lunedì 25 giugno 2018

Italy di Maurizio Savini



Venerdì 29 giugno alle ore 19:00 Spazio NEA inaugura “Italy”, personale di Maurizio Savini. A cura di Graziano Menolascina, la mostra sarà visitabile fino al 31 luglio 2018. 

Un preciso momento storico con l’Italia fuori dai mondiali (ma dentro l’Europa?) e in una fase (la terza?) delicata per la Repubblica. Italy: una mostra pop, che racconta a suo modo la storia d’Italia, vista così come un palloncino che prende forma da un chewing gum, eternamente pronto a scoppiare.

La galleria napoletana di Luigi Solito, che in controtendenza negli 8 anni dalla sua apertura ha sempre prediletto la massima fruibilità, volutamente inaugura in un periodo in cui la programmazione espositiva in città si ferma. Allo Spazio NEA, luogo di incontri e di intrattenimento oltre che sede della casa editrice IEMME, per tutti i giorni del mese di luglio e parte di agosto, dalle 9 del mattino fino alle 2 di notte, sarà sempre possibile visitare l’installazione pensata da Maurizio Savini per la sede di piazza Bellini.

Italyè un instant exhibitvoluta fortemente dal curatore Graziano Menolascina che per l’occasione descrive cosi Maurizio Savini: «Amatissimo il suo lavoro, da sempre suscita in chi lo guarda emozioni forti e contrastanti, rappresentando valori e desideri di un’epoca. È la personificazione di quelle trasformazioni sociali che hanno caratterizzato una società concreta e talvolta superficiale, generatasi tanto dalle opportunità quanto dagli eccessi. La sua arte fa riferimento all’estetica degli oggetti comuni attraverso il recupero di un bene di consumo di massa quale il chewing gum. Siamo di fronte ad una nuova versione di Pop Art che negli anni sessanta aveva portato una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’arte. Nasce una nuova mitologia collettiva, un mondo fatto di fiabe, personaggi e soggetti alla Fratelli Grimm. Innocente, spinto dalla nostalgia e dal desiderio, il suo lavoro per molti versi rimane velato da un certo mistero proprio perché l’artista raramente si sbilancia nel criticare il mondo colorato e superficiale da cui attinge. Osserva senza condannare, gioca con il sistema, traccia un quadro ottimista della figura dell’artista, come se in questo caso l’arte si fosse paradossalmente integrata nella società di cui è specchio».

Spazio NEA ringrazia Nicola Pedana per il prezioso contributo alla realizzazione della mostra.

Nel più ampio scenario di interdisciplinarietà tecnica e artistica, e rinnovando l’annuale appuntamento ormai consolidato con lo Spazio NEA, in occasione dell’inaugurazione la Scuola italiana di COMIXnapoletana completerà il programma della serata con le premiazioni di fine anno dei propri studenti. Dalle ore 20:00.

L’evento sarà arricchito da un selector di musica elettronica.


Profilo biografico

Maurizio Savini(Roma, 1962) ha studiato storia dell’arte e dello spettacolo. Tiene la sua prima mostra personale a Düsseldorf; in seguito a Parigi, Lione, Londra, Amsterdam, Taipei, Havana, Edimburgo, Berlino e New York. Attivo sin dal 1990, realizza le scenografie per il Parsifaldi R. Wagner (regia di Peter Stein) a Salisburgo e nel 2002 per La fin de joursa Bologna e a Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino. L’anno seguente progetta due mostre personali a Roma: “Bassa fedeltà” e “Tabula Casa”. Sono del 2008 le installazioni per il museo di Saint Etienne e per il museo d’arte contemporanea di Lione; partecipa alla quadriennale di Roma. Lavora per progetti culturali (Parigi e Vladikavkaz) e nel 2009 realizza un’opera permanente per lo spazio del M.A.C.R.O. di Roma e una grande scultura per l’università “Luiss” di Roma. Con Pietro Ruffo nel 2010 realizza “Il Canto della terra” (Montepulciano); nel 2011 partecipa alla biennale di Venezia, in una sezione speciale della Fondazione Roma, ed espone negli spazi della galleria Tedeschi di Torino. È del 2013 “Potenza della delusione” nel Complesso Monumentale del Vittoriano. Vive e lavora a Roma.



