lunedì 18 giugno 2018

Ho Kan. Beyond Colors and Shapes



La Villa Reale di Monza dedica fino al 9 luglio una retrospettiva all'artista Ho Kan, considerato oggi uno dei grandi pionieri dell’astrazione cinese. La rassegna organizzata da BIG Eyes International Vision di Milano e da Chini Gallery di Taiwan, si avvale dei Patrocini della Regione Lombardia e del Comune di Monza.
La mostra presenta, attraverso 60 opere selezionate dalla curatrice Sabine Vazieux, l’intero percorso creativo del maestro, partendo dagli anni Cinquanta fino al 2010. Mette in evidenza la particolarità della pittura geometrica astratta di Ho Kan e nello stesso tempo ci rivela la sua genesi, presentando per la prima volta anche alcuni disegni realizzati a Taiwan negli anni Cinquanta. Il percorso si conclude con una selezione di dipinti recenti affiancati ad alcune sculture realizzate in collaborazione con lo scultore Yang bei-Chen. 
Il viaggio artistico di Ho Kan è punteggiato da eventi storici che ci immergono inesorabilmente nella storia della Cina e ci spiegano come mai l’artista fu costretto a lasciare il suo paese per trovare rifugio a Taiwan nel 1949, per poi imbarcarsi nel 1964 dal Vietnam in direzione della Francia e infine trovare domicilio a Milano, dove risiederà per oltre cinquant’anni. 
In questo nuovo mondo che si manifesta a lui per la prima volta, scopre gradualmente l’arte surreale e astratta occidentale e acquista familiarità con la tecnica della pittura ad olio fino allora sconosciuta in Asia. Queste nuove scoperte gli permettono di registrarsi nella modernità, pur mantenendo profonde radici nella cultura orientale.
Al crocevia tra l'Oriente e l'Occidente, Ho Kan ha inventato un'arte unica, partecipando al rinnovo della pittura cinese del XX secolo.


LA MOSTRA
Il percorso si snoda lungo sei sale al primo piano nobile della Villa e segue un criterio cronologico.


Sala A Gli anni 50-70: da Taipei a Milano
I primi insegnamenti alla pittura gli vengono dal nonno, famoso calligrafo, con cui vivrà dopo la morte prematura del padre. Nel 1949 parte per Taiwan e l'anno successivo entra nel Dipartimento Provinciale di Belle Arti a Taipei. Trovando l’insegnamento troppo accademico, nel 1951 inizia a frequentare lo studio del famoso pittore Lee Chun-Shan, qui scopre i nuovi movimenti artistici occidentali e viene spinto a sviluppare la propria creatività, orientandosi verso uno stile surreale. Nel 1956, Ho Kan fonda il Ton Fan Art Group, con altri sette artisti amici dello studio di Lee Chun-Shan. Rompendo così con l’arte accademica. Questo, gruppo, fino al suo scioglimento nel 1971, ha svolto un ruolo importante per lo sviluppo dell'arte d’avanguardia taiwanese. Il forte interesse di Ho per la pittura lo spinge a viaggiare in l'Europa e nel 1964 a Milano, dove si trasferisce. I suoi interessi si spostano verso l'astrazione geometrica pur mantenendo sempre evidenti i suoi riferimenti con la cultura asiatica. Durante il suo primo periodo milanese, utilizza i toni del blu scuro e del verde, che rimandano a un senso di malinconia associata alla nostalgia del suo paese d’orgine.


Sala B Gli anni 80-90: segni e forme di calligrafia 
In questo periodo la sua tavolozza diventa più gioiosa. A prima vista, alcune delle sue opere geometriche sono più vicine all'arte astratta occidentale, mentre altre adottano uno stile più libero. Gli piace dipingere piccole linee nere, evocando i sino grammi cinesi, che sembrano fluttuare in assenza di gravità nello spazio pittorico, come soffiato dal vento. Questo nuovo approccio al segno, astratto e poetico, apre un infinito repertorio immaginario. Cerchi, triangoli e lo spazio che circonda queste forme, sono anche riferimenti alla calligrafia cinese, che egli le purifica per mantenere solo la struttura.

