domenica 25 settembre 2016

Antonio Trotta. Soltanto il nulla è senza luce


Antonio Trotta
“Soltanto il nulla è senza luce”
A cura di Like A Little Disaster
1 Ottobre / 15 Novembre

Opening, Sabato 1 Ottobre 2016 – h. 19.00-23.00
Dal 2 Ottobre al 15 Novembre solo su appuntamento.

Like A Little Disaster è orgogliosa di presentare “Soltanto il nulla è senza luce”, una mostra personale dell'artista italo-argentino Antonio Trotta, uno dei maggiori esponenti dell'arte internazionale degli ultimi cinquant'anni. Trotta è un artista poliedrico che, fin dalla seconda metà degli anni sessanta, ha ricercato, immaginato, costruito un linguaggio coerente, anticipatore, spesso solitario ma sempre libero da condizionamenti esterni. Un linguaggio che appartiene a un universo mentale che non si lascia imprigionare da categorie chiuse o vincolanti. Il suo linguaggio ha dilatato i confini di innumerevoli campi di ricerca; performance, video, parole, fotografia, installazioni ambientali, scultura. La sua pratica ha sfiorato, senza mai lasciarsi irretire, molte correnti e attitudini dell'arte contemporanea; dalle avanguardie moderniste allo spazialismo, dal concettuale al minimalismo, dal postmodernismo all'arte ambientale.
La mostra costituisce uno spunto di riflessione sul suo percorso artistico attraverso alcuni momenti topici, in particolare quelli legati al suo interesse per la luce come medium, fenomeno e concetto. Essa è intesa da Trotta come entità nella quale emerge limpidamente la potenza disvelatice del pensiero, in relazione ai caratteri di contingenza e di trascendenza connaturati all'Esserci. Luce rivelatrice che ci conduce oltre ciò che vediamo. Attraverso un ossimoro potremmo dire che, con le opere di Trotta, la luce diviene pura e “concreta” astrazione, si presenta allo stesso tempo quale medium e contenuto, unione perfetta tra presentazione e rappresentazione di sé.


