domenica 19 febbraio 2017

MATERA EUROPEAN PHOTOGRAPHY 25/26 febbraio 2017


ANTEPRIMA
MATERA EUROPEAN PHOTOGRAPHY 25/26 febbraio 2017
Forum di Progetti e Proposte

 
 

 Com’è noto la città di Matera sarà Capitale della Cultura nel 2019 ed è pertanto che è nato il progetto Matera European Photography come punto di partenza per una straordinaria occasione di incontro e di confronto dedicato alla produzione delle immagini e al ruolo della fotografia nel Sud Italia.
In questa prima fase intendiamo realizzare l’ANTEPRIMA del progetto attraverso un incontro che si svolgerà nei giorni 25 e 26 febbraio 2017.
L’ANTEPRIMA è un evento di partenza che prevede due giorni di studio, di proposte e di confronto per affrontare in maniera organica e con competenze qualificate gli sviluppi possibili all’int
erno di questo territorio multiforme, attraverso la ricerca fotografica autoriale.
I percorsi possibili sono il punto essenziale del dibattito che si svolgerà con gli interventi e le proposte che saranno presentate, per garantire una linea analitica della importante testimonianza iconografica che già inizia a delinearsi nella manifestazione.
L’intento quindi è quello di avviare una rete di azioni che permettano di mettere in luce anche gli aspetti meno evidenti del tessuto sociale e urbano che determinano la struttura vitale della stessa città.
Questo momento permetterà a Matera la concentrazione di protagonisti ed esperti della ricerca fotografica e sarà un punto fermo per realizzare l’incontro tra le parti istituzionali con gli autori, con i produttori, con esperti e storici della fotografia, galleristi, curatori e giornalisti.
Per gli invitati sarà l’occasione per un approccio alla città che consentirà, tra l’altro, di entrare in contatto con le strutture e le persone che hanno creduto in un progetto ricco di contenuti che ha tenuto e terrà impegnata una intera comunità per i prossimi anni.
Il forum di idee e progetti si svolgerà all’interno delle prestigiosi sedi di Palazzo Viceconte, Palazzo Lanfranchi e Casa Cava ubicati nel centro storico e prevede una serie di interventi e di presentazioni di esperienze attuate sul tema della restituzione iconografica del territorio attraverso l’uso della fotografia, una serie di interventi da parte dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, attive nella regione.
I partecipanti al Forum sono:
Avv. Raffaello De Ruggeri – Sindaco di Matera, Dott. Achille Spada – Consigliere Regione Basilicata –  Dott. Paolo Verri – Direttore Fondazione Matera-Basilicata2019, Dott.ssa Marta Ragozzino – Direttore del Polo Museale Regionale della Basilicata, Arch. Dora Capozza – Responsabile Commissione Cultura Ambiente e Turismo dell’Ordine degli Architetti, Ing. Padula Gregorio – Presidente Consorzio Albergatori
Giovanna Calvenzi – Curatore / Consulente di Donna Moderna, Denis Curti – Curatore – Direttore Artistico della Fondazione Tre Oci di Venezia / Direttore della rivista Il Fotografo, Matteo Luigi Balduzzi – Curatore / Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo / Forma Meravigli, Antonella Pierno – Docente Accademia di Belle Arti di Brera, Sergio Camplone – Fotografo, Paola De Pietri – Fotografo, Antonio Di Cecco – Fotografo e responsabile del Progetto Confotografia, Giorgio Barrera – Fotografo e Direttore Artistico Ragusa Foto Festival, Massimo Vitali – Fotografo, Claudio Sabatino – Fotografo, Marco Zanta – Fotografo, Filippo Romano – Fotografo, Andrea Botto – Fotografo, Gianpaolo Arena – Fotografo e direttore della rivista Landscapestories e del Progetto Calamità, Francesco Radino – Fotografo, Massimo Siragusa – Fotografo, Salvatore Picciuto – Direttore Portale Myphotoportal, Pierangelo Laterza – Fotografo, Cosmo Laera – Fotografo, Giuseppe Goffredo – Scrittore e Editore / Editrice Poiesis, Roberta Fiorito – Curatrice e Responsabile Scuola di Fotografia FProject, Michela Frontino – Ricercatrice visuale e redattrice de Il Fotografo, Sandro Iovine – Direttore della rivista FPmagazine, Luca Campigotto – Fotografo, Tiziano Doria – Fotografo, Zacharie Gaudrillot-Roy – Fotografo, Melania Avanzato – Fotografo, Marco Introini –
Fotografo e docente al Politecnico di Milano, Fabrizio Bellomo – Curatore, regista, fotografo, scrittore, video-artista.
Gli interventi dei partecipanti si susseguiranno nelle due giornate, intervallati da proiezioni e presentazioni editoriali.
Nei due giorni saranno visitati una serie di luoghi di particolare interesse. Alla fine della seconda giornata saranno definite le aree di interesse per le produzioni artistiche grazie a cui Matera potrà essere finalmente pronta a presentarsi al grande evento che la vedrà Capitale della Cultura nel 2019.
Il forum è particolarmente interessante per le possibilità che offre anche alle istituzioni e agli imprenditori presenti sul territorio che vorranno approfondire le possibilità di partenariato con le attività nella bellissima città.
Le due giornate di studio sono aperte al pubblico che potrà partecipare previa iscrizione alla segreteria dell’evento ai seguenti indirizzi: 
info@materaeuropeanphotography.orghttps://www.facebook.com/MateraEuropeanPhotography/
25 Febbraio 2017
PALAZZO VICECONTE
Via San Potito, 7 – 75100 Matera, Italia
Ore 9.30