Sala C-D Gli anni 2000: la fusione perfetta 
Ho Kan va oltre, trasforma la dualità culturale est-ovest in una vera e propria fusione tra due culture. Si tratta di un periodo d’apogeo, dove riesce a creare una perfetta armonia tra le forme e i colori. Usa tinte scure per ombreggiare la luminosità dei colori come il rosso, l'arancio o il verde, ponendo le opere in una situazione di assoluto equilibrio. Nella serie "Origin" e "Development", l'uso di piccoli punti si riferisce all'estetica cinese: "un singolo tocco di rosso tra migliaia e migliaia di verdi".


Sala E Ho Kan oggi: La spiritualità
Questo periodo di maturità porta alla luce una spiritualità evidente nel suo approccio artistico. La semplificazione delle forme e l'uso minimo di colori nella composizione unisce il buddismo di Kan e il Taoismo. Durante il suo lavoro, sviluppa uno stile geometrico astratto ma non cede mai alla geometria pura; Le sue linee mantengono, alla base, la vivacità e l'energia calligrafica derivante dal suo patrimonio culturale.


Sala F L'ambivalenza dell'astrazione
L’ultima stanza ci invita a riflettere sul mondo onirico dell'artista e sui simboli che egli utilizza. La nostra immaginazione ci porta a interpretare e identificare gli elementi visivi dei suoi dipinti, alla maniera dei sinogrammi cinesi che a volte evocano forme figurative visive.
Si può immaginare di vedere delle figure (un pesce colorato, un uccello ecc.), ma in realtà è il frutto del caso. Queste coincidenze si ricollegano al pensiero taoista Wei Wu Wei, vale a dire all’agire, senza agire.  Così, astratto o figurativo? Per l'artista Ho Kan, questa non è la domanda. Ciò che conta per lui è soprattutto il piacere della pittura.



HO KAN E L’ITALIA
Ho Kan dal 1964 ha sempre vissuto e lavorato a Milano, pur ritornando spesso e per lunghi periodi nella sua terra d’origine e a Taiwan, dove ha esposto per Gallerie importanti come la Liang Gallery e la Chini Gallery. 
In Italia è venuto in contatto con numerosi artisti quali Gianni Brusamolino, Enrico Cattaneo, Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Nino Di Salvatore, Alfredo Mazzotta, Mario Nigro, Angela Occhipinti, Turi Simeti. Nel 1964 la storica Palma Bucarelli lo nota in una mostra al Palazzo delle Esposizioni dove espongono tra gli altri, Hsiao Chjin, Hisia Yan e Po-Hong e lo invita a esporre un dipinto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, opera che poi l’artista donerà al Museo. 
Nel 1973 Vanni Scheiwiller gli dedica un libro delle sue edizioni All’insegna del Pesce d’Oro scrive di lui “Silenzioso, modesto, irriducibile; da anni lo ammiro perché mi insegna la grande pittura senza immagine: da ascoltare prima ancora di vedere. Una pittura che non grida mai.” Hanno scritto di lui Giulia Veronesi, Elena Pontiggia, Alberto Veca, Maria Campitelli, Luca Pietro Nicoletti, Miklos N. Varga e molti altri.
Sue opere sono state esposte anche in Svizzera (Berna, Soro e Grans ), Corea (Seoul) e Giappone (Tokyo), Italia (Milano, Firenze, Bologna, Castellanza, Ferrara, Como, Lecco ecc.) e in China. 
La rassegna alla Villa Reale di Monza è la seconda retrospettiva dopo quella del 2016 al Taipei Fine Arts Museum di Taiwan, dal titolo “Reverberations - HO KAN”.