Opere in mostra:
Paquete especial (1966-2016). L'opera è stata esposta unicamente alla Galleria Castagnino di Buenos Aires nel 1967, ed è stata riprodotta per l'occasione e presentata per la prima volta in Europa. L'opera è caratterizzate da un sicuro interesse per le geometrie minimaliste e dall’utilizzo di materiali di origine industriale e edile che gli permettono di dar vita ad opere modulari perfettamente adattabili ad ogni ambiente e ad ogni tipo di installazione. Paquete especial è una scultura formata da un tubolare in alluminio che avvolge, o “impacchetta” un raggio di luce formato da un gruppo di tubi di plexiglas, materiale usato per la sua innovativa immaterialità luminosa, per il suo essere inesistenza modellabile o luce materializzata. Paquete especial è un'opera che, come scrive Jorge Glusberg, “(…) permette allo spettatore di partecipare in modo nuovo, operando da se la scelta dei messaggi che è in grado di ricevere. L’osservazione di un’opera classica riflette una totale subordinazione ad un ordine autoritario ed assoluto (che può essere identificato sia nella posizione sia negli ideali dell’artefice). La visione contemporanea introduce una forma di comunione fra pubblico ed artista che è completamente diversa da quella tradizionale. La nuova opera d’arte crea una diversa dimensione di godimento estetico; non è posta davanti al pubblico, ma lo avvolge, lo costringe a partecipare, in un rapimento cosciente, ad una nuova forma di convivenza sociale e di disciplina intellettuale”. Paquete especial condivide lo spazio ed è posta in dialogo con una serie di opere più recenti dell'autore, i Sospiri (1999-2016) in cui il marmo sembra trasformarsi in foglio scosso dal vento o in cui, come ha acutamente osservato Lea Vergine, “il tradizionale viene ribaltato (…) i Sospiri simulano, fino al trompe l'oeil, il movimento, la levità; sono un gioco di prestigio, una magia, un tour de force settecentesco. (…) Trotta muta la pesantezza della materia in una miracolosa leggerezza. Ma la parodia (il mondo alla rovescia) e il paradosso (l'assurdo, l'inconcepibile) danno, in lui, risultati che, ispirati da una sorta di classicismo, paiono enigmatici, mai sondabili a fondo.”
I sospiri sono delle ”sequenze marmoree” fissate come quadri, ogni sospiro è diverso dall’altro e si distingue per il movimento e la luce che lo scultore esprime ed imprime nella materia. Pur nella loro totale autonomia estetica, sia “Paquete especial” che i “Sospiri” sono animati da una comune forza ispiratrice. In entrambe le opere la luce non si identifica con il reale ma piuttosto con una condizione mentale attraverso la quale indagare i limiti della visibilità e dell’illusione, così come la tangibilità e intangibilità di una materia che sovverte la rappresentazione spaziale delle opere. La luce mostra se stessa nel farci vedere, cioè nel rendere possibile la visione; allo stesso modo, le idee vengono intuite nel loro farci pensare, per il fatto cioè che rendono possibile il nostro pensiero. E come l'atto del vedere non è distinguibile dagli oggetti della visione, così l'atto del pensare non è distinguibile dai concetti pensati.
Altra opera appositamente rieditata per la mostra è Schema 8: Accoppiamento (1968-2016) presentata unicamente alla 34 Biennale di Venezia del 1968. La sua ideazione e realizzazione nasce durante il periodo che Trotta sceglie di trascorre a Roma in preparazione della Biennale. Si tratta della riproduzione fotografica notturna di una galleria romana da cui si prolungano, nello spazio reale della mostra, tubi al neon che la illuminano. L'opera, come tempestivamente osservò Germano Celant, “(…) cerca di avvicinare l’osservatore e non di estraniarlo, si pone direttamente in contatto con il soggetto-fruitore coinvolgendolo spazialmente, generando un’inaspettata sensazione di perdita del limite tra reale ed irreale.”
Da questo doppio gioco di prospettive e visioni, l’esperienza è contemporaneamente oggettiva e soggettiva, materiale ed immateriale, reale ed irreale, con l’ambiguità sufficiente affinché l’osservatore partecipa senza proporsi definizione alcuna dal punto di vista razionale o individuale. Con questa opera assistiamo, per la prima volta nell'opera di Trotta, alla sua tipica attitudine nel generare infiniti equivoci visivi in cui rende verosimile l'improbabile, all'interno di un sistema perennemente in bilico tra finzione e realtà e dove le opere si mostrano per la loro natura di simulacri.
Con la Finestra su vetro, 1972 (light box, emulsione su vetro, 90 x 90 x 12 cm. realizzata in collaborazione con l'architetto Giorgio Tagini) Antonio Trotta crea un cortocircuito tautologico che dipende dalla coincidenza fra il materiale visualizzato (il vetro) e quello usato come supporto. La fotografia emulsionata su vetro raffigura la finestra dello studio milanese dell'artista, quando è spenta, la lampada ha l'aspetto “notturno” della finestra reale; quando è accesa, ha l'aspetto della finestra “di giorno”. Non solo l'idea precede l'azione, ma in qualche modo l'opera sembra contenere se stessa, l'oggetto reale corrisponde ad un oggetto ideale e preesistente.
Colonna con luce 1972 (Marmo inciso, luce, 40 x 40 cm) è una delle prime esperienze di lavorazione del marmo parte di Trotta e, anch'essa, realizzata in collaborazione con l’architetto Giorgio Tagini. Si tratta di un blocco di marmo scolpito ed illuminato internamente, acceso mostra la base di una colonna scomposta nelle sue proiezioni ortogonali, una volta spento torna ad essere semplicemente la geometria materica di un cubo di marmo. La luce attraversa le trame dell'origine e della storia, seguendo una circolarità temporale che, citando Borges, vede il passato ritornare eternamente a far parte del presente. Ancora sul concetto di luce è Lampada sferica, 1962-72/2016 (Plexiglass, luce. 40 x 40 cm.) anch'essa rieditata per la mostra. Un cubo luminoso dal quale si stacca uno spicchio anch'esso, indipendentemente, luminoso. Il fascino per il minimalismo geometrico spinge Trotta a scavare nel cubo, per vedere cosa “C'è” dentro. Dividere, sezionare la forma cubica esplorando innumerevoli intenzioni estetiche e concettuali. Il piacere estetico di vedere una luce separata, una luce divisa in due parti; la fonte luminosa che, generalmente siamo abituati ad identificare nella sua unicità emissiva, si presenta in forma di solido frazionato che può essere, mentalmente, ricongiunto.
Libro letto nel '70, (1970, 23 x 15 x 3 cm.) è una stampa su una lastra di perspex trasparente, raffigura invece la copertina di un libro, Carme presunto di Borges, che, poiché letto e interiorizzato, diventa trasparente e illuminato, richiamando l’idea stessa della letteratura borgesiana. Tale procedimento non esclude il piacere della visione: non siamo di fronte a una pura operazione concettuale, ma a una presenza concreta, per quanto ambigua. «Il mondo e il libro si rimandano eternamente e infinitamente le loro immagini riflesse. Questo potere indefinito di riverberazione, questo scintillante e illimitato moltiplicarsi che è il labirinto della luce che peraltro non è un nulla, sarà allora tutto ciò che troveremo, vertiginosamente, in fondo al nostro desiderio di capire».