artista: Maurizio Savini
titolo: Italy
durata: 29 giugno - 31 luglio 2018
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 - Napoli
orario: lunedì - domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 081 18705839 | info@spazionea.it

Luca Coclite. Luogo, anti-luogo e relax



Per il settimo appuntamento di Showcase, il Museo Pino Pascali ospita fino al 23 Luglio 2018, lo spazio di ricerca e produzione artistica RAMDOM con la mostra “Luogo, anti-luogo e relax” di Luca Coclite. 
Al centro del progetto espositivo vi è l’analisi di una parte del territorio salentino, della sua trasformazione paesaggistica e dei suoi cambiamenti politici e sociali. Partendo dall’architettura delle colonie estive come dispositivo politico, l’artista intende d’indagare alcuni dei fenomeni che hanno interessato la Puglia dagli anni 50 ad oggi. 
Per l’occasione, nella project room del museo, verranno presentati Imaginary Holidays (2014) e Hall (2017), progetti-matrice di questa ricerca. 
Imaginary Holidays (2014), si presenta come la rivincita della fragilità del paesaggio sulla volontà dominatrice dell’uomo, ridimensiona gli interessi sulla gestione regolamentata per i luoghi che sfuggono al controllo ed emancipa le proprie rovine che si fanno identità. 
Hall (2017), invece, ripercorre le funzioni assunte nel tempo dall’ex colonia Regina Pacis di San Foca: dalla disciplina educativa della colonia, alla detenzione dei migranti, per giungere alla più attuale speculazione turistica e al consumo standardizzato nei resort di lusso. Senza soluzione di continuità le tre prospettive attraversano il grande fraintendimento sul significato di accoglienza e di ospitalità, mettendo in gioco una molteplicità di dicotomie e ponendo innumerevoli interrogativi sugli attuali sistemi di controllo che gravitano sul nostro corpo individuale, sul linguaggio collettivo, sulla sospensione del tempo ordinario, sulla speculazione del paesaggio e sulla sua trasformazione. Elementi che caratterizzano la ricerca dell’artista, che indaga con interesse estetico le relazioni tra architettura, paesaggio e cambiamenti sociali. 

Luca Coclite (1981, Gagliano del Capo, LE, IT) è artista visivo, ha partecipato a diversi programmi di residenza nazionali e internazionali. Nel 2017 vince il premio NCTM e L’Arte con il quale realizza un progetto di residenza presso l’Experimental Intermedia di New York. È vincitore del premio Video Art Award del Centro Luigi Di Sarro in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria (Cape Town, Sud Africa, 2018). La sua ricerca consiste nell’analisi dell’immagine contemporanea legata al paesaggio e all’architettura, come terreno sul quale indagare i diversi fattori e contesti sociologici che ne scaturiscono. È impegnato in diversi progetti artistici e curatoriali come Ramdom e il progetto Casa a Mare. Collabora come docente di video presso Spazio Labò a Bologna.


SHOWCASE

RAMDOM presenta
Luca Coclite – “Luogo, anti-luogo e relax”
fino al 23 luglio 2018
Museo Pino Pascali

FONDAZIONE PINO PASCALI
VIA PARCO DEL LAURO 119 - 70044 POLIGNANO A MARE (BA) – 


lunedì 18 giugno 2018

Ho Kan. Beyond Colors and Shapes



La Villa Reale di Monza dedica fino al 9 luglio una retrospettiva all'artista Ho Kan, considerato oggi uno dei grandi pionieri dell’astrazione cinese. La rassegna organizzata da BIG Eyes International Vision di Milano e da Chini Gallery di Taiwan, si avvale dei Patrocini della Regione Lombardia e del Comune di Monza.
La mostra presenta, attraverso 60 opere selezionate dalla curatrice Sabine Vazieux, l’intero percorso creativo del maestro, partendo dagli anni Cinquanta fino al 2010. Mette in evidenza la particolarità della pittura geometrica astratta di Ho Kan e nello stesso tempo ci rivela la sua genesi, presentando per la prima volta anche alcuni disegni realizzati a Taiwan negli anni Cinquanta. Il percorso si conclude con una selezione di dipinti recenti affiancati ad alcune sculture realizzate in collaborazione con lo scultore Yang bei-Chen. 
Il viaggio artistico di Ho Kan è punteggiato da eventi storici che ci immergono inesorabilmente nella storia della Cina e ci spiegano come mai l’artista fu costretto a lasciare il suo paese per trovare rifugio a Taiwan nel 1949, per poi imbarcarsi nel 1964 dal Vietnam in direzione della Francia e infine trovare domicilio a Milano, dove risiederà per oltre cinquant’anni. 
In questo nuovo mondo che si manifesta a lui per la prima volta, scopre gradualmente l’arte surreale e astratta occidentale e acquista familiarità con la tecnica della pittura ad olio fino allora sconosciuta in Asia. Queste nuove scoperte gli permettono di registrarsi nella modernità, pur mantenendo profonde radici nella cultura orientale.
Al crocevia tra l'Oriente e l'Occidente, Ho Kan ha inventato un'arte unica, partecipando al rinnovo della pittura cinese del XX secolo.


