giovedì 17 agosto 2017

LA MEDUSA IMMORTALE: UN PROGETTO DI ARTE E SCIENZA UNA RICERCA CHE PARTE DA UNA SCOPERTA SCIENTIFICA E CHE HA L'OBIETTIVO DI RIFLETTERE SULL' ESISTENZA



UN PROGETTO INTERNAZIONALE DI SCIENZA, FILOSOFIA ED ARTE
Nel 2012, il team del Prof. Ferdinando Boero dell' Università del Salento compie una ricerca sensazionale nel campo della biologia marina, scoprendo un essere dalle dimensioni microscopiche - 4-5 mm circa - che dimostrava l'abilità di ovviare ai processi d'invecchiamento, e di ritornare allo stato fetale. Questo essere, nella forma di una medusa - la turritopsis nutricula - ha pertanto assunto il nome di 'Medusa Immortale', uno cnidare quasi totalmente formato da acqua - il 99% della composizione totale - che ha tenuto silente, nel relativo 1% di composizione organica, il sofisticato complesso dell'immortalità.
Ad oggi, scienziati italiani, giapponesi, americani e russi, insieme ad intellettuali e curiosi di tutto il mondo hanno preso il caso della turritopsis come motivo d'ispirazione per approfondimenti scientifici, accademici ed artistici. Fra questi, il Prof. Shin Kubota dell' Università di Kyoto sembra aver coltivato un vero e proprio credo, ripromettendosi, come confida in alcuni studi, "di trovare la chiave dell'immortalità." Il Prof. Kubota, però, ci svela alcune teorie in fase di definizione che renderebbero l'immagine della turritopsis ancora più mitologica.
"Alla base dell'albero dell'evoluzione", ci spiega, "ci sono gli Cnidari", la famiglia a cui appartengono le meduse, incluse la turritopsis. Secondo le teorie del professore, gli esseri umani proverrebbero dagli Cnidari e lo dimostra anche la composizione del DNA, "molto più simile", secondo le sue ricerche, "rispetto a quello d'insetti o vermi."
Se pertanto alla base dell'evoluzione l'uomo ha radici comuni con le medusequando e perchè questi ha perso il dono dell'immortalità mantenuto dalla turritopsis? Allo stesso modo, con un approccio più critico e tautologico, se l'evoluzione di per se indica il miglioramento, la crescita e il progresso, può, l'evoluzione umana dirsi compiuta e riuscita se meno sofisticata, in termini di durata, rispetto a quelli di una medusa?
Queste, ed altre domande, verranno esplicitate per mezzo di una performance e un video-documentario dello storico dell'arte Giosuè Prezioso, attualmente coinvolto in un prestigioso programma della casa d'aste Christie's, Londra.
Con la partecipazione di scienziati internazionali e addetti al settore dell'arte, la filosofia e del cinema, questo progetto proporrà un elaborato che porterà a riflettere su scienza, logica, tautologia, esistenza ed entropia.

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FONDI PER OPERATORI, TALK E ATTIVITA' DI DIFFUSIONE
Considerata la multidisciplinarità e il riverbero internazionale del tema, il progetto in-hirritance - che parte come una performance, e allo stesso tempo come una campagna di studi scientifico-umanistici - i fondi aggregati per l'operazione serviranno a compensare la collaborazione di diversi professionisti e/o le azioni che si sono prospettate per il progetto.
Rimanendo in una dimensione realistica - ma ambiziosa - gli attori e gli oggetti del funding saranno:
- Traduttore italiano, inglese, giapponese per i contenuti di diffusione, sottotitolaggio ed esplicazione via speaker dei video;
- Operatore filmmaker per la creazione, montaggio, editing e finalizing del materiale video del progetto;
- Ricompensa simbolica ai partecipanti scientifici (Prof. Boero, Piraino e Kubota) in caso di partecipazione;
- Fee artista;
- Costi di prenotazione sala per proiezione lancio del progetto.