Biografia:
Nasce nel 1937 a Paestum. Trasferitosi in Argentina, nel 1960 è fra i promotori del gruppo SI. Inizia la sua attività espositiva al Museo de Arte Moderno e all’Istituto Torcuato Di Tella a Buenos Aires, e nel 1968 è invitato alla Biennale di Venezia a rappresentare il Padiglione Argentino. Dalla fine del 1969 fino al 1973 Trotta collabora con la Nizzoli Associati, con interventi di “progettazione totale” che coinvolgono in équipe architetti, grafici, artisti e critici, realizzando progetti d’architettura e urbanistica in Italia e all’estero (Taranto, Cremona, Siviglia, ecc.). Realizza anche alcune copertine per la rivista “L’Architettura. Cronache e Storia” diretta da Bruno Zevi. Tiene personali alla Galleria François Lambert di Milano (1970), alla Galleria Christian Stein di Torino (1971, 1977), alla Galleria Marilena Bonomo di Bari (1972), alla Galleria Maddalena Carioni di Milano (1972), alla Galleria Editalia, Qui Arte Contemporanea di Roma (1974), alla Galleria Borgogna di Milano (1976), alla Galleria Toselli (1975), allo Studio Cesare Manzo a Pescara (1983), alla Galleria Artra di Milano (1986, 1999), alla Galleria Piero Cavellini di Milano (1987), alla Galleria Cardi a Milano (1990), alla Galleria Carini di Firenze (1993), all’Istituto de Cooperacion Iberoamericana di Buenos Aires (1995), alla Galleria Omphalos di Terlizzi (1998, 2008). Partecipa a mostre collettive alla Biennale di Venezia (1976, 1978, 1990), all' Instititute for Contemporary Art di Londra (1974), all'Internationaal Cultureen Centrum di Antwerpen (1975), al National Museum di Osaka (1979), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1980), al PAC di Milano (1982, 1988, 1989), ala Biennale di Lione (1984), alla Galleria Martano di Torino (1984), alla Fondazione Europea Dragan a Milano (1986), alla Galleria Bianca Pilat di Milano e alla Galleria Oddi Baglioni di Roma (1990), alla Galleria d’Arte Moderna di Udine (1997), alla Arte Studio Invernizzi e alla Galleria Artra di Milano (2000), al Centro Cultural La Recoleta, Buenos Aires (2007), alla Galleria d'arte Moderna, Palazzo Forti , di Verona (2007), al Palazzo della Triennale di Milano (2009), alla Fondazione Pomodoro di Milano (2010), alla Fundación PROA di Buenos Aires (1998, 2011) al Museo MAMBA di Buenos Aires (2015, 2016), alla Bocconi Art Gallery, Università Bocconi, Milano (2015)
Nel 2007 ha inaugurato il Museo archivio Antonio Trotta a Stio. È membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 2009.


Foothold
Via Cavour, 68
Polignano a Mare (Bari)
Italy


info@likealittledisaster

In Luce di Cesare Accetta

Lunedì 3 ottobre 2016, alle ore 18.00, verrà presentata al Madre l'opera "In Luce" di Cesare Accetta, a cura di Maria Savarese, all’interno del progetto Per_formare una collezione: per un archivio dell’arte in Campania, dedicato nel 2016 alla formazione progressiva della collezione del museo, con particolare riferimento alla funzione museale quale centro di produzione e diffusione delle pratiche d'archivio.