26 Febbraio 2017
CASA CAVA
Via San Pietro Barisano, 47 -75100, Matera
Ore 9.30
MATERA EUROPEAN PHOTOGRAPHY punta ad importanti risultati e si affida alla guida artistica di Cosmo Laera autore e fotografo da sempre impegnato nelle produzioni culturali, docente di fotografia all’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano il cui curriculum e elemento di garanzia per la qualità della manifestazione.
L’organizzazione e la direzione tecnica è affidata all’associazione culturale Materaw nelle figure di Roberto Linzalone e Antonello Di Gennaro.http://www.materaw.it/
Sitohttp://www.materaeuropeanphotography.org/
 info@materaeuropeanphotography.org
Facebookhttps://www.facebook.com/MateraEuropeanPhotography/
I partner che sostengono ME.PH sono:
Patrocini:
Provincia di Matera – http://www.provincia.matera.it/Provincia
Comune di Matera –
http://www.comune.matera.it/
Fondazione Matera-Basilicata 2019 –
http://www.matera-basilicata2019.it/it/
Comune di Pomarico –
http://www.comune.pomarico.mt.it/
Comune di Grassano –
http://www.comune.grassano.mt.it/
Fondazione Zétema –
http://www.zetema.org/
Università della Basilicata –
http://portale.unibas.it/site/home.html
Ordine degli Architetti della Provincia di Matera –
http://www.architettimatera.it/
UTIU/Uninettuno –
http://uninettuno.tv/
FAI Basilicata/Matera –
http://www.fondoambiente.it/Chi-siamo/Index.aspx?q=matera
Camera di Commercio di Matera –
http://www.mt.camcom.it/
Confesercenti –
http://www.confesercentimatera.it/newsite/
Parco della Murgia Materana –
http://www.parcomurgia.it/
La Scaletta –
http://www.lascaletta.net/
MUSMA –
http://www.musma.it/
Centro Carlo Levi –
http://www.centrocarlolevi.it/
Centro di Documentazione “Rocco Scotellaro” di Tricarico –
http://www.centrodocumentazionescotellaro.org/
Associazione Culturale Giuseppe Camillo Giordano di Pomarico
Momart Gallery –
http://momartgallery.it/
In collaborazione con:
Palazzo Viceconte – www.palazzoviceconte.it
Antico Convicino – www.anticoconvicino.it
Corte San Pietro – www.cortesanpietro.it
Hotel in Pietra – www.hotelinpietra.it
Hotel Sassi – www.hotelsassi.it
Le Dimore dell’Idris – www.dimoredellidris.it
Ai Quarti Sottani – www.aiquartisottani.com
Ai Terrazzini Residence – www.aiterrazzini.it
Casastella – http://casastella.it/
Hotel del Campo – www.hoteldelcampo.it
Le Monacelle Residence – http://www.lemonacelle.com/
L’Arturo b&b –
http://beb.larturo.com/
La Corte dei Pastori – www.lacortedeipastori.com
S&P ristorazione – http://www.sepristorazioni.it/
Banca di Credito Cooperativo di Alberobello e Sammichele di Bari – http://www.bccalberobello.it/index.php
AREA8 –
http://area8.it/home-area-8-ita/
Mutinati Arredamenti – http://www.mutinati.it/it/
Lion Service Srl Peugeot – http://www.concessionario.peugeot.it/lionservice
Arti Grafiche Favia – http://www.artigrafichefavia.com/
Myphotoportal –
http://www.myphotoportal.com/it/
Consorzio Casa Cava – http://www.casacava.it/
Agenzia Viaggi Lionetti –
http://www.viaggilionetti.com/
Fotocolor Liuzzi – http://www.fotocolorliuzzi.it/
Phibrilla – http://www.phibrilla.com/
F.project – Scuola di Fotografia e Cinematografia –
http://scuola.fproject.it/
Media Partner: 
Il Fotografo – http://www.spreafotografia.it/news/category/riviste/il-fotografo/ https://www.facebook.com/ILFOTOGRAFO.it/?fref=ts
FPmagazie –
http://www.fpmagazine.eu/
https://www.facebook.com/FPmagazine/?fref=ts
Il Sito Dell’Arte –
http://ilsitodellarte.blogspot.it/
Materalife – https://www.materalife.it/
Sassilive –
http://www.sassilive.it/
Webtv –
www.policorotv.it
Basilicata Magazine – http://www.basilicatamagazine.it/
 