LA MOSTRA
Il percorso si snoda lungo sei sale al primo piano nobile della Villa e segue un criterio cronologico.


Sala A Gli anni 50-70: da Taipei a Milano
I primi insegnamenti alla pittura gli vengono dal nonno, famoso calligrafo, con cui vivrà dopo la morte prematura del padre. Nel 1949 parte per Taiwan e l'anno successivo entra nel Dipartimento Provinciale di Belle Arti a Taipei. Trovando l’insegnamento troppo accademico, nel 1951 inizia a frequentare lo studio del famoso pittore Lee Chun-Shan, qui scopre i nuovi movimenti artistici occidentali e viene spinto a sviluppare la propria creatività, orientandosi verso uno stile surreale. Nel 1956, Ho Kan fonda il Ton Fan Art Group, con altri sette artisti amici dello studio di Lee Chun-Shan. Rompendo così con l’arte accademica. Questo, gruppo, fino al suo scioglimento nel 1971, ha svolto un ruolo importante per lo sviluppo dell'arte d’avanguardia taiwanese. Il forte interesse di Ho per la pittura lo spinge a viaggiare in l'Europa e nel 1964 a Milano, dove si trasferisce. I suoi interessi si spostano verso l'astrazione geometrica pur mantenendo sempre evidenti i suoi riferimenti con la cultura asiatica. Durante il suo primo periodo milanese, utilizza i toni del blu scuro e del verde, che rimandano a un senso di malinconia associata alla nostalgia del suo paese d’orgine.


Sala B Gli anni 80-90: segni e forme di calligrafia 
In questo periodo la sua tavolozza diventa più gioiosa. A prima vista, alcune delle sue opere geometriche sono più vicine all'arte astratta occidentale, mentre altre adottano uno stile più libero. Gli piace dipingere piccole linee nere, evocando i sino grammi cinesi, che sembrano fluttuare in assenza di gravità nello spazio pittorico, come soffiato dal vento. Questo nuovo approccio al segno, astratto e poetico, apre un infinito repertorio immaginario. Cerchi, triangoli e lo spazio che circonda queste forme, sono anche riferimenti alla calligrafia cinese, che egli le purifica per mantenere solo la struttura.

Sala C-D Gli anni 2000: la fusione perfetta 
Ho Kan va oltre, trasforma la dualità culturale est-ovest in una vera e propria fusione tra due culture. Si tratta di un periodo d’apogeo, dove riesce a creare una perfetta armonia tra le forme e i colori. Usa tinte scure per ombreggiare la luminosità dei colori come il rosso, l'arancio o il verde, ponendo le opere in una situazione di assoluto equilibrio. Nella serie "Origin" e "Development", l'uso di piccoli punti si riferisce all'estetica cinese: "un singolo tocco di rosso tra migliaia e migliaia di verdi".


Sala E Ho Kan oggi: La spiritualità
Questo periodo di maturità porta alla luce una spiritualità evidente nel suo approccio artistico. La semplificazione delle forme e l'uso minimo di colori nella composizione unisce il buddismo di Kan e il Taoismo. Durante il suo lavoro, sviluppa uno stile geometrico astratto ma non cede mai alla geometria pura; Le sue linee mantengono, alla base, la vivacità e l'energia calligrafica derivante dal suo patrimonio culturale.