Sulle pareti della prima sala al piano terra del museo scorrono proiezioni video, in cui più di cinquanta volti di autori, attori, attrici, registi, personaggi del mondo dello spettacolo, collaboratori e amici compongono un ritratto della vita professionale e privata dell’artista.
In Luce, dedicato ad Oreste Zevola (1954-2014), si propone come il primo capitolo di un catalogo proiettato verso il futuro e dedicato all’umano, nell’infinita varietà dei tratti e degli atteggiamenti interpretativi.
Come nel complessivo percorso di ricerca di Accetta, anche in quest’opera è fondamentale la relazione con la luce, con la visione che si pone sull’oggetto, luogo dell’esperienza. Sono inoltre evidenti anche alcuni spostamenti di prospettiva e di esposizione, in particolare nella intensa ed avvertita rappresentazione-interpretazione dell’elemento “corpo”: è il volto, in Luce, il luogo offerto all’azione.
I 55 “volti” di In Luce sono: Valentina Acca, Laura Angiulli, Annapaola Brancia D’Apricena, Simona Barattolo, Mimmo Basso, Sonia Bergamasco, Alessandra Bertucci, Monica Biancardi, Maurizio Bizzi, Mimmo Borrelli, Silvia Calderoni, Salvatore Cantalupo, Carlo Cerciello, Antonello Cossia, Angelo Curti, Alessandra D'Elia, Lavinia D'Elia, Marita D'Elia, Antonietta De Lillo, Pippo Delbono, Cristina Donadio, Fabio Donato, Patrizio Esposito, Lino Fiorito, Maurizio Fiume, Marco Ghidelli, Fabrizio Gifuni, Simona Infante, Valbona Malaj, Stefania Maraucci, Antonio Marfella, Mario Martone, Laura Micciarelli, Enzo Moscato, Mimmo Paladino, Lorenza Pensato, Paola Potena, Andrea Renzi, Giulia Renzi, Carlo Rizzelli, Giuseppe Russo, Lucio Sabatino, Federica Sandrini, Francesco Saponaro, Maria Savarese, Antonello Scotti, Pierpaolo Sepe, Lello Serao, Toni Servillo, Rosario Squillace, Tonino Taiuti, Sonia Totaro, Marianna Troise, Imma Villa, Chiara Vitiello.

La presentazione dell’opera In Luce, che entra a far parte della collezione del Madre, inaugurerà la programmazione della nuova Project room del museo, collocata al piano terra, accanto all’ingresso.

sabato 24 settembre 2016

Jana Schröder. Spontacts FX

T293 è lieta di presentare Spontacts FX, la prima personale in galleria dell’artista tedesca Jana Schröder. La mostra si compone di una serie di nuovi dipinti che sviluppano tematiche già care alla Schröder, come l’utilizzo performativo della pratica pittorica, e la fertile interazione tra luce e colore.

Appartenenti alla serie come Spontacts Paintings, i nuovi lavori della Schröder appaiono come documentazioni visive di gesti spontanei e liberatori. Questi gesti assumono le forme di linee irregolari e di curve che si snodano confusamente su tele di grandi dimensioni, ed indubbiamente presentano un approccio non convenzionale e persino ribelle alla tradizionale pratica pittorica. Somiglianti a scarabocchi o a note frettolosamente trascritte, queste opere sono tutte realizzate tramite tratti di pittura ad olio e matita copiativa che si sovrappongono costantemente ed influenzano l’uno la percezione cromatica dell’altra.

Il contenuto spontaneo ed impulsivo di questi lavori tradisce l’aspetto scrupolosamente processuale che caratterizza tutta la pratica artistica della Schröder. Infatti, queste forme confuse sono il risultato di diversi strati di matita copiativa, le cui linee sottili vengono successivamente rilavorate, o persino completamente rimosse dal tratto pittorico, più concreto e lento. In questo modo diverse temporalità vengono impresse sulla tela, ma senza esaurirsi esclusivamente nei segni presenti in superficie, in quanto le proprietà chimiche della matita copiativa consentono a queste linee di dissolversi gradualmente non appena messe in contatto con i raggi solari. Con l’applicazione della pittura ad olio come strato finale, l’artista fa sì che il segno copiato venga conservato al posto dell’originale, anche se in una versione quasi monocromatica.

Al fine di individuare un nuovo legittimo uso della pittura contemporanea, queste opere non solo producono nuovi significati attraverso il processo di astrazione gestuale che le ha create, ma anche in virtù del loro ricordare azioni semplici e quotidiane, come lo scrivere a mano e lo scarabocchiare. La purezza di forme come la linea o la curva permette alla Schröder di indagare in modo più approfondito la materialità di questi gesti, e di focalizzarsi in particolare su ciò che accade ai segni scritti quando vengono portati ai limiti dell’illeggibilità. Con Spontacts FX, la ricerca di Jana Schröder sui linguaggi estetici della nostra contemporaneità raggiunge una nuova consapevolezza: la sovrapposizione energizzante di diversi strati di pittura e scrittura implica anche la capacità dell’artista di giocare con ciò che resta fuori dal suo controllo, come la metamorfosi cromatica a cui ogni dipinto è destinato dal momento in cui viene esposto.