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ARTISTI, TECNICI E SCIENZIATI PER UN PROGETTO UNIVOCO
Pensato dallo storico dell'arte Giosuè Prezioso, attualmente in un programma presso la prestigiosa casa d'aste londinese, Chrisite's e attivo sul fronte dell'insegnamento, curatela, scrittura, traduzione ed interpretariato, questo progetto prevede la collaborazione di speaker professionisti madrelingua italiano, inglese e giapponese per la creazione dei contenuti informativi ed esplicativi del materiale, nonchè un filmmaker professionista per la creazione, editing e finalizing dei contenuti video; scienziati specializzati nell'area di ricerca (università del Salento e Università di Kyoto) e un artista per la creazione di contenuti di contorno del progetto.
Pubblica Massimo Nardi

venerdì 4 agosto 2017

Migrazioni Land Art. Daniela Gorla e Maya Pacifico

Daniela Gorla, MeMory, 2017

Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli alla mostra Migrazioni di Daniela Gorla e Maya Pacifico
a cura di Daniela Ricci nell’ambito della rassegna Land Art (seconda edizione)

inaugurazione: sabato 5 agosto 2017 ore 18.00, MoMu-Molino Museo, via Santa Teresa, Montenero Valcocchiara (Isernia)
fino al 31 agosto 2017

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato Matronato, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (senza scopo di lucro e aventi sede in una delle seguenti regioni italiane:Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Il Matronato è stato concesso alla mostra Migrazioni di Daniela GorlaeMaya Pacificoa cura diDaniela Riccinell'ambito della seconda edizione della rassegna Land Art che sarà inaugurata sabato 5 agosto alle ore 18.00 al MoMu-Molino Museo a Montenero Valcocchiara (Isernia). Il progetto, realizzato con il patrocinio della Regione Molise, offre l’opportunità di esplorare nuove relazioni tra ambiente e comunità rafforzando i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti attraverso un’azione artistica in situ.

Daniela Gorla e Maya Pacifico, dopo un periodo di residenza nel MoMu- Molino Museo, un antico mulino restaurato e funzionante a a Montenero Valcocchiara, hanno realizzato con materiali naturali e biodegradabili opere einstallazioni tridimensionali situate neigiardini del mulino enellezone limitrofe: un percorso a cielo aperto che analizza le possibili declinazioni del rapporto arte/paesaggio attraverso opere collettive, individuali e performative. Nell'installazione a living book Maya Pacifico inserisce ilramo di un albero in un libroinchiodato alla terra,destinandolo alla trasformazione degli elementi che lo circondano: con il passare del tempo le componenti del libro come oggetto si deterioreranno a contatto con gli agenti atmosferici creando una nuova scultura modellata solo dalla forza della natura. Nell'installazione MeMORY - Oggetti migranti Daniela Gorla prevede una contaminazione tra i confini, una migrazione di un oggetto rurale, collocato all'interno del Molino, verso l'esterno, avvolgendolo in forme di reti a spirale, arcaiche come antichi simboli d'infinito posti in dialogo con i fiori, l'erba e gli alberi integrati nella natura: una liberazione dall'alienazione di luoghi reclusi, un ponte simbolico di forme tra la Terra e il Cielo.

“Il progetto di Gorla e Pacifico – spiega la curatrice Daniela Ricci - intende evidenziare la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, le due artiste interagiranno all'unisono, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo le abilità pregresse, i frutti delle proprie ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. Si muoveranno intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall'idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all'indicibile e all'invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte. Un’arte lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere”.

La mostra sarà visitabile fino al 31 agosto 2017 nei consueti giorni e orari di apertura del MoMu-Molino Museo: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00.

Daniela Gorla (Cremona, 1960). Selezionata nel 1990 alla Biennale d'Arte Contemporanea, nuove generazioni-Regione Lombardia, tra gli anni '90 e 2000 si è occupata di arte come formazione e pratica sociale. Dal 2012 si occupa diLand Arte arte digitale e dall'anno successivole sue ricerche approfondiscono il rapportotra l’arte e la natura attraversoinstallazioni ambientali di grandi dimensioni, come grandi teli posati nell'ambiente che mettono in relazione ciò che resta della biodiversità autoctona e la storia delle migrazioni testimonianteda sassi di fiume, rocce, frammenti di vegetali ritrovati nel mare. Collabora con Naturarte di Lodi, con il Movimento Arte da mangiare, mangiare Artepresso la Fondazione Umanitaria di Milano e con Land Art Campi Flegrei di Napoli. Vive e lavora a Cremona.