Sala F L'ambivalenza dell'astrazione
L’ultima stanza ci invita a riflettere sul mondo onirico dell'artista e sui simboli che egli utilizza. La nostra immaginazione ci porta a interpretare e identificare gli elementi visivi dei suoi dipinti, alla maniera dei sinogrammi cinesi che a volte evocano forme figurative visive.
Si può immaginare di vedere delle figure (un pesce colorato, un uccello ecc.), ma in realtà è il frutto del caso. Queste coincidenze si ricollegano al pensiero taoista Wei Wu Wei, vale a dire all’agire, senza agire.  Così, astratto o figurativo? Per l'artista Ho Kan, questa non è la domanda. Ciò che conta per lui è soprattutto il piacere della pittura.



HO KAN E L’ITALIA
Ho Kan dal 1964 ha sempre vissuto e lavorato a Milano, pur ritornando spesso e per lunghi periodi nella sua terra d’origine e a Taiwan, dove ha esposto per Gallerie importanti come la Liang Gallery e la Chini Gallery. 
In Italia è venuto in contatto con numerosi artisti quali Gianni Brusamolino, Enrico Cattaneo, Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Nino Di Salvatore, Alfredo Mazzotta, Mario Nigro, Angela Occhipinti, Turi Simeti. Nel 1964 la storica Palma Bucarelli lo nota in una mostra al Palazzo delle Esposizioni dove espongono tra gli altri, Hsiao Chjin, Hisia Yan e Po-Hong e lo invita a esporre un dipinto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, opera che poi l’artista donerà al Museo. 
Nel 1973 Vanni Scheiwiller gli dedica un libro delle sue edizioni All’insegna del Pesce d’Oro scrive di lui “Silenzioso, modesto, irriducibile; da anni lo ammiro perché mi insegna la grande pittura senza immagine: da ascoltare prima ancora di vedere. Una pittura che non grida mai.” Hanno scritto di lui Giulia Veronesi, Elena Pontiggia, Alberto Veca, Maria Campitelli, Luca Pietro Nicoletti, Miklos N. Varga e molti altri.
Sue opere sono state esposte anche in Svizzera (Berna, Soro e Grans ), Corea (Seoul) e Giappone (Tokyo), Italia (Milano, Firenze, Bologna, Castellanza, Ferrara, Como, Lecco ecc.) e in China. 
La rassegna alla Villa Reale di Monza è la seconda retrospettiva dopo quella del 2016 al Taipei Fine Arts Museum di Taiwan, dal titolo “Reverberations - HO KAN”.



INFORMAZIONI
HO KAN. Beyond colors and shapes 
Villa Reale di Monza ǀ Sale di rappresentanza - Primo Piano Nobile ǀViale Brianza 1 ǀMonza
Inaugurazione: sabato 9 giugno ore 11.30. Fino al 9 luglio 2018

Mostra a cura di Sabine Vazieux
Organizzazione ǀ BIG Eyes international Vision, Milano; Chini Gallery, Taiwan; Villa Reale, Monza
Con il Patrocinio di ǀRegione Lombardia e Comune di Monza
Comunicazione ǀAlessandra Pozzi ǀTel. +39 3385965789 ǀ press@alessandrapozzi.com ǀ @alessandrapozzistudio


Info mostra ǀ BIG Eyes vision internationalǀ press@alessandrapozzi.comǀ@HoKanRetrospettiva
Biglietto d’ingresso alle Sale di rappresentanza ǀ Intero: € 8,00 Ridotti: € 6-4,00
Orariǀ Da martedì a domenica 10 – 19 ǀlunedì chiuso ǀ Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Bookshop ǀ Tel. +39 0392327348 ǀ bookshop@villarealedimonza.it


Come arrivare
TRENO_La fermata ferroviaria più vicina è Monza FS, distante circa 2 km (circa 25 minuti a piedi)
AUTO_Da Milano, Como, Varese o Lecco: seguire indicazioni per Monza – Villa Reale
Parcheggio_Viale Regina Margherita, Via Petrarca e Viale Cavriga (Parco di Monza)


pubblica: 

Caterina Arcuri. Lapsus Temporis


Al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia il secondo momento dedicato a Lapsus Temporis, installazione site specific di Caterina Arcuri, nell'ambito del progetto Ceilings, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria. Dopo la presentazione dello stesso nel mese di marzo, alla presenza della direttrice del Museo dott.ssa Adele Bonofiglio, del curatore del progetto Simona Caramia e dell'artista Caterina Arcuri, in questa occasione si mostra l'esito di una sentita ricerca, volta alla scoperta della collezione permanente del Museo e del recupero della tecnica tradizionale della ceramica.