INFORMAZIONI
HO KAN. Beyond colors and shapes 
Villa Reale di Monza ǀ Sale di rappresentanza - Primo Piano Nobile ǀViale Brianza 1 ǀMonza
Inaugurazione: sabato 9 giugno ore 11.30. Fino al 9 luglio 2018

Mostra a cura di Sabine Vazieux
Organizzazione ǀ BIG Eyes international Vision, Milano; Chini Gallery, Taiwan; Villa Reale, Monza
Con il Patrocinio di ǀRegione Lombardia e Comune di Monza
Comunicazione ǀAlessandra Pozzi ǀTel. +39 3385965789 ǀ press@alessandrapozzi.com ǀ @alessandrapozzistudio


Info mostra ǀ BIG Eyes vision internationalǀ press@alessandrapozzi.comǀ@HoKanRetrospettiva
Biglietto d’ingresso alle Sale di rappresentanza ǀ Intero: € 8,00 Ridotti: € 6-4,00
Orariǀ Da martedì a domenica 10 – 19 ǀlunedì chiuso ǀ Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Bookshop ǀ Tel. +39 0392327348 ǀ bookshop@villarealedimonza.it


Come arrivare
TRENO_La fermata ferroviaria più vicina è Monza FS, distante circa 2 km (circa 25 minuti a piedi)
AUTO_Da Milano, Como, Varese o Lecco: seguire indicazioni per Monza – Villa Reale
Parcheggio_Viale Regina Margherita, Via Petrarca e Viale Cavriga (Parco di Monza)


pubblica: 

Caterina Arcuri. Lapsus Temporis


Al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia il secondo momento dedicato a Lapsus Temporis, installazione site specific di Caterina Arcuri, nell'ambito del progetto Ceilings, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria. Dopo la presentazione dello stesso nel mese di marzo, alla presenza della direttrice del Museo dott.ssa Adele Bonofiglio, del curatore del progetto Simona Caramia e dell'artista Caterina Arcuri, in questa occasione si mostra l'esito di una sentita ricerca, volta alla scoperta della collezione permanente del Museo e del recupero della tecnica tradizionale della ceramica.

L'intervento di Caterina Arcuri difatti si pone in relazione con lo spazio architettonico e con i reperti del Museo, in particolare con la Laminetta orfica. Il progetto affronta dunque il tema del viaggio, dell'attraversamento, indagato come condizioni esistenziale di continua ricerca, di incontro senza fine, evocato nelle molteplici implicazioni individuali e collettive. Il viaggio di Arcuri ammalia, conducendo lontano dai confini del corpo, dai limiti del pensiero e della conoscenza, lontano da tutto ciò che è “approdo sicuro”. Lapsus Temporis consta nell'installazione di un gruppo di foglie, o barche, che trasportate dolcemente dalla corrente, percorrono distanze potenzialmente infinite, andando verso un oltre imperscrutabile. L'opera è emblema di un viaggio composto, rigoroso - il rigore caratterizza tutta la ricerca di Arcuri -, compiuto nel tempo e al di fuori di esso, giacché l'esito del viaggio sfugge, come dato certo ed oggettivo, alla vista dell'osservatore; né tanto meno si pone come prerogativa prima dell'artista. Metafora dell'attraversamento, che non si cura della mèta ultima, Lapsus Temporis traccia un viaggio poetico, capace di suggestioni profonde, di evocare immagini forti, dense di pathos. Sospese, cullate, sostenute da un mare invisibile, ma al contempo presente nell'immaginazione di chi guarda, queste barche procedono silenziose e solenni; senza indugiare affrontano il loro percorso. L'artista non abbandona mai la vocazione mitopietica, che è propria della cultura mediterranea di cui il suo lavoro è imbevuto e del quale vi sono evidenti rimandi in tutti i suoi cicli di opere, così le superfici lisce e bianche diventano apertura, possibilità-capacità di riflessione, che conduce all'attraversamento. Le sue superfici sono membrane sottili che protendono verso "quest'oltre imperscrutabile". L'arte di Arcuri innesca un dispositivo di appropriazione graduale del sapere, per il quale si compie l'esperienza immersiva (della conoscenza) nel “mare” della natura e dell'essere.