Maya Pacifico (Torino, 1962). Ha esposto in importanti spazi pubblici e istituzioni museali, sia in Italia che all'estero, fra cui Expo 2015 a Milano, London Biennale, PAN e e Castel dell’Ovo di Napoli, Museo Vittoria Colonna di Pescara, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Biblioteca Angelica di Roma, Castello Aragonese di Ischia, e alla Biennale di Pechino.

Per maggiori informazioni
tel: +39 347 0824165
e-mail: d_ricci@info@molinomuseo.it sito web: www.molinomuseo.it

Ufficio stampa per la mostra: Annalisa Tirrito +39 335 5289607 tirrito.annalisa@gmail.com

Ufficio stampa per il Matronato: Luisa Maradei +39 333 5903471 Donatella Striano +39 3388312768 ufficiostampa@madrenapoli.it


mercoledì 2 agosto 2017

Daunia Land Art_Progetto e Bando



Daunia Land Art è un progetto volto alla riscoperta dei sentieri della transumanza, in Puglia, che quest’anno si concentrerà sul Tratturo Foggia-Campolato e sul tratturello storico Campolato-Vieste che conduceva gli armenti dall’altopiano del Gargano alla cittadina costiera, nella provincia di Foggia.

Un progetto che analizza le valenze del patrimonio storico-paesaggistico di uno dei quattro Regi Tratturi del Regno Borbonico e che, per l’edizione 2017, insieme all’artista Làzaro Saavedra, invitato dal curatore e critico d’arte Giacomo Zaza, darà vita ad una doppio evento: una residenza e un intervento artistico site specific.

Dal 24 al 31 agosto 2017 si succederanno otto giorni di progettazione nei quali l’artista cubano indagherà e dialogherà con 12 partecipanti, per poi intervenire lungo un percorso caratterizzato da lame, boschi e brulle pareti scoscese. In questo periodo Saavedra, insieme a Giacomo Zaza e al team di ArcheoLogica interverrà e svolgerà delle attività teoriche e pratiche attraverso strumenti ordinari e straordinari: lezioni frontali con archeologi, paesaggisti e studiosi, indagini sul campo e dialoghi con le comunità del luogo.

Scarica il Bando DEADLINE : 6 agosto 2017
maggiori info: www.daunialandart.it




Diego Perrone. Sussi e Biribissi - Sculture e disegni


Spazio Murat - Piazza del Ferrarese, Bari
14 Luglio - 10 Settembre

Diego Perrone è tra gli artisti italiani più significativi e seguiti sulla scena dell'arte contemporanea internazionale.

"Sussi e Biribissi" si compone di una nuova serie di disegni a biro su carta, realizzati appositamente per Bari, e soprattutto sculture in vetro, lavori con cui l'artista sfida la nozione borghese di ordinarietà, giocando con i sentimenti di familiare e non familiare, personale e impersonale, affrontando la sensazione, a volte calmante a volte opprimente, di vuoto.

È la prima mostra dell’artista Diego Perrone in un'istituzione pubblica del Sud Italia e contribuisce a inserire il progetto del Polo per l'Arte e la Cultura Contemporanea Comune di Bari, diretto da Massimo Torrigiani.

"Sussi e Biribissi - Sculture e Disegni" è promossa dal Comune di Bari e organizzata con il coordinamento e la produzione a cura di Spazio Murat

La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 luglio al 10 settembre nello Spazio Murat.

INFORMAZIONI
Spazio Murat
Piazza del Ferrarese, Bari

Orari di apertura:
Dal Martedì al Sabato 11:00 – 20:00
Domenica 11:00 – 13:00 / 16:00 – 20:00
Lunedì Chiuso
Festività Chiuso il 15 agosto

Per informazioni:
Tel. 0802055856
http://comune. bari.it

Instagram: spaziomurat

Il biglietto d’ingresso alla mostra è acquistabile presso la reception di Spazio Murat.