L'intervento di Caterina Arcuri difatti si pone in relazione con lo spazio architettonico e con i reperti del Museo, in particolare con la Laminetta orfica. Il progetto affronta dunque il tema del viaggio, dell'attraversamento, indagato come condizioni esistenziale di continua ricerca, di incontro senza fine, evocato nelle molteplici implicazioni individuali e collettive. Il viaggio di Arcuri ammalia, conducendo lontano dai confini del corpo, dai limiti del pensiero e della conoscenza, lontano da tutto ciò che è “approdo sicuro”. Lapsus Temporis consta nell'installazione di un gruppo di foglie, o barche, che trasportate dolcemente dalla corrente, percorrono distanze potenzialmente infinite, andando verso un oltre imperscrutabile. L'opera è emblema di un viaggio composto, rigoroso - il rigore caratterizza tutta la ricerca di Arcuri -, compiuto nel tempo e al di fuori di esso, giacché l'esito del viaggio sfugge, come dato certo ed oggettivo, alla vista dell'osservatore; né tanto meno si pone come prerogativa prima dell'artista. Metafora dell'attraversamento, che non si cura della mèta ultima, Lapsus Temporis traccia un viaggio poetico, capace di suggestioni profonde, di evocare immagini forti, dense di pathos. Sospese, cullate, sostenute da un mare invisibile, ma al contempo presente nell'immaginazione di chi guarda, queste barche procedono silenziose e solenni; senza indugiare affrontano il loro percorso. L'artista non abbandona mai la vocazione mitopietica, che è propria della cultura mediterranea di cui il suo lavoro è imbevuto e del quale vi sono evidenti rimandi in tutti i suoi cicli di opere, così le superfici lisce e bianche diventano apertura, possibilità-capacità di riflessione, che conduce all'attraversamento. Le sue superfici sono membrane sottili che protendono verso "quest'oltre imperscrutabile". L'arte di Arcuri innesca un dispositivo di appropriazione graduale del sapere, per il quale si compie l'esperienza immersiva (della conoscenza) nel “mare” della natura e dell'essere.

Lapsus Temporis è parte integrante di Ceilings, progetto che mira al consolidamento della rete museale calabrese, attraverso una serie di interventi permanenti di arte contemporanea e di attività laboratoriali; il progetto vanta un accordo di valorizzazione con il Polo Museale della Calabria, con il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, il Museo Archeologico Nazionale di Monasterace, nonché il patrocinio di Provincia di Catanzaro, Comune di Catanzaro – Assessorato alla Cultura di Catanzaro, Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro, Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. - Servizi Museali MARCA di Catanzaro, Comune di Cropani, Comune di Tiriolo, Comune di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Cooperativa ViviKaulon.

CEILINGS. MUSEI IN RETE
a cura di Simona Caramia

CATERINA ARCURI
LAPSUS TEMPORIS

Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

La mostra è visitabile fino al 30 novembre 2018

Theorema di Giulio De Mitri​

​Giovedì 21 giugno alle ore 11:00 ​presso il Bastione aragonese del Museo Archeologico di Santa Scolastica della Città Metropolitana di Bari, ​conferenza stampa sull'installazione ambientale site specific Theorema di Giulio De Mitri, considerato tra i protagonisti della Light Art e noto a livello nazionale e internazionale.
L'esposizione offrirà uno spaccato attuale dell'opera dell’affermato artista pugliese, da oltre quarant'anni impegnato a dare al proprio lavoro un valore sempre nuovo, sempre carico di stimoli e di significati. La mostra del De Mitri, immersiva e contemplativa, offre quindi un'attenta ricerca che spazia tra minimalismo mediterraneo, arte sociale e light art, in grado di evocare i grandi temi esistenziali e rappresenta la cifra espressiva di un artista tra i più significativi della sua generazione.
La mostra resterà aperta fino al sino al 30 settembre p.v.