sabato 18 febbraio 2017

Vito Masi. Al centro del cosmo


A100 Gallery di Galatina (Lecce)
AL CENTRO DEL COSMO dell’artista Vito Masi
a cura di Sergio Buoncristiano e Fiorella Fiore, con il coordinamento di Nunzia Perrone.

Le nuove opere dell’artista lucano di origine belga evidenziano il suo ritorno verso una certa figurazione, dopo anni dedicati all’astrazione; questa recente tendenza nasce da un uso molto personale della fotografia, dove i soggetti o i luoghi ritratti fanno parte della sfera più intima dell’artista e si rafforza attraverso un sapiente uso di tecniche pittoriche che, superando la pura resa fotografica, donano grande fascino alle sue composizioni. Come scrive Luca Beatrice nel catalogo dell’artista: «Nella maggior parte dei suoi lavori attuali Vito Masi utilizza corpi, che sono quelli dei propri familiari, le persone che gli stanno più vicine. Li costringe in torsioni innaturali, posizioni faticose, riprendendoli per frammenti o tranche. Ne studia i muscoli, la pelle con le proprie imperfezioni, mette in evidenza una sorta di geografia, di mappa, di atlante dell’epidermide.»

Nel corso dell’evento interverranno Nunzia Perrone, direttore di A100 Gallery, il Dott. Andrea Zizzari e il Dott. Luca Petrini, entrambi psicologi e psicoterapeuti della Gestalt, per presentare l’approccio metodologico del neonato Dipartimento A100 Gestalt dove l’arte entra in contatto e si integra alla ricerca multidisciplinare e multiculturale della galleria. Stare nel duplice contatto, al confine tra mondo interno e mondo esterno, è l’essenza e la modalità nelle quali la fenomenologia di carattere Gestaltico si incontra con le varie forme di espressione artistica in un’ unica esperienza, dove la parola prende corpo e il corpo prende parola. Gestalt è una parola di origine tedesca e significa forma dotata di senso: vuol dire esattamente l’insieme, il quale è più della somma delle parti. La Psicologia della Gestalt concepisce lo sviluppo umano, la crescita, la formazione del sé all’interno della relazione con l’ambiente.

Durante il vernissage si terrà anche un reading di poesia haiku; l’autore, Daniele Brancati, vincitore, nel 2015, dell’International Matsuo Basho Award, leggerà alcuni componimenti tratti dalla raccolta “Luci dal faro”.

La mostra, già esposta con successo a Potenza presso il Museo Provinciale, è organizzata dalla A100 Gallery in collaborazione con la Rebis Arte srls.

La mostra resterà aperta fino al 2 Aprile 2017, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 17.00 alle 20.00, dal lunedì al venerdì. Sabato e domenica solo su appuntamento.

A100 GALLERY
Piazza Alighieri, 100
Galatina, LE 73013 Italia

ROBERTO CARACCIOLO. Cercando fiori mai visti

ROBERTO CARACCIOLO
Cercando fiori mai visti
[Saigyō, secolo 12esimo]
a cura di Pia Candinas

Vernissage
25 febbraio 2017, dalle 11.00 alle 13.30

25 febbraio - 31 marzo 2017
Orario galleria: dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30, sabato dalle 10.30 alle 13.30

L'Intragallery ha il piacere di inaugurare la mostra di Roberto Caracciolo. Nato negli Stati Uniti nel 1960, Caracciolo vive e lavora a Roma. Le sue origini sono napoletane e francesi; come artista sono forse da rintracciare nella lontana Dinastia Tang (618-907) oppure nel poeta giapponese Saigyō del dodicesimo secolo, autore del titolo scelto per questa mostra. Questi maestri orientali, inventori di un'arte della semplicità, della contemplazione della natura, del desiderio di purezza e dell'alternanza tra parola e silenzio, sono presenti in tutto il lavoro e nell'universo mentale di Caracciolo.
Se le opere esposte in questa mostra—ovvero le pitture a olio su tela, gli acquarelli su carta e le sculture in ceramica montate sul muro—svelano l'interesse dell'artista per sottili aspetti fisici del mondo materiale, tuttavia la principale attenzione di Caracciolo è rivolta al trascendentale. Egli infatti fa appello al nostro spirito con un'arte che rivela la falsa dicotomia tra astrazione e figurazione.