Visite guidate:
- ogni Giovedì dalle 18:00 alle 19:00
- il Martedì e il Sabato dalle 11:00 alle 12:00 oppure 18:00 alle 19:00 (solo su PRENOTAZIONE).

Ingresso intero € 3,00
Ingresso ridotto € 2,00 (valido per minori di 18 e maggiori di 65 anni).

martedì 1 agosto 2017

Man Ray. L'Uomo Infinito



Oltre 100 opere di Man Ray in mostra al Castello di Conversano dal 15 luglio al 19 novembre 2017.

L’Associazione Culturale Artes - che da diversi anni promuove iniziative di notevole valenza culturale sul territorio della provincia di Bari, tra cui il Festival Libro Possibile - attraverso la sezione dedicata alle proprie attività denominata l’Arte Possibile, organizza, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Conversano, la Fondazione Studio Marconi ’65 di Milano ed il Man Ray Trust, una mostra del celebre artista Man Ray, composta da fotografie, disegni, acquerelli, serigrafie, litografie, oggetti e una scultura. Consulenza curatoriale di Vincenzo de Bellis con Eugenia Spadaro.

MAN RAY
Man Ray, all’anagrafe Emmanuel Rudzitsky, nasce a Philadelphia il 27 agosto del 1890. Cresce a New York, dove completa i suoi studi e comincia a lavorare come disegnatore e grafico, firmando le sue opere con lo pseudonimo Man Ray, uomo raggio. Nel 1915 conosce Marcel Duchamp che diventa suo grande amico, ispira la sua arte e con cui fonda il ramo americano del movimento Dada, destinato però a non avere successo nella Grande Mela. Alle prime opere di ispirazione cubista segue la sperimentazione di varie tecniche (collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo, fotografia). Nel 1921 si trasferisce a Parigi assieme a Duchamp, dove comincia a dedicarsi alle fotografie dei ritratti di personaggi celebri, come James Joyce, Jean Cocteau, producendo i suoi primi “rayographs”: immagini fotografiche ottenute poggiando gli oggetti sulla carta sensibile. Nel 1924, Man Ray diventa il primo fotografo surrealista e da qui la sua arte fotografica diviene sempre più nota e sempre più ricercata. Nel 1941 si reca a Los Angeles dove rimane fino al 1951, per poi rientrare a Parigi, dove muore il 18 novembre del 1976, lasciando una lunga eredità artistica.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Man Ray può essere considerato un artista a 360 gradi – pittore, fotografo, scultore, cineasta – ha esplorato le tecniche più diverse ed aderito a tutti i movimenti della sua epoca. Il titolo della mostra “L’uomo infinito”, tratto dall’opera che sarà esposta, l’’Homme Infini’, del 1970, contiene in sé tutto il senso della complessità e profondità della ricerca artistica di Man Ray, e sembra voler suggerire di gettare uno sguardo sull’amplissima produzione di questo artista nella sua totalità. L’esposizione si evolve in cinque sale, suddivisa in otto aree tematiche che, in ordine cronologico, analizzeranno i diversi stili e le differenti tecniche con le quali l’artista si è cimentato nel corso di tutta la sua vita.


Il castello di Conversano
Fastosa dimora signorile, di stampo normanno, il Castello aragonese di Conversano è la location della mostra dedicata a Man Ray.

Corso Morea - Piazza della Conciliazione, 70014 Conversano.

Informazioni
Infopoint attivo dal lunedì alla domenica 9:30-13:30 / 17:00-21:00: +39 3939990505; info@manrayconversano.com

Orario di apertura
Dal lunedì alla domenica 9:30-13:30 / 17:00-21:00

Maggiori info: Man Ray a Conversano

THEA DJORDJADZE e FAUSTO MELOTTI. ABBANDONANDO UN’ERA CHE ABBIAMO TROVATO INVIVIBILE


Nata dall’incontro tra l’artista georgiana Thea Djordjadze e l’opera di Fausto Melotti, la mostra trasferisce sul piano visivo i principi drammaturgici del metateatro, gioca sulla sovrapposizione dei piani temporali e riattiva significati latenti attraverso il dialogo tra artisti di generazioni diverse.

