad oggi, scienziati italiani, giapponesi, americani e russi, insieme ad intellettuali e curiosi di tutto il mondo hanno preso il caso della turritopsis come motivo d'ispirazione per approfondimenti scientifici, accademici ed artistici. Fra questi, il Prof. Shin Kubota dell' Università di Kyoto sembra aver coltivato un vero e proprio credo, ripromettendosi, come confida in alcuni studi, "di trovare la chiave dell'immortalità." Il Prof. Kubota, però, ci svela alcune teorie in fase di definizione che renderebbero l'immagine della turritopsis ancora più mitologica.
"Alla base dell'albero dell'evoluzione", ci spiega, "ci sono gli Cnidari", la famiglia a cui appartengono le meduse, incluse la turritopsis. Secondo le teorie del professore, gli esseri umani proverrebbero dagli Cnidari e lo dimostra anche la composizione del DNA, "molto più simile", secondo le sue ricerche, "rispetto a quello d'insetti o vermi."
Se pertanto alla base dell'evoluzione l'uomo ha radici comuni con le medusequando e perchè questi ha perso il dono dell'immortalità mantenuto dalla turritopsis? Allo stesso modo, con un approccio più critico e tautologico, se l'evoluzione di per se indica il miglioramento, la crescita e il progresso, può, l'evoluzione umana dirsi compiuta e riuscita se meno sofisticata, in termini di durata, rispetto a quelli di una medusa?
Queste, ed altre domande, verranno esplicitate per mezzo di una performance e un video-documentario dello storico dell'arte Giosuè Prezioso, attualmente coinvolto in un prestigioso programma della casa d'aste Christie's, Londra.
Con la partecipazione di scienziati internazionali e addetti al settore dell'arte, la filosofia e del cinema, questo progetto proporrà un elaborato che porterà a riflettere su scienza, logica, tautologia, esistenza ed entropia.

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FONDI PER OPERATORI, TALK E ATTIVITA' DI DIFFUSIONE
Considerata la multidisciplinarità e il riverbero internazionale del tema, il progetto in-hirritance - che parte come una performance, e allo stesso tempo come una campagna di studi scientifico-umanistici - i fondi aggregati per l'operazione serviranno a compensare la collaborazione di diversi professionisti e/o le azioni che si sono prospettate per il progetto.
Rimanendo in una dimensione realistica - ma ambiziosa - gli attori e gli oggetti del funding saranno:
- Traduttore italiano, inglese, giapponese per i contenuti di diffusione, sottotitolaggio ed esplicazione via speaker dei video;
- Operatore filmmaker per la creazione, montaggio, editing e finalizing del materiale video del progetto;
- Ricompensa simbolica ai partecipanti scientifici (Prof. Boero, Piraino e Kubota) in caso di partecipazione;
- Fee artista;
- Costi di prenotazione sala per proiezione lancio del progetto.

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ARTISTI, TECNICI E SCIENZIATI PER UN PROGETTO UNIVOCO
Pensato dallo storico dell'arte Giosuè Prezioso, attualmente in un programma presso la prestigiosa casa d'aste londinese, Chrisite's e attivo sul fronte dell'insegnamento, curatela, scrittura, traduzione ed interpretariato, questo progetto prevede la collaborazione di speaker professionisti madrelingua italiano, inglese e giapponese per la creazione dei contenuti informativi ed esplicativi del materiale, nonchè un filmmaker professionista per la creazione, editing e finalizing dei contenuti video; scienziati specializzati nell'area di ricerca (università del Salento e Università di Kyoto) e un artista per la creazione di contenuti di contorno del progetto.
Pubblica Massimo Nardi

venerdì 4 agosto 2017

Migrazioni Land Art. Daniela Gorla e Maya Pacifico

Daniela Gorla, MeMory, 2017

Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli alla mostra Migrazioni di Daniela Gorla e Maya Pacifico
a cura di Daniela Ricci nell’ambito della rassegna Land Art (seconda edizione)

inaugurazione: sabato 5 agosto 2017 ore 18.00, MoMu-Molino Museo, via Santa Teresa, Montenero Valcocchiara (Isernia)
fino al 31 agosto 2017