Il processo creativo è spoglio, semplice e preciso. Non ci sono segreti nell'esecuzione dell'opera: ogni aspetto del processo pittorico è visibile allo stato nudo. Le pennellate sono fatte per essere visibili una per una. L’osservatore è invitato a essere testimone del modo preciso in cui la pittura a olio si posa sulla tela e in cui l'acquarello macchia ed entra dentro la tessitura della carta. La nostra attenzione è catturata e trattenuta da delicate striature e da infinite e calibrate gradazioni di tonalità. Gocce di colore si rivelano tracce di quell'istante passeggero, in cui l'artista mette a fuoco il suo pensiero nel mondo fisico.

Gli effetti casuali non si possono definire non pianificati, la geometria è rigida ma intuitiva e suggerisce il ritmo della natura. Anche i colori essenziali, ovvero il bianco, il nero, il rosso, il verde e il blu, sono usati in maniera parsimoniosa ma intensa allo stesso tempo e sembrano esistere in modo indipendente, come pietre in un giardino giapponese. Le vibrazioni cromatiche che emanano dalle opere di Caracciolo ci invitano a dedicare del tempo alla contemplazioni silenziosa.

Roberto Caracciolo è proteso verso la natura e la sua rappresentazione nell’arte, e nella poesia, che "da sempre parte mi aiuta e guida nel lavoro. Mi piace leggere poesie e trarne energia, che mi dia una scintilla da cui far partire un’idea, che sia l’origine di un’immagine". L'artista si sente particolarmente vicino a Paul Celan, che reputa un poeta enigmatico e dolente. Come Celan, Caracciolo è un poeta della tonalità, del tocco, delle proporzioni raffinate, che esalta un mestiere antico e, a lui, sacro.


BREVE BIO

Roberto Caracciolo ha studiato al United World College of the Atlantic, nel Galles; all’Istituto d'Arte di Urbino; e alla New York Studio School. Dal 1982 al 1984 Caracciolo ha lavorato come aiuto scenografo per Dante Ferretti. Dal 1985 ha iniziato a mostrare la sue opere in gallerie private e in altre istituzioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero. Tra le sue mostre personali citiamo quelle presso la Galleria Belvedere e la Galleria Grossetti di Milano, la André Emmerich Gallery, la Earl McGrath Gallery e la Loretta Howard Gallery di New York e la Blancpain Stepczynski di Ginevra.


Roberto Caracciolo ha insegnato alla Loyola University Chicago di Roma, alla Cornell University Rome, alla New York University di Firenze, dal 2007 è professore di disegno e pittura presso la Temple University Rome Campus, dove collabora anche al programma del Master in Fine Arts; attualmente insegna anche alla School of Visual Arts a Roma e alla John Cabot University. Dal 2007 al 2010 è stato l’Arts Liaison dell’American Academy in Rome, dove ha curato una mostra personale di Betty Woodman nel 2010.
Intragallery

Galleria d'arte contemporanea a Napoli
Via Cavallerizza a Chiaia 57 . Napoli 80121 / +39 081 415702

ETERNE STAGIONI 円環する季節



Fabrizio Priano, presidente dell’Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee
ha il piacere di annunciare:

dal 25 febbraio al 9 aprile 2017

ETERNE STAGIONI
円環する季節
Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei

Inaugurazione sabato 25 febbraio ore 17.00

a cura di Matteo Galbiati
idea e progetto di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili
organizzazione Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee e Paraventi Giapponesi - Galleria Nobili
coordinamento Fabrizio Priano e Francesca Parrilla