A cura di Lorenzo Giusti
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte

Affascinata dai Teatrini di Melotti – piccole costruzioni polimateriche, in cui figure stilizzate mimano situazioni di incontro e stati d’animo – Djordjadze ha progettato un sistema architettonico flessibile, concepito allo stesso tempo come supporto per le opere del grande scultore italiano e come installazione autonoma, un ambiente immersivo in cui si mettono in relazione elementi dell’architettura, strutture portanti e sculture indipendenti. Palcoscenico per altri palcoscenici in scala ridotta, il lavoro di Thea Djordjadze costruisce un “metascenario” in cui il soggetto della rappresentazione è la rappresentazione stessa.

L’opera di Thea Djordjadze è sempre site specific: a guidare l’artista è un principio di adattamento che costituisce allo stesso tempo una modalità operativa e una ragione estetica. Le sue installazioni sono il risultato di assemblaggi di oggetti d’uso comune, privati di ogni possibile funzione, o materiali poveri: opere minimali che dialogano con i principi del design e con la tradizione della scultura astratta, senza appartenere, in realtà, a nessuna delle due categorie. Un lavoro che trova la sua forma finale nello spazio espositivo in cui si inserisce, come un organismo vivente, metamorfico, in cui il supporto si fa scultura e la scultura supporto, crescendo e integrandosi l’uno nell’altra.

Nell’installazione di Thea Djordjadze si innesta quindi, come una mostra nella mostra, il percorso dedicato ai Teatrini e, più in generale, al tema del teatro nell’opera di Melotti. Attraverso una selezione di venticinque preziosi lavori, tra i più rappresentativi della produzione dell’artista, realizzati tra gli anni Quaranta e la metà degli Ottanta, a cui si affianca un gruppo di disegni e schizzi preparatori, il progetto espositivo consente di ripercorrere le principali tappe di una ricerca a lungo considerata minore, circoscritta tra i vertici dell’astrattismo degli anni Trenta e le strutture filiformi degli ultimi due decenni, e oggi riconosciuta come uno dei momenti più alti e originali della vicenda artistica di Melotti.

Nati dall’interesse per il “luogo scenico” metafisico e da una riflessione sugli studi di Le Corbusier intorno al modulo architettonico – cui anche Thea Djordjadze ha sempre guardato con attenzione – i Teatrini sono sezioni di spazi abitabili, alveoli in cui prendono scena le più diverse situazioni umane. Non storie, poiché l’elemento narrativo è ridotto a pochi elementi essenziali, ma sequenze indefinite, camere incantate di un mondo sospeso in cui coabitano dimensioni liriche e drammatiche.


Credits
A cura di
Lorenzo Giusti
fino al 27 agosto 2017

Direzione artistica
Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte


Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

lunedì 31 luglio 2017

Opposte Similitudini. Valdi Spagnulo e Attilio Tono



a cura di Matteo Galbiati e Kevin McManus

con il patrocinio del Comune di Parodi Ligure
in collaborazione con la galleria Castel Negrino Arte di Aicurzio (MB), Pro Loco Parodi Ligure
promossa da Movimento di Resilienza Italiana
nell’ambito di Attraverso Festival Alessandria-Asti-Cuneo

22 luglio – 17 settembre 2017

Ex Abbazia di San Remigio Parodi Ligure (AL)

Inaugurazione sabato 22 luglio ore 17.30 Ingresso libero

La sempre suggestiva cornice dell’Ex Abbazia di San Remigio a Parodi Ligure torna ad ospitare una mostra di arte contemporanea che, legandosi alla bellezza dei suoi spazi, crea uno stimolante dialogo di reciprocità tra i segni lasciati dal tempo e dall’arte del passato in questo antico luogo di culto e la catalizzante presenza delle opere di artisti del presente.