Lapsus Temporis è parte integrante di Ceilings, progetto che mira al consolidamento della rete museale calabrese, attraverso una serie di interventi permanenti di arte contemporanea e di attività laboratoriali; il progetto vanta un accordo di valorizzazione con il Polo Museale della Calabria, con il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, il Museo Archeologico Nazionale di Monasterace, nonché il patrocinio di Provincia di Catanzaro, Comune di Catanzaro – Assessorato alla Cultura di Catanzaro, Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro, Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. - Servizi Museali MARCA di Catanzaro, Comune di Cropani, Comune di Tiriolo, Comune di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Cooperativa ViviKaulon.

CEILINGS. MUSEI IN RETE
a cura di Simona Caramia

CATERINA ARCURI
LAPSUS TEMPORIS

Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

La mostra è visitabile fino al 30 novembre 2018

Theorema di Giulio De Mitri​

​Giovedì 21 giugno alle ore 11:00 ​presso il Bastione aragonese del Museo Archeologico di Santa Scolastica della Città Metropolitana di Bari, ​conferenza stampa sull'installazione ambientale site specific Theorema di Giulio De Mitri, considerato tra i protagonisti della Light Art e noto a livello nazionale e internazionale.
L'esposizione offrirà uno spaccato attuale dell'opera dell’affermato artista pugliese, da oltre quarant'anni impegnato a dare al proprio lavoro un valore sempre nuovo, sempre carico di stimoli e di significati. La mostra del De Mitri, immersiva e contemplativa, offre quindi un'attenta ricerca che spazia tra minimalismo mediterraneo, arte sociale e light art, in grado di evocare i grandi temi esistenziali e rappresenta la cifra espressiva di un artista tra i più significativi della sua generazione.
La mostra resterà aperta fino al sino al 30 settembre p.v.


Bastione di Santa Scolastica, Bari
Lungomare Imperatore Augusto – Largo Nino Lavermicocca

Giorni e orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00; domenica dalle ore 10.00 alle ore 14.00; martedì chiuso.
​info​
tel.080.5412394;

giovedì 14 giugno 2018

Alle Terme di Caracalla Mauro Staccioli, Sensibile ambientale

Mauro Staccioli. ph. Amalia Di Lanno. Roma, Terme di Caracalla



Le Terme di Caracalla ospitano Mauro Staccioli. Sensibile ambientale, la prima grande retrospettiva dedicata all’artista toscano dopo la sua scomparsa all’età di 80 anni lo scorso primo gennaio. Promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con la Galleria  Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Archivio Mauro Staccioli e con Electa, la mostra ripercorre le diverse fasi creative dello scultore, la sua ricerca inesausta, la sua volontà  di rapporto tra scultura e ambiente.
Dal 13 giugno al 30 settembre 2018 ventisei opere di Staccioli si confrontano con i monumentali spazi delle Terme di Caracalla e dei suoi sotterranei. Un percorso, a cura di Alberto Fiz, che fin dal titolo, Sensibile ambientale, vuole sottolineare come questa mostra sia dedicata all’artista italiano contemporaneo –celebrato anche in Europa e negli Stati Uniti– che ha più avvertito il rapporto tra l’opera e il luogo che la circonda e in cui essa si colloca.