presso Palazzo del Monferrato in Alessandria

L’Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee di Alessandria, è lieta di ospitare nelle sale di Palazzo del Monferrato, la terza ed ultima tappa di Eterne Stagioni. 円環する季節. Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei, la mostra che intesse un inusuale dialogo e confronto tra una collezione di antichi paraventi giapponesi e la sensibilità delle ricerche visive contemporanee espressa dalle opere di artisti giapponesi, italiani ed europei.
Questa esposizione, organizzata in collaborazione con Paraventi Giapponesi - Galleria Nobili di Milano, si avvale dei patrocini dell’Ambasciata del Giappone, del Consolato Generale del Giappone a Milano, della Provincia di Alessandria, del Comune di Alessandria e della Camera di Commercio di Alessandria, dell’Istituto Giapponese di Cultura e della Fondazione Italia Giappone di Roma, della Biennale d’Arte di Alessandria ed è evento inserito nelle celebrazioni del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.
La mostra, presentata con il contributo della Fondazione Cominelli di San Felice del Benaco (BS) la scorsa estate nella prestigiosa sede del Museo d’Annunzio Segreto - Fondazione Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), aperta in autunno nella sede milanese della Galleria Nobili in una versione riassuntiva con solo artisti giapponesi, raccogliendo un ingente riscontro di pubblico e ricevendo un favorevole riscontro apprezzamento critico che hanno confermato la qualità e l’originalità del progetto, con questa terza tappa, completamente inedita nelle opere rispetto le precedenti, giunge al termine e nella sede alessandrina.
Eterne Stagioni. 円環する季節 si configura come un viaggio attraverso la storia e lo spazio ed è il frutto di una ricerca sperimentale, che porta l’arte antica di un paese lontano ad essere re-interpretata, o vista alla luce di comuni affinità ellettive, attraverso le opere di artisti contemporanei – italiani, giapponesi ed europei – di generazioni assai differenti, a testimonianza di come le distanze e i confini delle culture non sono mai così profondi e separati ad una lettura più attenta e profonda.
I Byōbu (così si chiamano in Giappone i paraventi tradizionali), grandi capolavori dell’arte degli artigiani del passato, fragili e allo stesso tempo robusti, essenziali e al contempo preziosamente poetici e lirici, sono sempre stati parte integrante della cultura quotidiana tradizionale giapponese, popolano da secoli le abitazioni, suddividendo spazi, creando ambienti, generando ritmi, aprendo visioni e illustrando i significati di storie e miti. La loro effimera delicatezza si sposa con la rarefatta perfezione formale delle loro realizzazioni e testimonia quella carica di concentrato sapere proprio della sensibilità culturale del Paese del Sol Levante.
Se l’estetica artistica di questi oggetti, erano e sono di uso quotidiano, impone immagini sobrie e contenuti carichi di elementi e letture simboliche, questa stessa tensione sensibile viene altrimenti intercettata, nella cultura occidentale, dalle posizioni dell’Arte Minimalista e Concettuale (per fare due esempi immediatamente codificabili). Non a caso, infatti, molti artisti, che hanno avuto modo di ammirare questi oggetti, hanno sentito un forte richiamo con la loro ricerca poetica e ne hanno percepito intime affinità e convergenze.
Attengono all’estetica giapponese i caratteri specifici e legati al mondo della comunicazione, dell'inespresso e dell'allusività (Haragei), caratteristiche che hanno determinato nei secoli l’apparente semplificazione delle forme e dei mezzi espressivi caricando ogni afflato artistico di densità simbolica. Queste posizioni sono ampiamente condivise dagli artisti chiamati a partecipare a questa nuova fase del progetto espositivo, per cui la riduzione e rarefazione del linguaggio, la presenza di un rapporto peculiare con la figura sono un viatico per la ricerca di uno spessore espressivo sempre più pregnante e massimamente significativo.
La mostra ha come presupposto concettuale un’idea del Tempo diversa dalla visione lineare e teleologica autoctona. Il termine Enkan suru kisetsu, traslitterazione degli ideogrammi 円環する季節, sottende l’idea buddista della circolarità della Storia. Archetipo presente in varie culture, in Giappone essa assume una sfumatura policronica, spostando l’attenzione sulla costante presenza del qui e ora. Il dipanarsi del tempo sembra in questo caso essere una giustapposizione di infiniti momenti presenti. In quest’ottica il passato e il presente coabitano lo stesso spazio nello stesso intervallo temporale. Su questa base è facile intuire la pertinenza del titolo Eterne Stagioni come ritorno instancabile e continuo di valori condivisi tuttora attuali e palpitanti.
Nelle sette sale di Palazzo del Monferrato si distribuiranno sei paraventi antichi – compresi tra il XVII e il XX secolo – di assoluta bellezza e fascino che raccontano ciascuno una stagione differente. Nella casa tradizionale giapponese, infatti, spettava ai loro soggetti aprire un flusso di correlazioni tra l’ambiente umano della casa e quello esterno della Natura, tutto doveva seguire un unico flusso temporale, tanto che i paraventi stessi venivano (e vengono) esposti solo se coincidenti con la stagione rappresentata. Le stanze della mostra, quasi piccole mostre autonome, rimanderanno a questo concetto di ciclicità temporale, di delicata poesia e profondità spirituale, avvicinando la seduzione, l’interpretazione, il rimando, la citazione, la corrispondenza, la vicinanza della bellezza dei paraventi sottolineata e amplificata dalla forza estetica della reciprocità delle opere contemporanee.
Il progetto nasce, quindi, da un correlato interesse di corrispndenze tra gli artisti contemporanei, il loro linguaggio e un’arte di molto specifica nelle sue definizioni storiche e, non solo, anche da una proposta critica di verifica delle motivazioni interne che generano e stimolano questi collegamenti e queste connessioni artistico-culturali, spesso lontane nel tempo e non direttamente pronunciate.
L’allestimento, arricchito e ampliato dalla presenza di nuovi artisti oltre a quelli già presenti nelel prime due fasi, è curato da Matteo Galbiati con la collaborazione di Raffaella e Alessio Nobili e di Francesca Parrilla e vede succedersi nelle sale di Palazzo del Monferrato le opere di Francesco Arecco, Rodolfo Aricò, Matteo Aroldi, Kengiro Azuma, Manuela Bedeschi, Sonia Costantini, Domenico D’Oora, Dana De Luca, Paola Fonticoli, Ettore Frani, Cesare Galluzzo, Michael Gambino, Federico Guerri, Asako Hishiki, Paolo Iacchetti, Ugo La Pietra, L’OrMa, Mirco Marchelli, Vincenzo Marsiglia, Kaori Miyayama, Elena Modorati, Albano Morandi, Gianni Moretti, Hiroyuki Nakajima, Ayako Nakamiya, Patrizia Novello, Shoko Okumura, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Mara Pepe, Luca Piovaccari, Gianluca Quaglia, Mario Raciti, Alfredo Rapetti Mogol, Tetsuro Shimizu, Diego Soldà, Valdi Spagnulo, Giorgio Tentolini, Valentino Vago e Arturo Vermi.
Si crea agli occhi del pubblico un percorso dinamico e sorprendente, dove antico e contemporaneo, Oriente e Occidente, creano collisioni armoniche e poetiche. Questa mostra, quindi, non separa ambiti e contesti, non divide attitudini e specificità, ma unisce e avvicina, tanto la sfera culturale, quanto quella di un’esperienza umana più profonda che tocca le corde sensibili della mente e dell’anima.