T293
Via Ripense 6
00153, Roma, Italia
T +39 06 89825614
F: +39 06 89825589
Martedì/Venerdì 14 – 19
Sabato su appuntameto
Per informazioni generali
e-mail info@t293.it

pubblica:

Maurizio Elettrico. Supernaturalis Historia

Maurizio Elettrico
Supernaturalis Historia
Saga sulla Divina Natura del Potere Bioaristocratico
a cura di Eugenio Viola

PAN Palazzo delle Arti Napoli
opening:
30 settembre ore 19.00
dal 1 ottobre al 18 novembre 2016
mercoledì - sabato, 9.30 - 19.30
domenica, 10.00 - 14.30

PAN Palazzo delle Arti Napoli
Via dei Mille,60 - 80121 Napoli
pan@comune.napoli.it


Supernaturalis Historia. Saga sulla Divina Natura del Potere Bioaristocratico, è una mostra, a cura di Eugenio Viola, che racchiude un corpus di lavori ispirati a Lo scoiattolo e il Graal, monumentale saga epico-erotica in sette volumi concepita, scritta ed illustrata da Maurizio Elettrico nei suoi ultimi dieci anni di attività.
Elettrico è un artista complesso: erudito, istrionico, irriverente, ironico, blasfemo, iconoclasta, la cui ricerca si nutre di una teoria e una pratica dell'arte intese come trasgressione, mentre l’aspetto formale, sempre enfaticamente estetizzante, emerge dall’ibridazione di motivi e linguaggi arditamente eterogenei, espressi attraverso una pluralità di media che fondono presente e passato, la complessità del mito e le deviazioni di una sacralità profana. In questo modo, stimoli diversi convergono in un immaginario rutilante, ludico e seducente, che cede, non di rado, ad un compiaciuto ed ostentato decorativismo.

Analogamente nella sua opera letteraria, di cui Lo scoiattolo e il Graal è esempio emblematico, Elettrico contamina generi letterari diversi e molto distanti tra loro: dal racconto epico al fantasy, dal romanzo storico a quello cyber-erotico, per restituire una narrazione debordante di rimandi teologici, filosofici, araldici, esoterici ed alchemici. L’artista descrive un mondo futuribile e scellerato, abitato da guerre, amori, sesso, intrighi politici ed estremismi religiosi, in cui spesso i limiti umani e, più in generale, della natura, per effetto della magia o della scienza sono ampiamente superati.

I sette volumi, come le opere in mostra (dipinti, sculture, disegni e installazioni), restituiscono una mitologia perversa, popolata da numerosi personaggi che si autocelebrano e sono sostenuti ideologicamente da religioni debordanti fanatismo e intolleranza. Un futuro iperumanista e distopico, in cui la Terra subisce il dominio di una nuova specie umana, frutto di raffinate manipolazioni genetiche: la “Bioaristocrazia”, caratterizzata da una potente vocazione artistico-demiurgica, poiché in grado di modellare tanto la materia organica che quella inorganica. Data la loro “divina natura”, i Bioaristocratici regnano sulle altre due specie umane abitanti la Terra: i “Naturali”, del tutto simili agli uomini attuali, ed i “Selvatici”, di aspetto umano ma dall’intelligenza animale. Di qui il titolo della mostra, che da un lato, per l’aspetto “classicamente” classificatorio fa ironico riferimento alla Naturalis Historia (77-78 d.C.) di Plinio il Vecchio, dall’altro alla componente fantascientifica, ampiamente presente nei tre libri, come in tutta l’opera di Elettrico: entrambi sono arricchiti e sostenuti dal cortocircuito generato dall’incontro, spiazzante, tra arcaismo e avvenirismo.

In ossequio a questo doppio registro, verbale e visuale, le opere in mostra sono alternate ad un abbondante corredo di natura testuale: i primi tre volumi della saga, esposti nella loro valenza installativa, compongono un monumentale story board. Le opere, concepite per suggerire, visivamente, metamorfosi inusitate ed accostamenti anche azzardati, a loro volta sottendono un insieme potenzialmente infinito di meta-narrazioni, generando un abile gioco di richiami e rispecchiamenti che attua un continuo scambio di segno e significato tra linguaggi espressivi solo apparentemente diversi, ma in realtà convergenti in un’attitudine spregiudicatamente combinatoria, imposta da Elettrico a vicende e personaggi, attraverso sottili giochi di variazioni e detonanti spiazzamenti figurali.

