mercoledì 12 luglio 2017

Giorgia Valmorri. Giardini di Connessione. Terzo movimento

Giorgia Valmorri. Giardini di Connessione. Terzo movimento
a cura di Silvia Petronici e Antonio Zarpellon

opera pubblica all’interno di riserve urbane 2017 _arte e rigenerazione, progetto organizzato nell’ambito delle attività dell’Assessorato alla Cultura con il patrocinio e il sostegno della Città di Marostica

gennaio - novembre 2017
/ tappe intermedie d’incontro e confronto con gli abitanti

Giardino della Biblioteca Civica Pietro Ragazzoni via Cairoli 4, Marostica (VI)


Con Giardini di Connessione. Terzo movimento, Giorgia Valmorri (Cesena, 1984) porta a compimento, nel giardino della Biblioteca Civica di Marostica (VI), l’opera attivata durante La Vera Natura, mostra finale dell’edizione 2016 di riserve urbane, a cura di Silvia Petronici.
Nel 2016 l’artista romagnola, attraverso la creazione di un kit composto da una busta pre-indirizzata con dentro sacchetti di stoffa accompagnati da un foglietto di istruzioni, aveva chiesto alla comunità degli abitanti di Marostica di donarle alcuni semi di piante o fiori che avessero per chi li donava un particolare significato. Nel frattempo molti semi sono arrivati a destinazione, l’artista si è preoccupata, così, di seminarli attendendo pazientemente i germogli e il momento della loro messa a dimora nel giardino.
Con l’azione collettiva In mano un germoglio avvenuta il 9 e 10 giugno è stato compiuto il primo passo pratico in direzione della costruzione del giardino. È stato più volte detto lungo tutto il percorso dell’opera che il giardino non sono solo le piante di cui si compone ma certamente queste sono il suo cuore e in fondo il suo senso. Le piante sono il dispositivo attivato dentro il sistema giardino per ottenere relazioni, provocare connessioni e incontri, aumentare l’esperienza e la conoscenza di sé e del mondo.
Le piante messe a dimora sono state disposte in aree del giardino definite dal progetto che è nato dal ciclo di azioni partecipate Integra invece di separare. Molte mani rendono il lavoro più leggero. Sia la disposizione che l’ambiente sono il risultato di questo processo di coinvolgimento che ha portato l’artista a disegnare una forma per il giardino a partire da tutte le informazioni raccolte intorno ai desideri, alle visioni del giardino, le aspettative, le speranze e i suggerimenti di tutti i partecipanti all’opera, presenti e futuri fruitori del giardino.

Si tratta di un progetto di arte pubblica concepito con le modalità della pratica artistica site-specific, temi sui quali sia l’artista che la curatrice lavorano da anni. Non a caso uno dei momenti più significativi di riserve urbane 2016 è stato l’incontro con Alberto Garutti, artista e docente, titolare fino al 2013 della Cattedra di Pittura all’Accademia di Brera di Milano e ora presso lo IUAV di Venezia, esponente di rilievo dell'Arte Pubblica in Italia.

L’arte pubblica non ha nulla a che fare con la collocazione del monumento su un piedistallo al centro di una piazza, secondo gli organizzatori di riserve urbane e secondo gli artisti da questi coinvolti nel processo di attivazione e creazione delle opere, ma è il risultato di un processo di studio e creazione di relazioni nel luogo specifico. L’artista “scende dal suo piedistallo”, per dirla con le parole di Garutti, si mischia tra la gente e materializza l’idea attraverso il linguaggio visuale di oggetti-simbolo. Riserve urbane, arrivato quest’anno alla sua terza edizione è, infatti, un percorso di cittadinanza attiva, nato per favorire la partecipazione, coltivare le relazioni, offrire nuovi strumenti interpretativi e nuove visioni per la fruizione e la progettazione della città, fortemente voluto e sostenuto dall’amministrazione comunale che ha seguito con entusiasmo tutti i passaggi dell’opera.