TERME DI CARACALLA
Viale delle Terme di Caracalla - Roma - Lazio
fino al 30 settembre 2018
Mauro Staccioli_Sensibile Ambientale
a cura di Alberto Fiz
dalle 9.00 alle 19.15 fino al 31 agosto dalle 9.00 alle 19.00 dal 1 al 30 settembre tutti i lunedì dalle 9.00 alle 14.00
Biglietti: intero 8 euro ridotto 4 euro riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente
Patrocini: promotore Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio in collaborazione con Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma Archivio Mauro Staccioli
Editori: ELECTA


Mauro Staccioli. ph. Amalia Di Lanno. Roma, Terme di Caracalla



mercoledì 13 giugno 2018

Tutta l’Arte è imitazione della Natura



Saranno 26 gli artisti di livello internazionale che esporranno al Museo Orto Botanico di Roma. Una mostra collettiva che avrà come protagonista assoluta la Natura.

Con l‘affermazione “Tutta l'Arte è imitazione della Natura”, il filosofo romano Seneca descrive il legame fondamentale che esiste tra l’Arte e la Natura, nato nell’uomo attraverso l’interpretazione dell’ambiente che lo circonda, elemento fondamentale nel costante dialogo che la Natura genera con l’Opera d’Arte. Per questo, il Museo Orto Botanico rappresenta “Il luogo ideale” dove le opere artistiche andranno a ricreare un dialogo, mai scontato, ma sempre riflessivo.

Le opere collocate in diversi punti del Museo Orto Botanico, daranno vita a un percorso visivo itinerante.

Artisti in mostra
Nobushige Akiyama, Gloria Argelés, Ivan Barlafante, Ivan Calamita, Selene de Condat, Roselyne de Feraudy, Epvs, Theo Eshetu, Cristina Falasca, Geo Florenti, Andrea Fogli, Paolo Guiotto, Maya kokocinski, Cesar Meneghetti, Stefano Minzi, Daniela Papadia, Fabio Francesco Parisella, Julie Polidoro, Felipe C. Risco, Marta Roberti, Guendalina Salini, Corrado Sassi, Maurizio Savini, Guido Strazza, Riikka Vainio, Delphine Valli.


Museo Orto Botanico di Roma
L.go Cristina di Svezia 23A- 00165 Roma
Tel./fax 0649917107 (biglietteria)
web.uniroma1.it/orto botanico
info-ortobotanico@uniroma1.it

Orario di apertura: da lunedì al sabato: 9,00 – 18,30, festivi: chiuso
Ingresso 8,00 €; 6-11 anni e 65 + anni: 4,00 €
Residenti Trastevere 4 euro
Manuela Evangelista: Curatrice
Via della Lungara 3 - 00165 Roma
cell 335 253352, manuevangelista@yahoo.it 


Museo Orto Botanico di Roma
“Tutta l’Arte è imitazione della Natura” ( Seneca )
a cura di Manuela Evangelista
apertura 16 giugno 2108 e dal 18 giugno al 23 giugno 2018

martedì 12 giugno 2018

THE HANGING GARDEN. Laura Cionci • Stefania Cordone • Marta Roberti • Lucia Veronesi


Marta Roberti, Supernatural - Felci e foglie rosse e nere (2015-18)


In occasione di Manifesta12 che quest’anno a Palermo sviluppa il tema del Giardino Planetario, per il suo secondo progetto SPAZIOCENTOTRE propone una collettiva tutta al femminile (con le artiste Laura Cionci, Stefania Cordone, Marta Roberti, Lucia Veronesi) che declina l’idea di giardino “pensile” in chiave di ricerca artistica e umana.

La mostra sviluppa sempre – come già la personale SOUTHERN BLEND di Nero - differente percezione della storia e della memoria artistica in base alla quale il contemporaneo autentico consiste nel collasso delle dimensioni temporali egli oggetti antiquari incontrano in modo spontaneo gli oggetti contemporanei, nella convinzione che sia sempre la relazione attiva a determinare e a descrivere il presente. In questo caso, attraverso un omaggio collettivo a Palermo, ai suoi giardini e alla sua natura lussureggiante come metafora e riflesso di un modo di vivere.