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2016

Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee. Si tratta di un’occasione di straordinaria importanza per riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana.
All’iniziativa, com’è ormai tradizione, aderiscono anche moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che spesso arriva a superare i mille eventi.
Uno straordinario racconto corale che rende bene l’idea della ricchezza e della dimensione “diffusa” del Patrimonio culturale nazionale: da quello più noto dei grandi musei alle meno conosciute eccellenze che quasi ogni paese può vantare e deve valorizzare.
Per queste ragioni il MiBACT ha sempre colto occasioni come quella delle GEP per promuovere la progettualità elaborata dai singoli Istituti e continuare a rafforzarne lo stretto legame con i rispettivi territori e con le loro identità culturali.

In occasione dell’ultima edizione (#GEP2015: www.beniculturali.it/GEP2015) la partecipazione di pubblico è stata superiore a ogni aspettativa con oltre 380.000 visitatori nei soli luoghi statali dotati di bigliettazione, a dimostrazione di come la domanda culturale nel nostro Paese stia progressivamente incrementando e di come iniziative volte ad approfondire la conoscenza del nostro patrimonio sotto ottiche a volte inedite, come quelle connesse alla storia dell’alimentazione nelle sue multiformi chiavi di lettura, possano contribuire a cementare il rapporto identitario tra i cittadini e il nostro comune Patrimonio materiale e immateriale.

L’edizione #GEP2016 www.beniculturali.it/GEP2016, per iniziativa del Consiglio d’Europa, sarà dedicata al tema della partecipazione al patrimonio nella direzione tracciata sin dal 2005 dalla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società, nota come Convenzione di Faro, di cui si auspica una prossima ratifica da parte del nostro Parlamento. Per tali ragioni essa si porrà in continuità con i temi e i contenuti sviluppati in occasione della “Festa dei Musei” del 2-3 luglio 2016, spostando ulteriormente l’attenzione dai Musei e dai Luoghi della cultura ai cittadini che ne costituiscono la potenziale comunità d’eredità.

Nell’art. 2 della convenzione, incentrato sulla definizione dei concetti cardine che la animano, vengono infatti introdotti i temi che saranno al centro della manifestazione:
L’eredità culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Essa comprende tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi.
Una comunità di eredità è costituita da un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici dell’eredità culturale, e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future.

Le Giornate Europee del Patrimonio avranno luogo:


sabato 24 settembre – con orari e costi ordinari nel corso della giornata e apertura straordinaria serale di tre ore al prezzo simbolico di 1 euro, con le gratuità previste consuetamente per legge.
domenica 25 settembre – con orari e costi ordinari.

Hashtag ufficiali della manifestazione: #GEP2016; #Culturaèpartecipazione

venerdì 23 settembre 2016

Land Art Campi Flegrei 2016

Land Art Campi Flegrei 2016
La pratica artistica come evento sociale

XIII edizione
24 settembre - 9 ottobre 2016

Si rinnova, a partire dal 24 settembre, alle ore 10:30, nella splendida location del Lago d’Averno, l’appuntamento annuale con Land Art Campi Flegrei, giunto ormai alla sua tredicesima edizione, sotto la direzione artistica di Davide Carnevale.

L’evento coinvolge artisti italiani ed internazionali, che attraverso i propri lavori site-specific e biodegradabili, in dialogo col paesaggio, offrono all'immaginario collettivo una nuova mappa mentale dei luoghi, poetica e capace di orientare i visitatori alla bellezza e al mistero che li circonda.

Le opere biodegradabili, saranno lasciate al ciclo vitale della natura, alla sensibilità e al rispetto dei visitatori.

Il progetto internazionale Land Art Campi Flegrei, portato avanti dall’Associazione Leaf, mira a connotare il parco dei Campi Flegrei come museo a cielo aperto e intende valorizzare il potenziale turistico – rurale della zona e coinvolgere le amministrazioni, i produttori locali e la comunità, rendendoli protagonisti di una nuova cultura dell’accoglienza.

Il lago d'Averno è visitabile gratuitamente dalle prime luci dell’alba al tramonto e comodamente raggiungibile a piedi (scelta consigliata), da Napoli, con la ferrovia Cumana (fermata Lucrino).

In auto, invece, dall’uscita 14 (Arco Felice) della Tangenziale, proseguendo in direzione Bacoli e seguendo le indicazioni, da Lucrino in poi, per il Lago d’Averno (il tragitto in macchina è consigliato prima delle dieci del mattino, per evitare il traffico).

La visita dell'intero sentiero culturale Land Art è di circa 3 km.
E’opportuno indossare scarpe comode e munirsi di bottiglietta d'acqua.