Il giardino della Biblioteca di Marostica, con l’intervento di Giorgia Valmorri, diventa un luogo di relazioni per costruire, in maniera condivisa, una nuova fruizione dello spazio. “L’opera costruirà una fitta rete di dispositivi relazionali che mirano alla creazione di una comunità di cura del giardino, così che questo possa diventare luogo magico di attivazione, di contemplazione e di scambio, un luogo realmente vissuto in grado di interpretare bisogni e sogni dei suoi giardinieri.” (Silvia Petronici)

“Il lavoro sul tema del seme e con i semi reali, per le sue potenzialità semantiche e per il suo stesso valore intrinseco, impegna da tempo la Valmorri in un percorso di progetti partecipati e di reti di connessione. Il senso del viaggio, della libera migrazione che emerge dall’osservazione del comportamento dei semi è interessante in questo lavoro come contemporaneamente la dimensione collettiva dello scambio e della partecipazione. Riflettere sui semi è un modo per prendersi cura del futuro e, forse, senza nessuna retorica, del mondo. Del paesaggio che muta continuamente e che risulta dalle nostre azioni come dai nostri bisogni e dai nostri sogni.” (Silvia Petronici)

TAPPE INTERMEDIE REALIZZATE DA GENNAIO 2017
> 28 gennaio 2017 – Biblioteca
Sopralluogo per l’individuazione dello spazio che diventerà il giardino e pianificazione della raccolta delle storie, dei sogni e dei bisogni della comunità che abita il luogo nel quale si trova il giardino, ricognizione dei soggetti attivi nello spazio o intorno ad esso e nella città: fruitori, associazioni, gruppi di cittadinanza attiva, comitati di quartiere, istituzioni pubbliche impegnate nell’ambito dell’istruzione e della cultura

> 28 gennaio 2017 – Biblioteca
1° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con assessore alla cultura (in rappresentanza della committenza pubblica), raccolta dei desiderata dell’amministrazione: attenzione al luogo, comunità di cura, arredi; con gli utenti più assidui della biblioteca, studenti per le sale studio e anziani per l’area emeroteca e con il team delle bibliotecarie, raccolta delle informazioni su progetti e progettualità già in atto, dinamiche di fruizione e altri dati sensibili riferiti all’utilizzo di biblioteca e giardino

> 10-11 febbraio: Azione si semina con Antonio Zarpellon,
I semi provenienti dal dono attivato con il kit nel luglio 2016 sono stati archiviati e messi a dimora nel semenzaio.

> 4 marzo 2017 – Biblioteca
2° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con le associazioni culturali della città: la Consulta tra le associazioni culturali del territorio, l’Associazione Volontari della Biblioteca, l’Università della Terza Età e altri cittadini attivi, raccolta dati attraverso l’utilizzo di un dispositivo per elaborare una progettualità condivisa: una mappa dello spazio del giardino in formato A3 vuota dove ciascuno può appuntare i propri desiderata, localizzare intuizioni, dare forma a visioni e sogni.

> 5 marzo 2017 – Monte Miesa
Azione ESSERE ABITANTI NON SOLO RESIDENTI
Secondo giro di semina e ricognizione con Antonio Zarpellon nel bosco del Monte Miesa, alle spalle del Castello Superiore di Marostica.

> 6 marzo 2017 – Scuola A. C. Pertile + Scuola N. D. Laste
3° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con gli studenti delle Scuole del Comprensorio Scolastico di Marostica: scuole primarie nelle sedi di Marostica, Vallonara e Marsan e scuola secondaria di primo grado a Marostica , raccolta dati attraverso l’utilizzo del dispositivo della mappa per raccogliere i sogni e le aspettative, le speranze e gli input visionari dei bambini su cosa dovrebbe essere un giardino pubblico condiviso.

> 1° aprile 2017 – parco di Panica e parco di Campo Marzio
4° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con i gruppi di cittadini appartenenti ai Comitati di Quartiere: Quartiere Panica e Quartiere Campo Marzio: raccolta dati attraverso il dispositivo della mappa da compilare per elaborare una progettualità condivisa, incontri avvenuti negli spazi verdi messi a disposizione dai Comitati di Quartiere.

> 2 aprile 2017 – Biblioteca (giardino)
5° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE con i partecipanti alle precedenti edizioni di La cultura alza le serrande (2015) e riserve urbane (2016), le associazioni culturali, il gruppo di cittadini appartenente al Comitato di Quartiere del Centro Storico, raccolta dati attraverso il dispositivo della mappa da compilare per elaborare una progettualità condivisa, incontro tenuto direttamente nel giardino della Biblioteca.

> 8 aprile 2017 – Biblioteca
6° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con i partecipanti alle precedenti edizioni di La cultura alza le serrande (2015) e riserve urbane (2016), coinvolgimento di una specifica progettualità che nasce dall’esperienza del rapporto tra arte pubblica e rigenerazione al centro del lavoro sviluppato nel corso dei due progetti.