Laura Cionci, attraverso la sua opera recente dedicata alla natura colombiana, ci parla di un’idea di futuro: prossimo e lontano, personale e globale. Tracce, ricordi, azioni innestati nei suoi gioielli organici si inseriscono all’interno della ricerca di un dialogo attivo con il pubblico, che usa il caso e il caos in modo controllato. Una riflessione raffinata e profonda sulla potenzialità.

Stefania Cordone, artista visiva e illustratrice siciliana, elabora e compone da anni una sua personale e visionaria versione della natura, vegetale e animale, tra bestiari e giardini immaginifici, che parla la lingua di un segno ancestrale e al tempo stesso fantastico.

Marta Roberti ha vissuto tre anni tra Taipei e Saigon. Nella sua ricerca solitaria, difficile e entusiasmante, sta cercando ostinatamente di dar forma e corpo a una sorta di “supernatura” (Super_Natural si intitola infatti uno dei suoi ultimi progetti): una natura resa talmente artificiale e artistica da costituire un intero paesaggio culturale, umano, in cui immergersi. Le sue opere sfidano e stressano sempre di più i confini tra pittura, scrittura, filosofia.

I raffinati collage di Lucia Veronesi (in bilico sempre tra pittura, disegno, fotografia), infine, con l’uso costante di tecniche diverse, stratificate, accumulate, testimoniano il suo profondo interesse per la dimensione del “fuori” e la sua attrazione per quei territori al confine tra arte e realtà, tra spontaneità e artificio.


***

Nel 1982, Goffredo Parise scriveva all’interno della sua rubrica Lontano sul “Corriere della Sera”: “L’arte più pura e perfetta sulla terra è quella living, cioè della vita, dell’apparizione fisica in un determinato momento e mai più” (Lontano, Adelphi 2009, p. 25).
L’arte “della vita”, l’arte vivente, è in grado di catturare questo sentimento dell’organico, della crescita costante, dello sviluppo e dell’evoluzione. È questa un’idea e una pratica che alcune artiste sembrano percepire e restituire in maniera particolarmente brillante e personale.
L’idea per esempio che la nostra identità personale, e persino quella collettiva, non siano monolitiche, date una volta per tutte e immobili, fisse, determinate, ma soggette a continua mutazione; che anzi l’identità sia questa mutazione, questo movimento. Per non perdere l’identità, occorre dunque sempre essere disposti a fonderla, cederla, ad aprirsi all’Altro e a identificarsi con esso: l’assimilazione della “barbarie” procede sempre in entrambi i sensi. È quel punto di vista l’unico che riattiva e vivifica una civiltà morta o morente.
Le nuove opere che il posto-Italia comincia a far intravedere incarnano e riflettono dunque un intero, nuovo sistema di valori in grado di orientare scelte, comportamenti, stili di vita: in questi casi (rari, per ora) è come vedere una microutopia - perfettamente funzionale, realistica - in azione. Questo sistema di valori prescinde totalmente da quello “in vigore” attualmente, condiviso e comune (quello, per intenderci, veicolato dai nostri media, dalla nostra politica, dal nostro linguaggio pubblico): non si oppone ad esso, ma piuttosto “scava” al suo interno una dimensione esistenziale alternativa.
È, ancora una volta, la vita.


LO SPAZIO
SPAZIOCENTOTRE (Via Principe di Belmonte, 103, I piano) rappresenta la naturale evoluzione del gusto artistico e della ricerca del bello avviati più di due secoli fa dal capostipite dei Fecarotta, orafo alla corte di Francesco I di Borbone (1777-1830). Fecarotta Antichità inaugura la sua attività nel 1961, offrendo alla clientela, oltre ad argenti e gioielli, anche mobili antichi, dipinti e oggetti d’arte. Già quasi cent’anni prima, però, nel 1866, la ditta Fecarotta aveva aperto i battenti in corso Vittorio Emanuele, all’angolo con via dei Cinturinai: argenti e gioielli erano ammirati e acquistati dall’alta borghesia cittadina e dalla nobiltà dell’isola e dell’Italia appena unita; numerosi erano anche i viaggiatori provenienti da tutta Europa, che nelle creazioni dei Fecarotta ritrovavano i colori e le forme originali di Palermo. Il gusto di allora viene oggi significativamente ampliato all’arte contemporanea. SPAZIOCENTOTRE intende operare in modo sperimentale, nel segno di una differente percezione della storia e della memoria artistica: non una ricerca archeologica del nostro passato, ma la consapevolezza di quanto esso sia parte integrante e viva del nostro spazio di esistenza contemporanea. Così, a partire dalla mostra con cui lo spazio si inaugura, gli oggetti antiquari incontreranno gli oggetti contemporanei in nuove e suggestive commistioni artistiche.