In questa occasione sono Valdi Spagnulo e Attilio Tono a confrontarsi in uno scambio intenso e forte che guida lo sguardo attraverso la plasticità imponente e timbrica delle loro sculture. Il titolo della bipersonale, Opposte Similitudini, vuole proprio indicare come nelle loro ricerche ci siano tanti apparentamenti, vicinanze e consonanze, quanto scelte opposte, divergenti e lontane. L’alternanza di opere negli ambienti di San Remigio genera un confronto di esperienze da cui, spesso, l’arte di oggi sembra fuggire. Gli artisti hanno condiviso scelte e proposte curatoriali lasciando attivare la forza della loro scultura in un luogo che ne potenzia il senso, l’impatto e il valore poetico e lirico.

Da una parte Spagnulo disegna con esili – ma forti – strisce metalliche e tondini che si torcono, destrutturano – o germinano – elevandosi o comprimendosi davanti allo sguardo. Le sue energie sono in continuo divenire e s’innervano nel potenziale fisico della materia di cui si costituiscono, ma anche si rendono effimeri sconfinando in evanescenti e luminosi inserti in plexiglass trasparente. Dalle piccole alle grandi sculture l’artista controlla e doma l’immaginazione incalzante dell’intuizione, portandola a farsi grafismo concreto nello spazio, dove segno, materia, architettura, pittura, scultura e disegno paiono fondersi nel gradiente primigenio che le accomuna e accoglie tutte assieme.

Tono conquista con l’accento minimale, ragionato, dei suoi lavori che ostentano una sicura perfezione formale. Il gesso, i marmi sono inattaccabili nella loro geometria definita e certa, eppure, grazie ad un uso peculiare della materia e delle sue potenzialità, l’artista riesce a combinare – e controllare fin che gli è consentito – il caso. Cera, in alcune combinazioni, pigmentazione ottenuta con il vino, in altre, lasciano assumere alla scultura un guizzo vitale che affascina e incuriosisce. I segni ragionati scoprono un nuovo valore ora con l’interferenza intonata di questa matericità alterata e alterabile che intacca l’immacolato candore della scultura.


In entrambi, poi, il condiviso valore “architettonico” delle loro sculture, unito alla loro adattabilità metamorfica, segno di senso e valore ulteriore per la loro ricerca individuale, ben si salda alla potenza combinatoria del luogo che le accoglie, persuadendo il visitatore a cogliere presenze non aliene, ma già parte, forse da sempre, della storia caratteristica di questo luogo.

La mostra, che prosegue durante Attraverso Festival, sarà aperta dal 22 luglio al 6 agosto e dal 2 al 17 settembre nei giorni di sabato e domenica, ore 17-20. Nei giorni di agosto visitabile su prenotazione chiamando il Comune di Parodi Ligure: +39 0143 681105.

BIOGRAFIE ARTISTI
Valdi Spagnulo è nato a Ceglie Messapica (BR) nel 1961. Introdotto nell’ambiente artistico e culturale sin da giovanissimo dal padre Osvaldo, artista già noto e affermato, si laurea nel 1984 in Architettura presso il Politecnico di Milano, città dove si era trasferito con la famiglia nel 1973. Espone in importanti mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, dagli inizi degli Anni ’80. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui, nel 2001, si segnala il I Premio Pittura dell’Accademia Nazionale di S.Luca di Roma. Vive e lavora a Milano.

Attilio Tono è nato a Mariano Comense (CO) nel 1976. Si diploma in Scultura all’Accademia di Brera di Milano nel 1998; dal 2004 è docente di Tecnologie dei Materiali presso al NABA di Milano e dal 2006 di Tecniche della Scultura all’Accademia Aldo Galli- IED di Como.

Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive in diverse sedi nel mondo tra cui Seoul (Behive Gallery), Berlino (L’Espace de l’Especè), Locarno (Kunsthalle Ephemera), Belgrado (Museum of Contemporary Art), New York (Chelsea Art Museum). Vive e lavora tra Milano e Berlino.

Info:
www.comune.parodiligure.al.it 
www.castelnegrinoarte.com 
www.valdispagnulo.it 
www.attiliotono.com 
www.resilienzaitaliana.org 
www.attraversofestival.it