SCHEDA TECNICA

Titolo:
Eterne Stagioni. 円環する季節. Corrispondenze poetiche tra antichi byōbugiapponesi e artisti contemporanei

Periodo:
25 febbraio – 9 aprile 2017

Inaugurazione sabato 25 febbraio 2017 ore 17.00

Artisti:
Francesco Arecco, Rodolfo Aricò, Matteo Aroldi, KengiroAzuma,
Manuela Bedeschi, Sonia Costantini, Domenico D’Oora, Dana De Luca,
Paola Fonticoli, Ettore Frani, Cesare Galluzzo, Michael Gambino,
Federico Guerri, Asako Hishiki, Paolo Iacchetti, Ugo La Pietra, L’OrMa,
Mirco Marchelli, Vincenzo Marsiglia, Kaori Miyayama, Elena Modorati,
Albano Morandi, Gianni Moretti, Hiroyuki Nakajima, Ayako Nakamiya, Patrizia Novello,
Shoko Okumura, Claudio Olivieri, Simone Pellegrini, Mara Pepe,
Luca Piovaccari, Gianluca Quaglia, Mario Raciti, Alfredo Rapetti Mogol,
Tetsuro Shimizu, Diego Soldà, Valdi Spagnulo, Giorgio Tentolini, Valentino Vago, Arturo Vermi

A cura di:
Matteo Galbiati

Idea e progetto di:
Matteo Galbiati e Raffaella Nobili

Organizzazione:
Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee e Paraventi Giapponesi - Galleria Nobili

Coordinamento:
Fabrizio Priano (presidente Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee) e Francesca Parrilla (coordinatore generale)

Evento inserito nelle celebrazioni del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia

Con il patrocinio di:
Ambasciata del Giappone, Roma; Consolato Generale del Giappone a
Milano; Provincia di Alessandria; Comune di Alessandria; Camera di
Commercio di Alessandria; Istituto Giapponese di Cultura, Roma;
Fondazione Italia Giappone, Roma; Biennale d’Arte di Alessandria

Sede:
Palazzo Monferrato, via S. Lorenzo 21, Alessandria

Orari:
dal martedì a venerdì ore 16.00-19.00; sabato e domenica ore 10.00- 13.00 e 16.00-19.00; chiuso il lunedì
Ingresso libero

In collaborazione con:
Palazzo del Monferrato, Alessandria; Fondazione Vittoriale degli Italiani,
Gardone Riviera (BS); Fondazione Cominelli, San Felice del Benaco (BS);
Castel Negrino Arte, Aicurzio (MB); Leo Galleries, Monza; Lorenzelli Arte,
Milano

Media partner:
Espoarte

Partner:
vanillaedizioni

Si ringraziano:
Bonioni Arte, Reggio Emilia; Cardelli & Fontana, Sarzana (SP); Colossi
Arte Contemporanea, Brescia; Galleria Il Milione, Milano; Montoro12,
Roma; Officine Saffi, Milano; Priveekollektie Art & Design Gallery
Heusden (Paesi Bassi); Spazio Testoni, Bologna