> 14 aprile 2017 – Biblioteca
7° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con l’Assessore alla Cultura per condividere una prima ipotesi di forma del giardino derivata dall’analisi di tutti i contenuti derivati dal dispositivo della mappa, tempi dei passaggi successivi di partecipazione e condivisione delle scelte e modalità operative per generare il giardino.

> 29 aprile 2017 – Biblioteca (giardino + torresino) 10.30
8° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE. Molte mani rendono il lavoro più leggero.
Incontro con tutti i partecipanti, fin qui coinvolti nel processo dell’opera, per condividere la forma del giardino risultata dall’analisi dei dati provenienti dai diversi momenti di partecipazione attivati con il ciclo di azioni Integra invece di separare. In occasione di questo incontro sarà allestita nel torresino una mostra di documentazione delle fasi del processo partecipativo attivato dall’opera e predisposta, al suo interno, un’installazione interattiva dove ciascuno può sperimentare con la sovrapposizione di lucidi a una mappa nuda la composizione del giardino in base alle idee e ai contributi di tutti. La forma che infine l’artista avrà ricavato sarà riportata su una grande carta e sarà accompagnata da una spiegazione dettagliata della provenienza delle singole idee e delle scelte fatte per creare una coerenza tra tutte le istanze accolte.

> 27 maggio 2017 – ritrovo Chiesetta San Marco, svolgimento Biblioteca (giardino e torresino). Mappe sentimentali per un giardino di connessioni, workshop nell’ambito del progetto riserve urbane_arte pubblica e partecipazione 2017. Ancora il dispositivo della mappa è utilizzato per registrare elementi invisibili ma di grande interesse per iniziare a costruire con esplorazioni, osservazioni, derive, disegno, racconto e scrittura, un’idea nuova di città, una mappa sentimentale sospesa tra passato e futuro, tra ricordo e desiderio. Gli elementi provenienti da questa mappatura sentimentale situazionista saranno utilizzati nella mostra finale che restituirà il senso e i molti momenti di ricerca, scoperta e partecipazione che hanno composto l’opera pubblica Giardini di Connessione.

> 8 giugno 2017 – Biblioteca (giardino)
Preparazione del terreno e degli elementi di arredo in vista della messa a dimora dei germogli per la creazione del giardino.

> 9-10 giugno 2017 – Biblioteca (giardino)
Azione collettiva IN MANO UN GERMOGLIO, messa a dimora dei germogli nati dai semi ricevuti nel luglio 2016 con il kit di attivazione dell’opera.


PROSSIME TAPPE PREVISTE
> settembre 2017 – Biblioteca (giardino e torresino)
9° incontro INTEGRA INVECE DI SEPARARE con gli studenti delle Scuole del Comprensorio Scolastico di Marostica. Incontro con le scuole primarie nelle sedi di Marostica, Vallonara e Marsan e scuola secondaria di primo grado a Marostica, raccolta disegni realizzati dal vero nel giardino della biblioteca per la progettazione di un walldrawing che si ispiri alle forme e ai desideri dei bambini.

> Ottobre 2017 – Biblioteca (giardino e torresino)
Inaugurazione mostra
Oltre al giardino di connessioni realizzato, saranno visibili il walldrawing e, nel torresino, un’installazione creata con elementi provenienti dalle varie fasi del processo (come nella mostra di documentazione) e dal workshop sulle mappe sentimentali insieme a nuovi disegni e altri interventi realizzati per raccontare tutto il percorso dell’opera, i suoi valori e le sue pratiche.

> novembre 2017 – Biblioteca
Presentazione catalogo Giardini Di Connessione. Terzo Movimento. Marostica 2017.

> novembre 2017 – Biblioteca
Restituzione di un dono/frammento del giardino a tutti i partecipanti alle varie fasi per mantenere attivo il processo relazionale innescato dall’opera.