THE HANGING GARDEN
Laura Cionci • Stefania Cordone • Marta Roberti • Lucia Veronesi
a cura di Christian Caliandro
SPAZIOCENTOTRE (Via Principe di Belmonte 103, I piano - Palermo)
opening: giovedì 14 giugno, ore 18.30

Spaziocentotre
Via Principe di Belmonte 103
90139 - Palermo
Tel. 091331415
FB: Spaziocentotre


Fecarotta Antichità
Via Principe di Belmonte, 103 b
90139 - Palermo
FB: Fecarotta Antichità

lunedì 11 giugno 2018

Andrea Bianconi - Trap for the minds

Andrea Bianconi - Trap for the minds
a cura di Gaetano Centrone

Performance inserita all’interno della programmazione ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

Cripta della chiesa di Santa Maria del Piliere
via Bara all’Olivella, Piazzetta Angelini 1, Palermo
17 giugno 2018 ore 19.00

All’interno di uno spazio fortemente suggestivo quale la Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere di Palermo, domenica 17 giugno 2018 alle ore 19.00, l’artista Andrea Bianconi propone la performance Trap for the minds in cui s’interroga, riprendendo un quesito di pirandelliana memoria, sul concetto di identità e di visione di noi e dell’altro.

Per Trap for the minds, Andrea Bianconi, Arzignano, (Vicenza), 1974, artista che vive tra gli Stati Uniti e l’Italia, posto in piedi di fronte a uno specchio, darà inizio a una sorta di rituale volto a chiarire o mistificare la natura del nostro essere. Sovrapponendo al suo volto trenta maschere di carta, ogni volta ci propone una versione altra di sé stesso, visione che rimanda al pubblico di riflesso proprio perché l’artista è rivolto verso lo specchio e non verso gli altri. La reiterazione del gesto incanta il pubblico, attento a vedere fuori per vedersi dentro.

La performance di Bianconi fa parte della rassegna “Attraverso”, nata dall’idea di un gruppo di giovani operatori culturali attivi in Sicilia: Valentina Lucia Barbagallo, Cristina Costanzo, Danilo Lo Piccolo, Giuseppe Mendolia Calella, che si terrà in diverse sedi palermitane, da maggio a novembre 2018. Il titolo della rassegna, “Attraverso”, racchiude gli obiettivi di questa serie di eventi, eterogenei e multiformi, ma accomunati da uno sguardo trasversale e obliquo sui fenomeni del contemporaneo.
Campo d’azione della rassegna è Palermo - interessata nel 2018 da iniziative di grande richiamo come Manifesta 12 e Palermo Capitale Italiana della Cultura - con particolare attenzione ai luoghi, spazi “off” che non fanno parte dei circuiti tradizionali degli eventi espositivi della città e ospiteranno arti figurative, performance, illustrazione, editoria indipendente, incontri, musica, workshop, comunicazione – radio.