Sponsor:
Assicurazioni Giordano, Alessandria

Info:
Palazzo del Monferrato
Info: +39 0131 313400
info@palazzomonferrato.it


Info e materiali stampa:
Francesca Parrilla
+39 338 4602521
francescaparrilla15@gmail.com

Paraventi Giapponesi - Galleria Nobili
Via Marsala 4, Milano
+39 02 6551681
+39 339 6008358
info@paraventigiapponesi.it

venerdì 17 febbraio 2017

WARHOL vs GARTEL. HYP POP


Il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art
conferenza stampa di presentazione della mostra
WARHOL VS GARTEL. HYP POP
a cura di Maurizio Vanni
 
venerdì 24 febbraio 2017 alle ore 12,00
via della Fratta, 36 – Lucca
 
Interverranno:
Angelo Parpinelli, Presidente della Fondazione Lu.C.C.A. Museum
Giovanni Lemucchi, Assessore al Turismo e allo Sviluppo economico del Comune di Lucca
Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A. e curatore della mostra
Massimo Ferrarotti, Presidente Associazione Spirale d’Idee
Maurizio Monticelli, Collezionista e amico di Laurence Gartel
Pietro Folena, Presidente Associazione MetaMorfosi
Rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e Gesam Gas+Luce

Un confronto tra due artisti che, seppur con modalità differenti, hanno compreso che la realtà quotidiana non poteva più essere interpretata, che il mondo dell'arte non poteva essere innovato utilizzando gli strumenti tradizionali e che un artista creativo e figlio del proprio tempo non poteva allontanare il “mercato” dalla vita di tutti i giorni.
“Andy Warhol e Laurence Gartel – spiega il curatore della mostra Maurizio Vanni – sono due di quegli artisti eletti, nati per fare e rimanere nella storia, cresciuti per modificare gli equilibri culturali e sociali di un luogo in un determinato momento storico. Entrambi sostenitori dell’unione tra arte e tecnologia scientifica, si incontrano negli anni Ottanta e il pretesto è legato al confronto sulle modalità espressive legate al computer. Gartel svela a Warhol i segreti di Commodore Amiga e la loro sintonia è immediata perché sono tantissimi i punti in comune”.

Inaugurazione mostra venerdì 24 febbraio 2017 ore 17,30.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 18 giugno 2017 con il seguente orario: da martedì a domenica 10-19. Chiuso lunedì.

Warhol vs Gartel. Hyp Pop
Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, Lucca
25th February – 18th June 2017
curated by di Maurizio Vanni
 
Info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art

Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca tel. +39 0583 492180
www.luccamuseum.com | info@luccamuseum.com

Visiting hours:
Tuesday to Sunday 10 am-7 pm
Closed on Monday
Tickets: full 9 €; reduced 7 €

Organization: Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
In collaboration with: Spirale di Idee, EF Arte, Artelite, MVIVA e Associazione MetaMorfosi
With the partnership of: Regione Toscana, Comune di Lucca, Opera delle Mura, Camera di Commercio di Lucca, Confindustria Toscana Nord, Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara, Confesercenti Toscana Nord, Confartigianato Imprese Lucca
With the support of: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Gesam Gas+Luce

Press office
SPAINI & PARTNERS + 39 050 36042 - 310920
www.spaini.it

Press agent Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè +39 0583 492180 | + 39 339 2006519
m.cicchine@luccamuseum.com
 
 
 

Addio a Jannis Kounellis, interprete illustre dell’arte povera

 
 
foto di Massimo Nardi
 
 
 
Addio a Jannis Kounellis, interprete illustre dell’arte povera L’artista era nato in Grecia nel 1936. Viveva a Roma dal 1956
febbraio 2017
E’ morto a Roma Jannis Kounellis, artista greco nato nel 1936. Pittore e scultore, è stato un illustre esponente, noto in tutto il mondo, di quella corrente artistica definita “arte povera”. Ha vissuto e lavorato fin da giovane in Italia. Kounellis arrivò infatti a Roma dalla Grecia nel 1956 per studiare all’Accademia delle Belle Arti. Esordì nel 1960 allestendo, sempre nella Capitale, la sua prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga”. Nel 1972 Kounellis partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia. Celebri le grandi mostre in Sud America, come quelle in Argentina (2000) e Uruguay (2001). Nel 2002, l’artista propone un’installazione di cavalli alla Whitechapel di Londra e, poco dopo, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma costruisce un enorme labirinto di lamiera lungo il quale pone, quasi fossero altrettanti approdi, gli elementi tradizionali della sua arte, come le “carboniere”, le “cotoniere”, i sacchi di iuta e i cumuli di pietre.