SCHEDA TECNICA DEL PROGETTO
Titolo Artista Curatore Co-curatore

Sede
Periodo Inaugurazione
Orari d’apertura Contatti

Giardini di Connessioni. Terzo movimento
Giorgia Valmorri Silvia Petronici Antonio Zarpellon
Giardino della Biblioteca Civica Pietro Ragazzoni Via Cairoli 4, 36063 Marostica (VI)

gennaio-novembre 2017
diversi momenti di restituzione dei passaggi principali del lavoro

orari di apertura delle Biblioteca
riserveurbane.it operapubblica.tumblr.com giorgiavalmorri.com inmanoungermoglio2017.tumblr.com

facebook.com/riserveurbane facebook.com/GiardiniDiConnessione facebook.com/bibliotecamarostica

riserveurbane@gmail.com
giorgiavalmorri@gmail.com

Antonio Zarpellon 333 4064251 Silvia Petronici 349 5086807 Biblioteca 0424 479100

Ufficio Stampa
Serena Becagli serenabecagli@gmail.com 339/8754106

segreteria organizzativa, relazioni esterne, ufficio stampa, fundraising curatela della mostra, coordinamento per la realizzazione dell’opera pubblica co-curatela, production management, fundraising
comunicazione visiva


Team:
Mirco Corato: Silvia Petronici: Antonio Zarpellon: Martin Verdross:

Sponsor:
progetto realizzato in collaborazione con Fondazione Banca Popolare di Marostica , Etra, Bios, Coop Consumatori Marostica, BCC Banca San Giorgio Quinto Valle Alto.

L’opera GIARDINI DI CONNESSIONE è attualmente in corso nell’ambito del progetto riserve urbane_arte pubblica e rigenerazione a cura di Silvia Petronici, progetto realizzato nell’ambito delle attività dell’Assessorato alla Cultura con il patrocinio e il sostegno della Città di Marostica.

riserve urbane 2017 è un progetto organizzato all’interno delle attività dell’Assessorato alla Cultura della Città di Marostica. Realizzato per il 2017 in collaborazione con La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale


pubblica: 

martedì 11 luglio 2017

Forme Mutevoli di Cristina Mangini Giulia Barone / Finissage


Cristina Mangini e Giulia Barone

Installation view




Forme Mutevoli
Cristina Mangini Giulia Barone

Succorpo della Chiesa di Santa Lucia
Alberobello

16 Luglio 2017, ore 18.30

“Una mostra rappresenta sempre un punto di partenza o una nuova occasione per individuare nuovi stimoli che mettono in relazione artista e spettatore: l’artista crea l’opera che prende vita dalla sua fruizione con il pubblico.”

Domenica 16 Luglio 2017, alle ore 18.30, si concluderà Forme Mutevoli, doppia personale di arte contemporanea delle due giovani artiste Cristina Mangini e Giulia Barone.

La mostra mette in dialogo i lavori e i linguaggi delle due artiste classe 1988 nei suggestivi ambienti del succorpo della Chiesa di Santa Lucia di Alberobello.

Il progetto, nato dalla volontà di promuovere e comunicare l’arte emergente del territorio pugliese all’interno di un luogo situato nel cuore del comune di Alberobello, mira a fare conoscere il risultato delle sperimenta- zioni delle due giovani autrici - attive da anni nel settore dell’arte contemporanea ed entrambe Cultrici della materia presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, scuola di Decorazione e Tecniche e Tecnologie della Deco- razione – e renderlo visibile per stimolare un confronto necessario per la crescita ed evoluzione artistica; è quindi un incontro delle due personali produzioni, capaci di “mutare“ nella forma e nello spazio.

Cristina Mangini, predilige la pittura attraverso varie tecniche e supporti ma realizza anche installazioni e scul- ture. Ispirata da una visione scultorea delle proprie opere pittoriche, in cui l’ombra e lo spazio sono elementi in- dispensabili per creare effetti tridimensionali in cui movimento e stasi, astrazione e figurazione sono alla base della sua produzione, le sue ultime ricerche si basano sulla rappresentazione di spazi illusionistici, forme orga- niche, elementi naturali (alberi, piante, terra) in un movimento perpetuo il cui tempo risulta essere indefinito.

Giulia Barone, spazia dal disegno all’acquerello, dalla pittura alla fotografia utilizzando supporti e tec- niche differenti quali carta, ferro e legno. Attualmente il suo impegno è rivolto allo studio di sfondi, con tinte monocrome e forme circolari che si intrecciano in storie emotive di impatto visivo, trasformando- si in donne e uomini astratti con forme fluttuanti nello spazio che sulla carta si incontrano e scontrano.

Forme Mutevoli
Cristina Mangini – Giulia Barone

Succorpo della Chiesa di Santa Lucia
Scalinata del “Belvedere”
70011 – Alberobello (BA) 

Finissage domenica 16 Luglio 2017, ore 18.30

Catalogo: Editrice AGA Arti Grafiche Alberobello
Testi critici di Giuliana Schiavone e Nicola Zito