Conoscere, Ri-appropriarsi e Prendersi cura: questi sono gli step del progetto che punta ad aprirsi alla comunità ricorrendo alle molteplici espressioni della cultura. Il programma di “Attraverso” si articola in progetti, mostre, conferenze, dibattiti, workshop, presentazioni di libri e open call che vedranno coinvolti, in spazi pubblici e privati, diversi artisti tra cui: Marcella Barone, Canecapovolto, Sergio Cardillo, Simone Caruso, Luca Crivello, Giorgio Distefano, Stefania Fabrizi, Zoltan Fazekas, Ellie Ivanova, Francesco Lauretta, Gianluca Lombardo, Loredana Lo Verde, Federico Lupo, Marilina Marchica, Chiara Polizzi, Francesco Surdi, Sara Vattano. “Attraverso” fa parte degli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Bio
Andrea Bianconi Arzignano, (Vicenza), 1974 vive e lavora tra gli Stati Uniti e l’Italia. Ha recentemente esposto con una mostra personale al MSK Museum of Fine Arts di Ghent (Belgio), e ha partecipato alla 5° Biennale di Mosca con una public performance tra la Piazza Rossa, il Cremlino e il Manege e con una wall installation al Manege. Ha realizzato un'opera all' Ambasciata d'Italia a Washington D.C. per i 150 anni dell'Unità d'Italia; ha esposto al Museu do Meio Ambiente, Rio de Janeiro; Centro del Carmen, Valencia; Matadero, Madrid; Film Society Lincoln Center, New York; Maraya Art Centre, Sharjah, United Arab Emirates; Swiss Architecture Museum (S AM), Basilea; Kunsthal Charlottenburg, Copenhagen; ISCP, Brooklyn, NY; Palazzo Reale, Milano; Furini Arte Contemporanea, Roma; Barbara Davis Gallery, Houston, Texas. Ha realizzato numerose public art performances come Summer Night Series, Union Square NYC; Italian Cultural Institute, NYC; Postcard People, Hudson Valley Center for Contemporary Art (HVCCA), NY; The Chinese Umbrella Hat Project (Part I), Wujiang Rd West Nanjing Rd, Shanghai, China e (Part II), Piazza San Marco, Venezia. Nel 2011 Charta ha pubblicato la sua prima monografia; nel 2012 Cura. Books ha pubblicato il suo primo libro d'artista “ROMANCE” e nel 2013 il secondo dal titolo “FABLE”. Entrambi fanno parte della collezione del MoMA, NYC. Nel 2016 Silvana Editoriale ha pubblicato la monografia sui 10 anni di performance dell’artista “Andrea Bianconi Performance 2006-2016”. Nel 2017 AmC Collezione Coppola pubblica “SOLO”, una monografia con una intervista di Catherine De Zegher. Nel 2018 espone presso l’Archiginnasio di Bologna e realizza una performance a Davos, evento curato da Oliver Orest Tschirky, durante la 48° edizione del World Economic Forum. A fine giugno esporrà al CAMeC di La Spezia.

Gaetano Centrone (1978), curatore e critico d'arte contemporanea, ha insegnato alla University of Michigan, e attualmente nelle Accademie di Belle Arti di Bari e Foggia. Ha pubblicato numerosi testi critici per diversi artisti, tra cui: Mimmo Rotella, Alberto Biasi, Luigi Mainolfi, Michele Zaza. Collabora alla pagina culturale de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Andrea Bianconi. Trap for the minds
a cura di Gaetano Centrone

Sede| Cripta della chiesa di Santa Maria del Piliere
via Bara all’Olivella, Piazzetta Angelini 1, Palermo

Inaugurazione| 17.06.18 ore 19.00
Ingresso| Libero
Informazioni al pubblico|
Amici del Piliere
amicidelpiliere@gmail.com
3273807578 – 327407588

Ufficio Stampa|
Valentina Lucia Barbagallo tel. 3498471800 | presspressoffice@gmail.com
Maria Grazia Vernuccio tel. 3351282864 | mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Si ringraziano|
Associazione Amici dei Musei Siciliani, Bernardo Tortorici Montaperto, Pamela Bono, Danilo Lo Piccolo