Bastione di Santa Scolastica, Bari
Lungomare Imperatore Augusto – Largo Nino Lavermicocca

Giorni e orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00; domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00; martedì chiuso.
​info​
tel.080.5412394;

giovedì 14 giugno 2018

Alle Terme di Caracalla Mauro Staccioli, Sensibile ambientale

Mauro Staccioli. ph. Amalia Di Lanno. Roma, Terme di Caracalla



Le Terme di Caracalla ospitano Mauro Staccioli. Sensibile ambientale, la prima grande retrospettiva dedicata all’artista toscano dopo la sua scomparsa all’età di 80 anni lo scorso primo gennaio. Promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con la Galleria  Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Archivio Mauro Staccioli e con Electa, la mostra ripercorre le diverse fasi creative dello scultore, la sua ricerca inesausta, la sua volontà  di rapporto tra scultura e ambiente.
Dal 13 giugno al 30 settembre 2018 ventisei opere di Staccioli si confrontano con i monumentali spazi delle Terme di Caracalla e dei suoi sotterranei. Un percorso, a cura di Alberto Fiz, che fin dal titolo, Sensibile ambientale, vuole sottolineare come questa mostra sia dedicata all’artista italiano contemporaneo –celebrato anche in Europa e negli Stati Uniti– che ha più avvertito il rapporto tra l’opera e il luogo che la circonda e in cui essa si colloca.



TERME DI CARACALLA
Viale delle Terme di Caracalla - Roma - Lazio
fino al 30 settembre 2018
Mauro Staccioli_Sensibile Ambientale
a cura di Alberto Fiz
dalle 9.00 alle 19.15 fino al 31 agosto dalle 9.00 alle 19.00 dal 1 al 30 settembre tutti i lunedì dalle 9.00 alle 14.00
Biglietti: intero 8 euro ridotto 4 euro riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente
Patrocini: promotore Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio in collaborazione con Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma Archivio Mauro Staccioli
Editori: ELECTA


Mauro Staccioli. ph. Amalia Di Lanno. Roma, Terme di Caracalla



mercoledì 13 giugno 2018

Tutta l’Arte è imitazione della Natura



Saranno 26 gli artisti di livello internazionale che esporranno al Museo Orto Botanico di Roma. Una mostra collettiva che avrà come protagonista assoluta la Natura.

Con l‘affermazione “Tutta l'Arte è imitazione della Natura”, il filosofo romano Seneca descrive il legame fondamentale che esiste tra l’Arte e la Natura, nato nell’uomo attraverso l’interpretazione dell’ambiente che lo circonda, elemento fondamentale nel costante dialogo che la Natura genera con l’Opera d’Arte. Per questo, il Museo Orto Botanico rappresenta “Il luogo ideale” dove le opere artistiche andranno a ricreare un dialogo, mai scontato, ma sempre riflessivo.

Le opere collocate in diversi punti del Museo Orto Botanico, daranno vita a un percorso visivo itinerante.

Artisti in mostra
Nobushige Akiyama, Gloria Argelés, Ivan Barlafante, Ivan Calamita, Selene de Condat, Roselyne de Feraudy, Epvs, Theo Eshetu, Cristina Falasca, Geo Florenti, Andrea Fogli, Paolo Guiotto, Maya kokocinski, Cesar Meneghetti, Stefano Minzi, Daniela Papadia, Fabio Francesco Parisella, Julie Polidoro, Felipe C. Risco, Marta Roberti, Guendalina Salini, Corrado Sassi, Maurizio Savini, Guido Strazza, Riikka Vainio, Delphine Valli.


Museo Orto Botanico di Roma
L.go Cristina di Svezia 23A- 00165 Roma
Tel./fax 0649917107 (biglietteria)
web.uniroma1.it/orto botanico
info-ortobotanico@uniroma1.it

Orario di apertura: da lunedì al sabato: 9,00 – 18,30, festivi: chiuso
Ingresso 8,00 €; 6-11 anni e 65 + anni: 4,00 €
Residenti Trastevere 4 euro
Manuela Evangelista: Curatrice
Via della Lungara 3 - 00165 Roma
cell 335 253352, manuevangelista@yahoo.it 


Museo Orto Botanico di Roma
“Tutta l’Arte è imitazione della Natura” ( Seneca )
a cura di Manuela Evangelista
apertura 16 giugno 2108 e dal 18 giugno al 23 giugno 2018