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato Matronato, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (senza scopo di lucro e aventi sede in una delle seguenti regioni italiane:Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Il Matronato è stato concesso alla mostra Migrazioni di Daniela GorlaeMaya Pacificoa cura diDaniela Riccinell'ambito della seconda edizione della rassegna Land Art che sarà inaugurata sabato 5 agosto alle ore 18.00 al MoMu-Molino Museo a Montenero Valcocchiara (Isernia). Il progetto, realizzato con il patrocinio della Regione Molise, offre l’opportunità di esplorare nuove relazioni tra ambiente e comunità rafforzando i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti attraverso un’azione artistica in situ.

Daniela Gorla e Maya Pacifico, dopo un periodo di residenza nel MoMu- Molino Museo, un antico mulino restaurato e funzionante a a Montenero Valcocchiara, hanno realizzato con materiali naturali e biodegradabili opere einstallazioni tridimensionali situate neigiardini del mulino enellezone limitrofe: un percorso a cielo aperto che analizza le possibili declinazioni del rapporto arte/paesaggio attraverso opere collettive, individuali e performative. Nell'installazione a living book Maya Pacifico inserisce ilramo di un albero in un libroinchiodato alla terra,destinandolo alla trasformazione degli elementi che lo circondano: con il passare del tempo le componenti del libro come oggetto si deterioreranno a contatto con gli agenti atmosferici creando una nuova scultura modellata solo dalla forza della natura. Nell'installazione MeMORY - Oggetti migranti Daniela Gorla prevede una contaminazione tra i confini, una migrazione di un oggetto rurale, collocato all'interno del Molino, verso l'esterno, avvolgendolo in forme di reti a spirale, arcaiche come antichi simboli d'infinito posti in dialogo con i fiori, l'erba e gli alberi integrati nella natura: una liberazione dall'alienazione di luoghi reclusi, un ponte simbolico di forme tra la Terra e il Cielo.

“Il progetto di Gorla e Pacifico – spiega la curatrice Daniela Ricci - intende evidenziare la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, le due artiste interagiranno all'unisono, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo le abilità pregresse, i frutti delle proprie ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. Si muoveranno intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall'idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all'indicibile e all'invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte. Un’arte lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere”.

La mostra sarà visitabile fino al 31 agosto 2017 nei consueti giorni e orari di apertura del MoMu-Molino Museo: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00.

Daniela Gorla (Cremona, 1960). Selezionata nel 1990 alla Biennale d'Arte Contemporanea, nuove generazioni-Regione Lombardia, tra gli anni '90 e 2000 si è occupata di arte come formazione e pratica sociale. Dal 2012 si occupa diLand Arte arte digitale e dall'anno successivole sue ricerche approfondiscono il rapportotra l’arte e la natura attraversoinstallazioni ambientali di grandi dimensioni, come grandi teli posati nell'ambiente che mettono in relazione ciò che resta della biodiversità autoctona e la storia delle migrazioni testimonianteda sassi di fiume, rocce, frammenti di vegetali ritrovati nel mare. Collabora con Naturarte di Lodi, con il Movimento Arte da mangiare, mangiare Artepresso la Fondazione Umanitaria di Milano e con Land Art Campi Flegrei di Napoli. Vive e lavora a Cremona.

Maya Pacifico (Torino, 1962). Ha esposto in importanti spazi pubblici e istituzioni museali, sia in Italia che all'estero, fra cui Expo 2015 a Milano, London Biennale, PAN e e Castel dell’Ovo di Napoli, Museo Vittoria Colonna di Pescara, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Biblioteca Angelica di Roma, Castello Aragonese di Ischia, e alla Biennale di Pechino.

Per maggiori informazioni
tel: +39 347 0824165
e-mail: d_ricci@info@molinomuseo.it sito web: www.molinomuseo.it

Ufficio stampa per la mostra: Annalisa Tirrito +39 335 5289607 tirrito.annalisa@gmail.com

Ufficio stampa per il Matronato: Luisa Maradei +39 333 5903471 Donatella Striano +39 3388312768 ufficiostampa@madrenapoli.it