Una passeggiata nella natura, oltre che salutare per il corpo, è un modo per ritrovare un senso di pace e tranquillità “No stress”.


ARTISTI PARTECIPANTI ALL’EDIZIONE 2016 - istallazioni

Anna Colmayer | Carmen Guadagni | Maria Teresa Monda | Francesco Felaco | Daniela Morante | Salvatore Manzi | Anna Ananyeva | Giusy Galbiati | Veronica Rastelli | Andrea la Puca | Angelo Marra | Maria Gagliardi | Paco Marpa e Danzatori Atei | Anna Maglio | Consiglia Giovine | Rosaria Aurilia | Laura Gigante | Renato Scarpitti | Rosario Renino | Giovanni Verricchio| Luciano Romualdo | Nora Roecher | Patrizia Poletti | Maria Rosaria Pappalardo | Elvia Coppola | Angelo Coppola | Diana D'ambrosio | Rosanna Iossa | Gianfranco Coppola | Massimo Coppola | Michele Attianese | Vito Egidio Ungaro | Lucio de Simone | Paola di Celmo | Alessia Brancaccio | Alessandra Barretta | Milena Gallo | Rosanna Di Lisio | Rosaria Matarese | Alessandro Aiello | Lello Ariante | Lello Lopez | Sergio Gioielli | Mina di Nardo | Daniela Gorla Bruno Francese | Franco Illiano | Nello Mocerino.

In collaborazione con le associazioni Artstudio'93 e For Art.


PROGRAMMA DEGLI EVENTI


Sabato 24 settembre

ore 10.30 | Cerimonia per la terra flegrea a cura dell’Associazione Cerchio Aperto (drum circol e rito corale )
ore 11.00 | Riva pedonale del lago d'Averno - Inaugurazione sentiero dell'arte,
ore 16.30 | Area Limoneto - Simposio “Il delirio dell'arte contemporanea “ - la funzione sociale dell'arte ?
A cura di Francesco Escalona e Davide Carnevale.

Domenica 25 settembre

ore 11.00 | Per gli eventi di POESIA Letture poetiche a cura di Cinzia Caputo .
lettura tratte da Persefone, la spiga e il melograno (Ed. Valtrend). Partecipano i poeti : Tullia Bartolini, Alfonsina Caterino, Alberto di Palma, Maria Papa Ruggiero .

18.30 | Area Teatro Bianco - Per gli eventi di TEATRO Il fallimento del ragno claudicante Compagnia Corpi di Teatro. Regia Cristiana Liguori, con: Flora Palmieri, Maria Assunta Bruno, Serena Costantino.

Sabato 1 ottobre

ore 11.00 | Per gli eventi di TEATRO Fiaba di Carla Guardascione
ore 16.30 | Per gli eventi di POESIA Enzo Crosio, Mena Caputo

Domenica 2 ottobre

Ore 10.30 | Giardino dell'Orco (riva sinistra Lago d'Averno) - PERFORMANCE “Il terzo paradiso” a cura della Fondazione Pistoletto, con gli studenti del Liceo Artistico/Coreutico Suor Orsola Benincasa. In collaborazione con Artstudio'93.

Sabato 8 ottobre

ore 16.30 | Area limoneto – Per gli eventi di POESIA Assunta Esposito, Ernesto Salemme

Domenica 9 ottobre

ore 16.00 | Area limoneto – Per gli eventi di POESIA Incursione poetica a cura di
Angela Mallardo e Rita Cottone

ore 16.30 | Area Teatro Bianco - DANZA CONTEMPORANEA In balia Coreografia di Viviana Petrone. Danzano gli alunni della II° e III° classe del Liceo Coreutico Suor Orsola Benincasa.
In collaborazione con Artstudio'93.

Mappa e programma degli eventi sul sito ufficiale www.landartcampiflegrei.com


giovedì 22 settembre 2016

L’enigma della Bellezza | Forma e Contenuto


Evento espositivo a cura di Barbara Martusciello: "L’enigma della Bellezza | Forma e Contenuto" _ Installazioni e mixed media: Luca Capuano, Pietro Fortuna, Simone Racheli, Virginia Ryan, Lapo Simeoni, Alessandro Valeri; Fotografia: Elio Di Girolamo, Franz Gustincich, Guido Laudani, Annamaria Mazzei, Claudio Nardulli, Claudio Orlandi; Gif animate: Chiara Pellicano

Inaugurazione: sabato 24 settembre 2016, ore 18.00
Terme di Salice, Godiasco Salice Terme (PV)