mercoledì 15 febbraio 2017

Echo of Hidden Places

 
Fabula Fine Art
via del Podestà, 11, 44121 Ferrara
 
Sabato 25 febbraio 2017 alle ore 18.00 la Galleria FabulaFineArt presenta ECHO OF HIDDEN PLACES doppia personale di Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli a cura di Maria Letizia Paiato. «L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile. L’essenza della grafica induce spesso e giustamente all’astrazione. Nella grafica albergano i fantasmi e le fiabe dell’immaginazione e nello stesso tempo si rivelano con grande precisione. Quanto più puro il lavoro grafico, vale a dire quanto maggiore l’importanza attribuita agli elementi formali sui quali si basa la rappresentazione grafica, tanto più difettosa la disposizione a rappresentare realisticamente gli oggetti visibili». Sono trascorsi quasi cento anni da quando Paul Klee scrisse il saggio Confessione Creatrice, nel cui incipit si concentra il senso di molte ricerche d’avanguardia interessate alla destrutturazione delle forma e all’emancipazione dell’io creativo. Studi che hanno segnato indelebilmente molte delle espressioni artistiche del “secolo breve” e che, non possono essere negati nella lettura degli eterogenei e trasversali linguaggi dell’arte contemporanea. L’arte di Klee, di fatti, rende visibili i processi della natura e della mente e indica l’essenza dell’essere e del divenire degli accadimenti. Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli appaiono visivamente distanti, eppure nel serrato dialogo fra le loro opere, si cattura il riflesso di un suono comune. In Echo of Hidden Places, letteralmente Eco di luoghi nascosti, dove l’uso dell’inglese, la lingua franca delle modernità, pone l’accento sul vivere nell’oggi, si celano territori condivisi entro cui si muovono gli artisti. Entrambi lavorano su un campo che contempla la geometria, riconoscendo nel concetto di forma e nella prassi qualcosa di essenzialmente non statico, la forma come metamorfosi di se stessa e creazione in costante movimento. Allo stesso tempo in questa espressione è radicato il concetto di una natura dinamica, di coscienza del circostante che spinge all’ideazione di una forma che diventa creazione pura. Sia Jasmine Pignatelli sia Patrick Tabarelli, nella consapevolezza di una tradizione artistica novecentesca, mostrano personali ricerche dedite a una sperimentazione su “punti, energie lineari, piane e spaziali” che producono forme. Patrick Tabarelli, nel perseguire una riduzione di questi elementi, arriva a una sintesi compositiva fatta essenzialmente di sole linee, espressione visiva di una disamina allargata dei meccanismi di creazione e fruizione dell’immagine. Ne consegue un’ambiguità formale, un’incertezza percettiva che porta ad accostare il suo lavoro al principio d’indeterminazione della meccanica quantistica, enunciato da Werner Karl Heisenberg, che contempla i concetti di gioco e caso per ciò che accade nello spazio e nel tempo circa le leggi naturali. L’idea d’incertezza percettiva è rafforzata nella sua più recente produzione, dove i dipinti non sono più realizzati a mano ma da drawing machine con hardware e software artigianali, attraverso cui si generano in autonomia le varianti dei pattern che in seguito appaiono sulle superfici. Quelle linee fluttuanti, oltre a rendere comprensibile il pensiero Heisenberghiano riferito al concetto di “onda”, rivelano il labile confine fra produzione umana e meccanica. Tuttavia, ciò che conta davvero è l’inaspettato risultato estetico. I suoi dipinti, dai colori accesi e brillanti, sono sorprendentemente empatici e sanciscono un inatteso legame emotivo con chi osserva, lasciando spazio all’immaginazione. «I concetti di modulo, di vettore (modulo provvisto di direzione e verso) e di segno plastico - sono gli strumenti che Jasmine Pignatelli rende - interpretabili come segnali capaci di materializzare un ambiente e che rappresentano gli oggetti reali di un concetto astratto di paesaggio e di un possibile altrove». Sono queste sue stesse parole a chiarirne la ricerca, le cui fondamenta poggiano su quegli elementi della rappresentazione grafica che lei materializza in senso formale, ma senza immolarne l’originaria natura. Nelle diverse e possibili combinazioni di questi “dispositivi spaziali” e statici, nella loro liberazione o raggruppamento, Jasmine Pignatelli crea raffinate composizioni generatrici di movimento, quest’ultimo sempre alla base di ogni divenire, di ogni espressione di vita. La sua arte è di conseguenza una similitudine dell’inquietudine antropica, della difficoltà umana “a individuare una direzione precisa e un luogo geografico di appartenenza”, e al contempo è una possibile traccia perché l’io possa definire un proprio luogo di azione. Il campo entro cui agiscono Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli è di fatto un’estensione nello spazio e nel tempo tale da rendere l’arte – come scrisse Klee – un esempio della creazione, come il terrestre un esempio cosmico. L’arte, ovvero Echo of Hidden Places (Maria Letizia Paiato).