L’enigma della Bellezza | Forma e Contenuto è una mostra tematica – a cura di Barbara Martusciello – che si articola all’interno delle magnifiche Terme di Salice a Godiasco Salice Terme. La località, che si trova in quella parte della provincia di Pavia tra Piemonte ed Emilia-Romagna nota come Oltrepò Pavese, divenne una raffinata stazione di sosta già nell’Ottocento e, negli anni Venti e Trenta del Novecento, vide soggiornarvi turisti eccellenti. Illustri personalità tra le quali la poetessa Ada Negri e il futurista Filippo Tommaso Marinetti, come altri ospiti apprezzavano i benefici delle acque sulfuree della fonte Mont’Alfeo, tra le più ricche d’idrogeno solforato d’Italia, e di quella salsobromojodica della fonte Sales, entrambe presumibilmente conosciute e usate già in epoca romana. Gli ospiti delle Terme erano attenti alla propria salute e a una ritrovata bellezza che molto dipendeva anche dal fulgore dei luoghi, tra i quali il parco secolare, e da una predisposizione d’animo che permetteva alla mente di ricaricarsi e di ritrovare vigore e al corpo di trarre benefici e colmarsi di nuovo allure. Quelle connessioni e la memoria di tale milieu culturale trovano un ideale compimento oggi, nella collettiva presentata negli interni dell’attuale edificio termale. Non è un caso che L’enigma della Bellezza | Forma e Contenuto tragga ispirazione da impulsi letterari e poetici: dalla frase del grande scrittore e filosofo russo, Fëdor Dostoevskij, “La bellezza, è un enigma”; o dalla saggia riflessione del filosofo cinese Confucio, “Ogni cosa ha la bellezza, ma non tutti la vedono”. I due assunti confermano un intendimento della Bellezza come misterioso insieme di Forma e Contenuto – appunto –, di Estetica ed Etica, concretezza e idealità e soprattutto di proporzione e asimmetria, secondo l’idea di Charles Baudelaire: “(…) l’irregolarità, ossia l’imprevisto, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza”. Su queste basi si confrontano in maniera eterogenea alcuni noti autori del panorama artistico italiano accanto ad alcuni emergenti. Luca Capuano, Pietro Fortuna, Simone Racheli, Virginia Ryan, Lapo Simeoni, Alessandro Valeri propongono installazioni e opere mixed media di intensa concettualità e appositamente allocate negli spazi del centro termale, dove attuano un accattivante cortocircuito in cui ogni singolo lavoro emerge come un’ambientazione visiva dalla forza espressiva coinvolgente. Lontanissima dal didascalico. In mostra sono esposte anche le fotografie di Elio Di Girolamo, Franz Gustincich, Guido Laudani, Annamaria Mazzei, Claudio Nardulli, Claudio Orlandi, diverse per lessico e sviluppo del tema dato ma con una comune elaborazione poetica: disgiunta da trattazioni esplicative. Sono inoltre attivati dispositivi per la visione delle GIF animate di Chiara Pellicano che, impostate su un registro visivo grafico, affrontano la tematica portante con elegante ironia ma suggerendo interrogativi problematici.
Tutte le opere, accompagnate da specifiche frasi sul tema ad accennare tracce evocative, creano un percorso d’arte dentro la bellezza e un coinvolgimento sensoriale attraverso materiali, composizioni, stili e linguaggi diversi che gli artisti adottano esprimendo una personale idea di Bellezza non necessariamente associata al corpo o alla femminilità, ma come espressione della varietà e complessità del concetto di estetica, di possibile incanto, di energia, di fascino rintracciabile negli elementi sia tangibili sia immateriali dell’esistenza nelle sue pieghe luminose ma anche più oscure.

Info mostra

• L’enigma della Bellezza | Forma e Contenuto - A cura di Barbara Martusciello
• Installazioni e mixed media: Luca Capuano, Pietro Fortuna, Simone Racheli, Virginia Ryan, Lapo Simeoni, Alessandro Valeri; Fotografia: Elio Di Girolamo, Franz Gustincich, Guido Laudani, Claudio Orlandi, Claudio Nardulli, Annamaria Mazzei; Gif animate: Chiara Pellicano
• Organizzato con: Terme di Salice e Caffè bagni con Galliano Balestrucci
• Inaugurazione: sabato 24 settembre 2016, dalle ore 18.00
• Durata: dal 24 settembre all’8 ottobre
• Luogo: Terme di Salice
• Indirizzo: via delle Terme, 22 Godiasco Salice Terme (PV)